Nel cuore di San Paolo, è stata eretto nel 1968 uno degli edifici più rappresentativi del Modernismo brasiliano, il Museo d’Arte di San Paolo (MASP). Con la sua struttura sopraelevata di vetro e cemento, l’edificio è stato progettato dall’architetto italiano Lina Bo Bardi (Qui l’articolo su di lei). Il museo è un’istituzione privata senza scopo di lucro fondata dal giornalista brasiliano Assis Chateaubriand insieme al mercante d’arte taliano Pietro Maria Bardi, marito di Lina, ragione per la quale lei si trasferì in Brasile.

Costruzione di Lina Bo Bardi, MASP, Avenida Paulista

Costruzione di Lina Bo Bardi, MASP, Avenida Paulista

Basato sull’uso di vetro e cemento, Lina Bo Bardi creò un’architettura di superfici ruvide e senza le rifiniture di lusso, contemplando la leggerezza, la trasparenza e la sospensione. L’edificio, sostenuto da quattro colonne di cemento, è considerato unico per la sua particolarità: il corpo principale dell’edificio sorge in un’area di 74 metri quadri, creando una spianata sotto l’edificio, nota come “pallone”, che è stata progettata come un quadrato ad uso pubblico e pedonale.

La radicalità dell’architetto è presente anche nella creazione dei cavalletti di cristallo iconici, creati negli anni ’70 per la collezione situata al secondo piano del palazzo, che negli anni ’90 sono stati ritirati, ma due anni fa sono tornati a integrare lo spazio espositivo. Disintegrando la concezione delle opere appese alle pareti o su cavalletto, mise in discussione il modello tradizionale di museo europeo. Nel MASP, il display di grandi dimensioni, chiaro e trasparente permette al pubblico una più stretta interazione con le opere, dove i visitatori scelgono i loro percorsi e tracciano le loro storie.

Cavalletti di Lina Bo Bardi; Fonte: arcoweb.com.br:noticias:noticias:masp-retoma-cavaletes-vidro-lina-bardi

Cavalletti di Lina Bo Bardi; Fonte: arcoweb.com.br:noticias:noticias:masp-retoma-cavaletes-vidro-lina-bardi

La maggior parte della collezione disposta oggi al MASP è stata acquisita tra il 1947 e il 1960 da Maria Bardi,  che nel passato fu direttrice di gallerie d’arte a Milano e Roma. Il museo a quell’epoca era in grado di acquistare numerosi capolavori a causa della radicale trasformazione del mercato internazionale dell’arte nel Dopoguerra. Nel 2003, l’edificio è stato registrato come patrimonio nazionale dall’Istituto dei Beni Artistici brasiliano.

Masp negli anni 60; Fonte: Masp.org

Masp negli anni 60; Fonte: Masp.org

Il MASP è oggi considerato il più importante museo d’arte dell’emisfero del Sud per aver la collezione più ricca e completa di tutti. Ci sono circa 8.000 pezzi, la maggior parte dei quali costituiti da opere d’arte occidentale dal IV secolo a.C. fino ai giorni nostri. Opere di Raffaello, Botticelli, Mantegna e Tiziano, quadri di impressionisti quali Renoir, Monet e Cézanne, artisti versatili e “sui generis” come Toulouse-Lautrec, Van Gogh, Gauguin e Modigliani fanno parte della fortunata collezione.

Nel 2008, su invito del Musée d’Orsay, il MASP entra a far parte del “Club dei 19”, che comprende i 19 musei le cui collezioni sono considerate le più rappresentative dell’arte europea del XIX secolo, fra cui rientrano il Musée d’Orsay, l’Art Institute of Chicago e il Metropolitan di New York. Riconoscimenti a parte, il museo ospita, inoltre, una straordinaria collezione d’arte delle Americhe, tra i quali compaiono molti artisti brasiliani, come Almeida Junior, Victor Meirelles, Candido Portinari, Anita Malfatti, Victor Brecheret e Flávio de Carvalho.

