Prima che l’emergenza Coronavirus fermasse il nostro Paese, Artwave voleva portare nel secondo incontro di Parole Correnti, che purtroppo è stato temporaneamente sospeso, il tema dell’ecosostenibilità. Essere distanti però non ci impedisce di approfondire un argomento tanto importante per i cittadini di oggi e di domani. Abbiamo quindi pensato di presentare il lavoro di un illustratore e animatore britannico che con le proprie opere ha sempre cercato di sensibilizzare all’argomento un pubblico sempre più vasto: Steve Cutts.

La condanna dell’umanità

Dopo aver lavorato per anni per alcune fra le più grandi compagnie al mondo, fra cui Coca-Cola e Google, nel 2012 l’illustratore Steve Cutts decide di intraprendere una carriera da freelancer. In totale libertà può così dare sfogo alla sua più vivida immaginazione, guidata da una fervente critica contro tutte le società per cui aveva lavorato fino ad allora.

I suoi nuovi disegni riescono ad arrivare dritti al cuore delle persone, grazie alla loro capacità di veicolare messaggi agghiaccianti attraverso un linguaggio semplice e immediato. Si tratta infatti di cartoon che interpretano una satira scottante dell’uomo contemporaneo, servendosi del dark humor per spingere gli spettatori a riflettere su difficili verità che li interessano in prima persona. Queste opere condannano tutti peccati della società odierna, guidata dal puro egoismo e dalla mancanza di senso di responsabilità collettivo.

Esemplare in questo senso è il suo cortometraggio più famoso: “MAN”. Uscito nel 2012, ad oggi ha raggiunto più di 40 milioni di visualizzazioni su YouTube. Il corto narra la storia dell’umanità e di come lentamente sia riuscita a distruggere un intero pianeta. Vediamo infatti un uomo che gradualmente devasta la natura intorno a sé, alla spasmodica ricerca di possedere sempre di più, eco di un vano materialismo. Il pianosequenza segue un climax ascendente terrificante in cui la Terra si trasforma da Paradiso terrestre a discarica.

Un pirandelliano umorismo del contrario

Possiamo provare ad associare alle opere di Steve Cutts il sentimento del contrario pirandelliano. Davanti alle sue creazioni, infatti, inizialmente possiamo provare ilarità, scaturita dal netto contrasto fra la realtà e i disegni fumettistici. Eppure, in un secondo momento, è inevitabile soffermarsi a riflettere su una ben più triste verità. Ognuno di noi è protagonista in diversa misura dei comportamenti riprovevoli ritratti nei suoi disegni e questa nuova consapevolezza ci spinge ad un inevitabile senso di colpa.

La follia dell’uomo moderno

I lavori di Steve Cutts vogliono rappresentare, come lui stesso la definisce, una “insanità indiscutibile” che si infiltra nella mente dell’uomo moderno. Con questo termine si riferisce all’immensità di scelte e azioni sconsiderate che ognuno di noi fa ogni giorno, incosciente di quanto siano nocive per noi in primis. La satira di Steve si scaglia, tra le altre cose, contro l’uso spasmodico dei social media, lo sfruttamento incontrollato del pianeta e lo spreco di cibo a dispetto della fame nel mondo.

L’utilizzo sbagliato di alcuni mezzi che potrebbero aiutare l’umanità intera, come la tecnologia, trasforma l’uomo in un pazzovittima dei suoi stessi eccessi. Nei suoi protagonisti ritroviamo tutta la follia della società moderna, guidata nelle proprie azioni da un’inconsapevolezza che rende l’uomo incapace di discernere il bene dal male.

Un mondo malato

Steve Cutts indaga in diverse opere il senso della vita dell’uomo contemporaneo, i cui atteggiamenti non sono solamente autodistruttivi per l’umanità come nel corto “Happiness”, ma anche devastanti per tutto ciò che la circonda. Sono anni che Steve cerca di informarci sul virus più letale del pianeta: l’uomo, al cui passaggio nessuna forma di vita, animata o inanimata, è rimasta incolume. Eppure, ad oggi, non ci si è preoccupati abbastanza di cambiare la situazione.

Tuttavia, negli ultimi tempi è proprio la natura a rivolgerci un’ultima richiesta di aiuto: l’intero pianeta sta lentamente tornando a vivere durante l’assenza dell’uomo. Cogliendo l’occasione, nei giorni scorsi, Steve Cutts ha pubblicato un nuovo cortometraggio intitolato “MAN 2020”. Il nuovo pianosequenza, in completa antitesi con quello di otto anni fa, testimonia la rinascita del pianeta senza l’interferenza dell’uomo. Il corto vuole però essere un esplicito monito per il futuro: il video termina, infatti, con la prima sequenza di “MAN” del 2012.

 

Un’occasione unica

Steve sembra volerci avvertire sul pericolo che comporta l’imminente fine del lockdown, ovvero il ritorno ad uno smodato sfruttamento del pianeta. Non possiamo tuttavia trascurare ancora a lungo a cosa l’uomo sottopone la Terra ogni giorno. La nostra mancanza per poco più di due mesi è riuscita a risanare una minima parte dei danni che abbiamo fatto negli ultimi due secoli; cosa potrebbe fare invece il nostro contributo attivo? Non siamo consapevoli di quanto le nostre azioni più semplici possano giovare al pianeta.

Questo momento di piena criticità deve farci aprire gli occhi: i cambiamenti che ci hanno travolto negli ultimi tempi non devono scomparire.

Nella storia dell’umanità ogni epidemia ha portato delle trasformazioni radicali nella struttura della società. Dobbiamo pensare all’enorme opportunità che abbiamo di cambiare le nostre peggiori abitudini, in vista di un futuro migliore per il nostro pianeta e anche per noi stessi.

Photo credits:  © Steve Cutts
© riproduzione riservata