Il mare famoso per le sue meraviglie nascoste, tra scoperte di nuove creature e barriere coralline di colori inimmaginabili, sorprende gli appassionati dei fondali marini ogni volta. Questa esperienza che si presenta tratta uno spettacolo che va al di fuori di ogni canone visto fino ad ora, ed è quello situato nel Golfo del Messico. I fondali di Isla Mujeres ospitano al suo interno un’opera mai vista, frutto di una collaborazione tra Madre Natura e l’artista Jason deCaires Taylor, fotografo e naturalista subacqueo, di padre inglese e madre della Guyana. Per esplorare questo nuovo mondo bisogna essere muniti di: maschera, bombola, pinne e una gran voglia di lasciarsi immergere in un’elettrizzante avventura all’insegna dell’arte e della natura.

Ci troviamo nel Cancun Underwater Museum, un museo sottomarino con oltre cinquecento sculture a grandezza naturale che narrano l’evoluzione dalla cultura Maya fino ai giorni d’oggi. Sono sculture immerse negli abissi più profondi, accompagnate da un’unica sinfonia, quella del silenzio delle acque, come se fossero relitti di un passato lontano. Le opere raffigurano esseri umani in diverse posizioni: da un uomo seduto comodamente su un divano a guardare la tv a un cerchio formato da bambini che si tengono la mano. L’artefice è l’artista quarantenne inglese Jason deCaires Taylor, che dopo l’11 settembre del 2004, quando l’uragano Ivan devastò le coste del Sudamerica distruggendo la barriera corallina, s’ingegnò per ricostruire ciò che era andato perduto. I danni non sono da attribuire solo alla natura, potente e maligna come alle volte si dimostra, ma anche a causa degli interventi nocivi da parte dell’uomo. Taylor nel 2004 ha iniziato i lavori per riprodurre l’habitat. I materiali, infatti, sono tutte ecologici e non inquinanti, stimolando la creazione di nuove barrire coralline e un’ultima abitazione per tutte le specie marine che ospita la costa del Messico.  Il complesso di opere è intitolato “Silent evolution“, o “L’evoluzione Silenziosa”, creato nel 2010.

Jason deCaires Taylor, Silent Evolution / Fonte: www.remarkable-pictures.blogspot.it

È costituito da oltre 400 sculture di esseri umani “perduti” a 8 metri di profondità al largo di Cancun.  Raffigura un’antica civiltà che cerca di sopravvivere in un ambiente ostile e difficile, lasciando lo spettatore un po’ confuso. Il passato e il futuro nel mondo marino sembrano sovrapporsi, lasciando l’amaro in bocca. Se da un lato è presente un aspetto negativo, sui disastri ambientali, dall’altro si presenta quello positivo, come nell’opera “Inheritance”, o “Eredità”, lasciando una grande speranza che un giorno ci sarà un connubio fra uomo e ambiente, collaborando insieme in pace e armonia.

Jason deCaires Taylor, Inheritance / Fonte: www.remarkable-pictures.blogspot.it

Questo è il messaggio che l’Artista spera arrivi a ogni spettatore che ammira le sue fantastiche opere. L’idea di Taylor sembra funzionare benissimo e le sculture sono ricoperte di vegetazione, aggiungendo colori e dettagli che prima non erano presenti; come le alghe e i coralli di tutte le tonalità che colorano le chiome o i vestiti di queste opere straordinarie. Questo nuovo modello piacque così tanto a National Geographic che nel 2011 questo dedicò uno speciale sulle sculture di Taylor, intitolato “Wonders of the World“. Il modello di Taylor è stato riutilizzato per salvaguardare il mare in altre parti del mondo. Taylor è entrato a far parte della nota associazione di Greenpeace, che si batte da sempre per salvare l’ambiente e gli animali che lo popolano. L’artista, infatti, nella sua ultima opera, raffigura una forma di sensibilizzazione riguardo agli sforzi necessari che servono a preservare il mondo marino. L’opera si chiama “Ocean Atlas” e rappresenta un’enorme ragazza inginocchiata sul fondale che sembra sostenere sulle spalle il peso delle acque: la statua pesa oltre 60 tonnellate.

Jason deCaires Taylor, Ocean Atlas / Fonte: www.vice.com

L’opera si trova sul fondale delle Bahamas e ci sono solo 5 metri di distanza tra la statua e la superficie, così da renderla visibile non solo agli amanti del sub, ma anche chi non ha il coraggio di immergersi e praticare snorkeling. Un’altra opera molto commovente e con un gran significato è quella intitolata “Viccisitudes“, o “Vicissitudini”.

Jason deCaires Taylor, Vicissitudes / Fonte: www.theartshow.com

Raffigura dei bambini che tenendosi per mano formano un cerchio, riproducendo quasi un girotondo, unendo una posa solida e forte con un gesto di tenerezza che scioglie il cuore degli spettatori.  Gli ultimi avvenimenti che hanno interessato il mare e intenerito l’animo di ogni persona, sono stati i naufragi avvenuti a largo di Lampedusa, dove si sono verificati dei veri disastri che hanno coinvolto persone innocenti. I naufraghi avevano nel cuore la grande speranza di trovare al di là dal tratto che li separa dell’Europa un luogo chiamato “casa”. Invece molti di loro hanno trovano solo morte e sofferenza. E’ per tutti loro che Jason deCaires Taylor ha creato una delle sue opere che si trova nel fondale di Lanzarote, nelle isole Canarie, e che s’intitola “La Zattera di Lampedusa“.

Jason deCaires Taylor, La zattera di Lampedusa / Fonte: www.lifegateit

Questa scultura trae ispirazione da una nota opera d’arte di Théodore Géricault cdal titolo “La zattera della Medusa” del 1819, anch’essa raffigurante un atto catastrofico realmente accaduto. Taylor attraverso le sue opere ha voluto denunciare, oltre alla difficoltà del mantenimento dell’ecosistema marittimo, anche una realtà che purtroppo ci riguarda tutti, come le due persone senza volto che sono occupate a scattarsi un selfie: un’opera che cerca di analizzare quanto il ruolo della tecnologia abbia influenzato, spesso negativamente, il presente.

Jason deCaires Taylor, opera senza titolo / Fonte: www.lifagate.it

O, ancora, l’opera che riproduce una folla di “persone” statiche, inespressive e con gli occhi chiusi che vivono nel silenzio e nella solitudine a 15 metri sott’acqua.

Jason deCaires Taylor, opera senza titolo / Fonte: www.urdesignmag.com

Il vero spettacolo non è solo nelle sculture e nei simboli che vanno a raffigurare, ma nel passaggio tra esseri non animati e il loro prendere vita sott’acqua grazie all’opera della natura. Lo scambio che sembra esserci tra le opere di Taylor e Madre Natura è equivalente, come un’equazione perfetta, dove solo grazie alla collaborazione fra i due sistemi si riesce a dar vita all’opera d’arte per eccellenza: la Terra.

 

di Ilaria Urbinelli