MASP nel 1968; Fonte: Site Catraca Livre

MASP nel 1968; Fonte: Site Catraca Livre

Scopriamo alcune delle principali opere di questo museo e i loro autori:

Sandro Botticelli

Appartenendo alla “hall” dei giganti del Rinascimento italiano, Botticelli in gioventù lavorò nella bottega del grande maestro fiorentino Filippo Lippi, dove poté sviluppare la sua arte al massimo. Lavorò a servizio dei Medici, oltre che del Vaticano, che tutt’oggi vanta i suoi affreschi nella Cappella Sistina. I suoi dipinti più famosi sono senza dubbio la Nascita di Venere e La Primavera, ambedue collocate nella Galleria degli Uffizi, a Firenze. Il tondo che rappresenta La Vergine e Gesù con San Giovanni bambino appartiene al MASP e costituisce una delle sue opere più tarde.

Madonna col Bambino e San Giovanni Battista bambino, Sandro Botticelli, 1490/1500, MASP

Madonna col Bambino e San Giovanni Battista bambino, Sandro Botticelli, 1490/1500, MASP

 

Bosch

La collezione del MASP comprende anche molti esponenti della scuola pittorica olandese, tra i quali, spicca Hieronymus Bosch, noto pittore del secolo XVI. Con grande ironia, Bosch raffigura i conflitti umani sulle regole imposte dalla morale religiosa, ovvero, la cessione al vizio e la bestialità umana. Nei suoi dipinti è comune vedere persone con il viso dai tratti animaleschi o intenti a compiere azioni poco morali. I suoi dipinti più famosi sono conservati curiosamente in Spagna, precisamente al Museo del Prado, dove il pittore è stato celebrato dal re Filippo II.

The Temptation of Saint Anthony, Hieronymus Bosch, 1500/1516

The Temptation of Saint Anthony, Hieronymus Bosch, 1500/1516

 

Rembrandt

Spesso considerato uno dei più grandi artisti della storia dell’arte europea e il più importante dell’arte olandese, Rembrandt ha potuto godere del successo mentre era ancora in vita; una vita caratterizzata da grandi soddisfazioni, ma anche da grandi tragedie personali. Fu maestro di quasi tutti i grandi pittori del suo tempo e il suo trionfo creativo si manifestò nei suoi ritratti, autoritratti e illustrazioni di scene bibliche. Conservato nella collezione, uno degli autoritratti dell’autore, è una delle attrazioni più grandi del Museo.

Self-Portrait with a Gold Chain, Rembrandt, 1635, MASP

Self-Portrait with a Gold Chain, Rembrandt, 1635, MASP

Renoir e Monet

I massimi esponenti dell’Impressionismo, Pierre Auguste Renoir e Claude Monet, hanno combattuto insieme ai loro contemporanei, Degas, Bazille e Sisley, per più di 17 anni  per l’accettazione della ricerca  teorica e pittorica condotta dal gruppo, cioè lo studio della luce e dei colori e il problema della loro resa sulla tela in base ai cambiamenti di luce, atmosfera e delle stagioni. Hanno realizzato la maggior parte del loro dipinti en plein ar, all’aperto, e questo gli permetteva di catturare le sfumature di colore esatte nel momento in cui la luce colpisce l’oggetto o il paesaggio che si voleva raffigurare. Renoir ha fatto la sua ricerca di luce e colore concentrandosi su ritratti e sui nudi, mentre Monet preferiva i paesaggi.

