Più di un secolo dopo che la sua prima pietra fu posata e 92 anni dopo che il suo famoso architetto fu fatalmente colpito da un tram, la Sagrada Familia di Barcellona ha finalmente le carte in regola.

Lo scorso giovedì 18 ottobre infatti, è stato firmato un accordo tra i fiduciari della chiesa e il consiglio comunale della città di Barcellona, secondo il quale al progetto, la cui costruzione è iniziata nel 1882, è stata concessa – per la prima volta – una vera licenza di costruzione¹. All’epoca, il sito scelto per erigere il gioiello del modernismo catalano fu trovato nell’agglomerato di Barcellona, ​​che si è espanso nel tempo. Da allora, i promotori dell’edificio religioso, riuniti nel gruppo della Sagrada Familia, hanno svolto il loro lavoro senza autorizzazione, “masticando” progressivamente lo spazio pubblico. Inoltre, durante tutto il periodo, non si sono preoccupati di pagare alcuna tassa comunale.

Costruzione della Sagrada Familia, 1905, Fonte: Wikimedia Commons

Il nuovo accordo formalizzerà i lavori di costruzione e aprirà la strada a un piano “per studiare le soluzioni urbane al fine di completare il progetto di Antoni Gaudí”, ha affermato il consiglio comunale. Per regolarizzare la situazione, un accordo era in trattativa dal 2015 con il consiglio comunale della città catalana. Una grande sfida, tenendo conto che è uno dei siti più turistici della Spagna, con non meno di 4,5 milioni di visitatori all’anno e oltre 110 milioni di euro di entrate, nonché patrimonio mondiale dell’UNESCO dal 2005.

L’accordo include schemi per migliorare il trasporto pubblico e l’area circostante. La Sagrada Familia pagherà 22 milioni di euro per aiutare a sottoscrivere la rete di trasporti della città, inclusi 7 milioni di euro per migliorare l’accessibilità alla metropolitana di Barcellona, considerando che è la seconda città più grande in Spagna. Altri quattro milioni di euro saranno investiti nel rinnovamento di quattro importanti vie stradali e 3 milioni di euro saranno destinati a mantenere le strade sicure e pulite. Gli investimenti saranno svolti nel corso dei prossimi dieci anni.

Sagrada Familia, Barcelona Fonte: architecturaldigest.com

“La Sagrada Familia è un’icona e il monumento più visitato della nostra città”, ha detto in un tweet la sindaca di Barcellona, ​​Ada Colau. “Dopo due anni di dialogo abbiamo stipulato un accordo che garantirà il pagamento della licenza, l’accesso sicuro al monumento e faciliterà la vita locale migliorando i trasporti pubblici e la riqualificazione delle strade vicine”.  L’accordo, infatti, consentirà l’acceleramento dei lavori di riparazione, al fine di completare l’edificio entro il 2026, in tempo per il centenario della morte di Gaudí.

Vista aerea, Sagrada Familia, Barcelona
Fonte: Wikimedia Commons

Nonostante l’impatto dell’edificio sulla comunità, la costruzione si svolge da più di un secolo senza avere uno status ufficiale e senza la supervisione delle autorità municipali, secondo il quotidiano spagnolo El Pais.

I lavori per la Sagrada Familia iniziarono nel marzo 1882, sulla base del design neogotico dell’architetto Francisco de Paula del Villar y Lozano. Poco dopo le sue dimissioni,  Gaudí intervenne subito con il suo design estremamente idiosincratico. La chiesa divenne rapidamente il progetto di vita dell’architetto catalano, che ha supervisionato la costruzione dal 1883 fino l’inizio di giugno 1926, quando fu tragicamente colpito da un tram. Oggi giace, opportunamente, in una cappella nella cripta dentro il capolavoro a cui ha lavorato con così tanta passione durante la sua vita.

Dopo la morte di Gaudí, è stato Domènec Sugrañes a continuare il progetto, aderendo completamente al concetto originale di Gaudí, ma non per molto. Durante la guerra civile spagnola il laboratorio dello studio è andato a fuoco e disegni, piani, fotografie e modelli originali sono stati distrutti, il che certamente ha difficoltato il lavoro, che nonostante gli ostacoli è andato avanti. E continua.

Sagrada Familia, dettaglio della nave centrale
Fonte: Wikimedia Commons

Con un po’ di fortuna il capolavoro – speriamo – finirà tra otto anni, nel 2026, in tempo per poter essere celebrato insieme al centenario della morte di Gaudí e solo 143 anni dopo il suo inizio.

1 https://elpais.com/ccaa/2018/10/18/catalunya/1539851599_645132.html
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