Il museo del Prado di Madrid ha inaugurato, per la seconda volta nella sua storia, una mostra dedicata esclusivamente ad artiste donne e questa volta le protagoniste sono due pittrici italiane tra le grandi protagoniste del Rinascimento: Sofonisba Anguissola e Lavinia Fontana, insieme in una mostra che segna un punto di svolta nella ricerca sull’arte rinascimentale al femminile.

La prestigiosa istituzione spagnola sarà, infatti, fino al 2 febbraio 2020, la sede della mostra Sofonisba Anguissola y Lavinia Fontana. Historia de dos pintoras, un’occasione senza precedenti per ammirare le opere chiave di due tra le più importanti pittrici attive nella seconda metà del XVI secolo.

La rassegna costituisce anche una prima e interessantissima occasione di “confronto” tra le due autrici, accomunate da una sorte comune: acclamate come grandi artiste ai loro tempi e finite ben presto nel dimenticatoio per essere riscoperte solo in tempi più recenti.

Già nel 1971, Linda Nochlin denunciava questa condizione nel saggio “Why have there been no great women artists?”. Nel testo, l’autrice sottolineava come il problema dell’esclusione delle donne dai musei non fosse dovuto alla qualità del loro lavoro ma ai criteri istituzionali, familiari e gerarchici coi quali è stata costruita la storia dell’arte.

Proprio il Prado, dopo quasi due secoli, ha deciso di mettere in discussione questo modus operandi dedicando, per la prima volta, nel 2016, una piccola personale all’artista fiamminga Clara Peeters. Tre anni dopo l’esperienza si ripete con una mostra ben più vasta dedicata alle due pittrici del Seicento italiano.

Le protagoniste

Sofonisba Anguissola appartiene alla prestigiosa scuola dei pittori cremonesi allievi di Bernardino Campi, il cui stile influenzò notevolmente Sofonisba che ne tradusse i tratti essenziali nell’ambito prediletto: quello della ritrattistica. Sofonisba  partecipò come figura di spicco alla vita artistica delle corti italiane, data anche la sua competenza letteraria e musicale, ed ebbe una fitta corrispondenza con i più famosi artisti del suo tempo. Nel 1559 approdò alla corte di Filippo II di Spagna, qui fu dama di corte della regina, Elisabetta. e ritrattista della famiglia reale fino al 1568.

Lavinia Fontana si formò presso la bottega del padre, Prospero Fontana, già noto pittore. Anche Lavinia acquistò ben presto, a Bologna, fama come ritrattista, distinguendosi soprattutto per l’accuratezza dei particolari, soprattutto nella resa delle figure femminili. Ma a differenza di altri artisti, Lavinia non fu monocorde e nella sua opera si incontrano spesso anche soggetti mitologici, biblici e sacri. Non a caso, i successi maggiori le giunsero a Roma dove fu chiamata da papa Gregorio XIII, suo conterraneo. Grazie a tale protezione, Lavinia eseguì innumerevoli lavori per l’entourage della corte papale (nobiltà romana e rappresentanze diplomatiche) tanto da guadagnarsi il soprannome di «Pontificia Pittrice».

Sofonisba Anguissola, Ritratto di famiglia. Niva, The Nivaagaard Collection

La mostra

La mostra riunisce 65 opere, di cui 56 dipinti delle due artiste provenienti dai più importanti musei italiani e stranieri, oltre che da collezioni private. Sofonisba visse fino a novant’anni ma dipinse solo una cinquantina di opere. Lavinia, invece, produsse quasi tre volte tanto l’artista cremonese.

L’allestimento è comunque equilibrato e coerente: le opere di entrambe le pittrici sono accostate per temi e iconografie simili e lo sforzo di raggruppare insieme quadri provenienti da tutto il mondo è senza dubbio evidente e meritorio. Tra le opere di Sofonisba Anguissola è esposto a Madrid lo splendido Ritratto di famiglia (1558) della Nivaaagaaard Collection (Danimarca); il piccolo Autoritratto  del 1558, proveniente dall’appartamento privato della principessa Isabella, alla Galleria Colonna di Roma; e la Sacra Famiglia con San Giovannino e San Francesco (1559), tela creduta perduta e ritrovata proprio in occasione della mostra presso un collezionista milanese.

Fonte: exibart.com

Di Lavinia sono da segnalare l’imponente Ritratto di Costanza Alidosi(1595) proveniente dal National Museum of Women in the arts di Washington; il  Ritratto di famiglia (gruppo in un interno, quasi fiammingo) della Pinacoteca di Brera (1595-1603) e la belliniana Vergine del silenzio del Monastero dell’Escorial (1589).

 

[Fonte immagine di copertina: exibart.com]
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