Les Demoiselles Cahen d’Anvers, Pierre Auguste Renoir, 1881, MASP

Les Demoiselles Cahen d’Anvers, Pierre Auguste Renoir, 1881, MASP

Canoe on the Epte, Claude Monet, 1890, MASP

Canoe on the Epte, Claude Monet, 1890, MASP

 

Modigliani

Modì, come era conosciuto all’epoca, fu uno degli esponenti dell’Arte Moderna sviluppatasi nella Parigi del secolo XX. Il suo lavoro ha subito un’influenza profonda dalla scultura africana, e i suoi caratteristici volti allungati sono tracce evidenti di questa memoria estetica. Inizialmente ha lavorato come scultore, la sua vera passione, e ha realizzato anche busti prendendo come riferimento sempre il modell0 africano. Il Ritratto di Leopond Zborowski, amico di Modigliani, è un esempio emblematico del suo stile.

Ritratto diLéopold Zbrorowski, Modigliani, 1916, MASP

Ritratto diLéopold Zbrorowski, Modigliani, 1916, MASP

 

Victor Meirelles

Per celebrare la pittura accademica brasiliana, la collezione comprende alcune opere di Victor Meirelles, artista che lavorò per Dom Pedro II, l’ultimo imperatore del Brasile. I suoi lavori sono costellati da eclettici riferimenti neo-classici, realistici e romantici, nonché barocchi, ma l’artista tende ad esser comunque considerato accademico. Uno dei suoi dipinti più celebri è Moema, che ritrae un indiana, che per amore  di Caramuru (un conquistatore portoghese), si getta in mare alla sua  disperata ricerca, e viene riportata dalla marea sulla spiaggia, senza vita.

Moema, Victor Meirelles, 1866, MASP

Moema, Victor Meirelles, 1866, MASP

 

©Photos: Wikimedia Commons

 


Texto traduzido em Português | Testo tradotto in Potoghese

No coração de São Paulo, se erigiu no ano de 1968, um dos prédios mais icônicos do Modernismo brasileiro, o Museu de Arte de São Paulo, o MASP. Com sua estrutura elevada de vidro e concreto, o prédio foi idealizado pela arquiteta italiana Lina Bo Bardi. O museu é uma instituição privada sem fins lucrativos fundada pelo jornalista e diplomata brasileiro Assis Chateaubriand juntamente ao marchand italiano Pietro Maria Bardi. Chateaubriand convidou o crítico e marchand italiano Pietro Maria Bardi para dirigir o MASP, função que ele exerceu por cerca de 45 anos.

Com base no uso do vidro e do concreto, Lina Bo Bardi criou uma arquitetura de superfícies ásperas e sem acabamentos luxuosos que contempla leveza, transparência e suspensão. O edifício, suportado por quatro colunas de concreto é considerado único pela sua peculiaridade: o corpo principal do prédio se eleva em uma área de 74 metros criando uma esplanada sob o edifício, conhecida por “vão livre”, que foi pensada como uma praça para uso da população.

A radicalidade da arquiteta também se faz presente nos icônicos cavaletes de cristal, criados para expor a coleção no segundo andar do edifício na década de 70 que há dois anos voltaram a integrar o espaço expositivo. Ao retirar as obras das paredes, os cavaletes questionam o tradicional modelo de museu europeu. No MASP, o espaço amplo e livre, com exposição suspensa e transparente, permite ao público um convívio mais próximo com o acervo, onde os visitantes escolhem seus caminhos e traçam suas histórias. Em 2003, o prédio foi registrado como patrimônio nacional pelo Instituto do Patrimônio Histórico Artístico Brasileiro

A maioria da coleção hoje disposta no MASP foi adquirida entre 1947 e 1960, por Maria Bardi, marchand que já havia sido dono de galerias em Milão e Roma. O Museu nesta época pode adquirir inumeras obras primas, devido ao cenário do mercado de arte internacional do Pós Guerra.

O MASP é considerado hoje o mais importante museu de arte do Hemisfério Sul, por possuir o mais rico e abrangente acervo. São cerca de 8.000 peças, em sua grande maioria de Arte Ocidental, desde o século IV a.C. aos dias de hoje. São destaques da coleção do MASP as obras dos italianos Rafael, Botticelli, Mantegna e Ticiano; dos Impressionistas Renoir, Monet, Cézanne, Toulouse-Lautrec e também as de Van Gogh, Gauguin e Modigliani marcam a importância da arte produzida na França no séc XX.

