@petitesluxures è nato nel 2014 come un piccolo progetto di illustrazioni minimaliste, rivolto esclusivamente al pubblico di Instagram, e ad oggi ha superato 1,2 milioni di follower.

L’intero progetto è rimasto anonimo per diverso tempo perchè, come ci spiega anche lo stesso artista, conoscere la mano di chi realizza un disegno può influenzare il modo in cui un’opera viene percepita dal pubblico: per questo motivo, Simon ha preferito scomparire dietro i suoi disegni per permettere all’osservatore di immedesimarsi completamente nelle sue creazioni. Con l’accrescere del suo successo, però, è diventato difficile mantenere il suo segreto, anche a causa di diversi impostori che si attribuivano ingiustamente i meriti delle sue opere, e così si è finalmente svelato: si chiama Simon e vive a Parigi, con la moglie e le sue due bellissime figlie. In diverse interviste ha raccontato come la passione per il disegno l’abbia sempre accompagnato fin dalla tenera età, laureandosi poi in Arti applicate e Graphic design e lavorando come graphic designer per più di 15 anni. Il progetto Petite Luxures nasce infatti nel 2014 con poche aspettative, come attività secondaria al suo lavoro principale di art director, ma col tempo acquisisce sempre più seguito, viene contattato da gallerie, collezionisti, fino a diventare la sua attività primaria.

In questi anni il suo stile è cambiato molto, ma i suoi strumenti fondamentali rimangono sempre gli stessi: un foglio, l’inchiostro e la sua immaginazione. Le sue creazioni sono infatti tutte realizzate a mano per poi essere vendute in blocchi di più copie sul sito petitesluxures.bigcartel.com. Il suo stile unico ed estremamente espressivo è capace di delineare intere storie con pochi e semplici tratti: le linee sono pulite e non c’è mai un’eccedenza di particolari, ogni dettaglio ha infatti la sola funzione di illustrare la scena. Il tratto distintivo delle sue opere tuttavia non è il disegno vero e proprio ma, come ci racconta Simon stesso, gli spazi “vuoti” delle sue figure:

“I miei disegni non sarebbero così interessanti se ogni dettaglio fosse delineato. Le parti più importanti delle mie opere sono proprio quelle che non vengono disegnate, dove l’immaginazione dell’osservatore deve ingegnarsi per diventare parte dell’immagine stessa.”

I disegni infatti sono sempre volutamente incompleti, per permettere alla fantasia del pubblico di completare le figure e creare sempre nuove scene, lasciate da Simon alla più libera interpretazione: in questo modo gli spettatori sono invitati a partecipare in prima persona alla creazione del disegno, immaginando storie diverse e immedesimandosi nelle vicende.

Come si può ben intendere dal titolo del progetto, il tema principale della poetica di Simon sono le “piccole lussurie”: il vero obbiettivo è rendere situazioni quotidiane, che non hanno nulla a che fare con il mondo sessuale, estremamente equivoche ed erotiche, non tralasciando mai una gran dose di ironia. Come lui stesso ci racconta:

“Il sesso è un tema inesauribile e unificante. E mentre capisco che alcune foto possano essere visivamente scioccanti, per me il sesso in sé non è scioccante o vergognoso, tra adulti e consenzienti. È solo un altro modo per godersi la vita, come il buon cibo: mangiare bene, bere bene, fare del buon sesso”.

Per questo motivo la sua creatività trae ispirazione da tutto ciò che lo circonda: una canzone, una normale attività, un’immagine del gergo popolarefatti di cronaca e anche giochi di parole. Sono peró le brevi sentenze, che accompagnano ogni opera, a dar voce alle sue creazioni: ciò che rende curiosa e interessante ogni tavola è proprio la connesione tra immagini e parole. Ci troviamo davanti a virtuosistici giochi di parole che rimandano soprattutto alla cultura anglo-francese, ricalcando quasi lo stile vignettistico che verte su temi più leggeri. Non tutte le puninfatti, sono di facile comprensione, soprattutto perchè presuppongono un’ampia conoscenza del patrimonio culturale inglese e francese. Anche per questo motivo, sotto ogni post su Instagram, viene riportata una spiegazione di queste curiose massime: un modo insolito di conoscere e avvicinarsi agli usi e costumi di una tradizione diversa dalla nostra.

Proviamo a spiegare alcune delle sue tavole più curiose:

“La Fête des Paires”

“La Fête des Paires”, che sembrerebbe dire “festa del Papà”, per esempio, gioca sul fatto che Pere (padre) e Paires (seno) siano omofoni, cambiando cosí completamente significato alla frase.

“Bain Dans sa Peau”

Con “Bain Dans sa Peau” viene invece modificato un modo di dire per essere adattato al contesto del disegno: da “Biens dans sa peau” (stare a proprio agio con il proprio corpo) viene cambiata in Bain (bagno), rimandando alla figura della bagnante.

“Nue comme des Vers”

Facendo leva sul fatto che in francese Vers significhi sia verme che verso poetico, viene cambiato il senso della frase “Nudo come un verme” in “Nudo come un verso”, comparando la trasparenza della ragazza con quella dei versi poetici.

“Vive la Raie Publique”

In “Vive la Raie Publique” invece, assistiamo a un gioco di parole fra République (repubblica) e Raie (che può essere tradotto liberamente in italiano con “chiappe”) Publique: un gioco di parole che, di per sé, non vuole avere un vero e proprio messaggio politico, ma che sicuramente in modo allusivo rimanda al sistema governativo. Tutte le interpretazioni però sono estremamente soggettive e intercambiabili, così come voluto dall’autore, che non fornisce mai una spiegazione univoca dell’opera.

Tuttavia, sebbene il suo marchio distintivo siano le tavole disegnate a mano, l’artista ha già annunciato che  dovremo aspettarci molto di più da lui nel breve futuro, con nuove collaborazioni anche nei campi della moda, della fotografia e del design.