Em 2008, a convite do “Musèe d’Orsay” o MASP se junta ao “Clube dos 19”, que contem os 19 museus cujos acervos são considerados os mais representativos da arte européia do século XIX, como o Musèe d´Orsay, The Art Institute de Chicago e o Metropolitan de Nova York. Não obstante a esse fato, o Museu abriga uma excelente coleção de Arte das Américas, dentre estas muitos artistas brasileiros, como Almeida Junior, Candido Portinari, Anita Malfatti, Victor Brecheret e Flávio de Carvalho.

Vamos descobrir algumas das obras principais desse museu e seus artistas:

Sandro Botticelli 

Pertencendo ao hall dos gigantes do Renascimento Italiano, o fiorentino Botticelli em sua juventude pode trabalhar na bottega de Fillipo Lippi, onde realmente desenvolve sua arte. Trabalhou a serviço dos Medici assim como para Vaticano, onde possui afrescos na Capella Sistina. Seus quadros mais famosos são indubitavelmente O Nascimento de Vênus e Primavera.

Bosch

Da escola Holandesa, o acervo traz obras de diversos artistas, dentre eles, Hieronymus Bosch, notável pintor do sec XVI. Com grande ironia, Bosch retrata os conflitos do homem diante das regras impostas pela moral religiosa, ou seja, a rendição ao vício e a bestialidade humana. Em seus quadros, é comum vermos pessoas com rostos animalescos ou realizando ações pouco cristãs. Seus quadros mais famosos curiosamente estão na Espanha, precisamente no Museu do Prado, onde o pintor fora celebrado pelo Rei Filippi II.

Rembrandt

Frequentemente considerado um dos maiores artistas da história da arte européia e o mais importante da Arte Holandesa, Rembrandt gozou do sucesso ainda em vida, a qual foi marcada de grandes sucessos e grandes tragédias. Foi maestro de quase todos os grandes pintores de sua época e seu triunfo criativo se manifestou em seus retratos, auto-retratos e ilustrações de cenas bíblicas. Conservado no acervo, um dos auto-retratos do autor é uma das atrações do museu.

Renoir e Monet

Os expoentes máximos do Impressionismo, Pierre Auguste Renoir e Claude Monet lutaram mais de 17 anos ao lado de seus contemporâneos Degas, Bazille e Sisley pela aceitação da pesquisa realizada pelo grupo, ou seja, o estudo da luz e como essa muda a cor e proporciona diversos tons à pintura. Realizavam suas pinturas en plein air, ao ar livre, o que permitia a captação das nuances exatas no momento no qual a luz insidia sobre o objeto ou paisagem retratada. Renoir realizou sua pesquisa de luz e cor focando em retratos e nus, enquanto Monet preferia as paisagens.

Modigliani

Modì, como era conhecido, foi um dos expoentes da Arte Moderna desenvolvida em Paris no séc XX. Seu trabalho possuía influência direta da escultura africana, e seus característicos rostos alongados são resquícios dessa memória estética. Trabalhou inicialmente como escultor, sua verdadeira paixão, onde também realizou bustos com a mesma referencia africana. Seus nus e retratos são inconfundíveis e o acervo do MASP possui 10 delas.

Victor Meirelles

Para celebrar a pintura acadêmica brasileira, o acervo conta com algumas obras de Victor Meirelles, artista que trabalhou para Dom Pedro II, ultimo imperador do Brasil. Sua obra é formada por referências ecléticas neoclássicas, realistas e românticas, assim como barrocas não obstante ser considerada acadêmica. Uma de suas pinturas mais aclamadas é Moema, onde retrata a índia morta, que por amor a Caramuru (conquistador português) se joga ao mar em sua procura, e é trazida pela maré à praia.

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