Roma è una città complessa, composta da tanti colori, sfumature e facce diverse. Raccontarla senza banalizzarla è un compito veramente arduo, ma c’è una persona che ha accettato la sfida e che ha vinto la scommessa: il suo nome è Jacopo Brogioni.

Jacopo è un autore, reporter e fotografo di viaggio che collabora dal 2016 con l’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani. Ed è proprio con questa prestigiosa istituzione che 18 mesi fa ha preso vita l’ambizioso progetto fotografico dal titolo “Roma: il racconto di 100 donne“, che dal 4 aprile fino al 12 maggio è possibile visitare presso i Musei Capitolini di Roma.

La locandina della mostra

Si tratta di un racconto, senza filtri né pregiudizi, di 100 donne, appunto, che vivono, lavorano o semplicemente visitano Roma, ma che per questo la rendono quella che è oggi. Una città cosmopolita, vibrante e piena di contraddizioni. Si tratta di donne di differente condizione ed estrazione sociale, con vite e ruoli diversi, abitanti di quartieri differenti, ma tutte accomunate da una cosa: Roma.

Un ritratto contemporaneo e inedito della capitale che abbraccia e racconta la città così come appare, senza intenti mistificatori o celebrativi, raccontando semplicemente, attraverso 100 scatti diversi, la quotidianità di cento donne di passaggio o abitanti di questa città: si va dalle lavoratrici più umili alle figure che ricoprono incarichi istituzionali, dalle influencer alle attrici, dalle discendenti di nobili casate alle volontarie impegnate nel sociale. Uno spaccato, lontano dagli stereotipi che caratterizzano la narrazione della condizione femminile attuale, attraverso cui osservare l’intera società contemporanea dal punto di vista delle donne, ma attraverso l’occhio, rispettoso e discreto, di un uomo.

Un progetto che ha occupato l’autore per quasi due anni, che ha attraversato tutti e quindici i municipi di Roma, e che ha visto la partecipazione e il contributo dello scrittore Raffaele Timperi, autore dei testi e delle interviste a corredo del catalogo che raccoglie l’intero progetto, e della Treccani, che ha curato l’intera mostra e il catalogo.

Le donne hanno sempre dovuto lottare doppiamente. Hanno sempre dovuto portare due pesi, quello privato e quello sociale. Le donne sono la colonna vertebrale della società.

Sono le parole pronunciate da Rita Levi-Montalcini nel corso di un’intervista poco dopo il suo centesimo compleanno. Nel corso della sua lunga e attivissima esistenza, divisa tra ricerca e impegno istituzionale, la scienziata è stata anche alla guida dell’Istituto della Enciclopedia Italiana, tra il 1993 e il 1998. Lei stessa ha subito sulla propria pelle le ingiustizie della disparità di genere e per tutta la vita ha lottato per sconfiggere questo retaggio sociale e culturale che ancora oggi macchia la nostra società.

Anche la sindaca di Roma, Virginia Raggi, protagonista anche lei, assieme alle altre donne, della mostra, ha ripreso con orgoglio le parole della ricercatrice spiegando: “Anche io lavoro, sono madre e mi organizzo come molte delle donne ritratte in questo volume e che hanno un’occupazione, una famiglia. […] Queste immagini e i valori dei racconti, illustrati attraverso le fotografie in questo progetto, rappresentano la speranza che le nuove generazioni potranno presto raccogliere i frutti dell’impegno di tante donne, e uomini, che hanno lavorato, spesso in silenzio e lontano dai riflettori, per il futuro della nostra Capitale”.

Uno dei maggiori sostenitori dell’opera è però sicuramente Massimo Bray, attuale direttore della Treccani, che ha sottolineato come l’istituto abbia “tra gli obiettivi primari, fin dalla sua fondazione, quello di contribuire alla documentazione e alla comunicazione della contemporaneità”. Attraverso questo progetto intende così “incentivare, servendosi di un linguaggio fotografico fortemente suggestivo e di una lettura deliberatamente connotata al femminile, la consapevolezza del legame indissolubile che sussiste tra lo spazio urbano e la comunità che lo crea, lo abita e lo attraversa”.

Per darvi un’idea della varietà e della diversa condizione sociale delle donne ritratte per il suo progetto da Jacopo, abbiamo scelto tre fra le cento protagoniste del progetto e abbiamo deciso di raccontarvele qui:

 

Gabriella – Via Trionfale, quartiere Trionfale

Gabriella Sciarrone, “grattacheccara” | 100 DONNE, Roma 2017 – 2018
©JacopoBrogioni per Istituto della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani

 

Gabriella porta avanti un’attività storica, legata a doppio filo con la città di Roma: la grattachecca.
Da non confondere mai con la granita, in cui l’acqua viene mescolata a sciroppo e succhi e poi messa in frigo. Nella grattachecca, invece, lo sciroppo si aggiunge direttamente al ghiaccio, grattato via da un singolo blocco intero. La sua diffusione a Roma parte agli inizi del Novecento, soprattutto a Trastevere, e poi in tutti quartieri. Al Trionfale arriva nel lontano 1933, quando la madre di Gabriella, da tutti conosciuta come “la Sora Maria” apre un chiosco. Col tempo il chiosco viene abbinato al nome della proprietaria tanto da diventare una cosa sola: la Sora Maria diventa un’istituzione, una tappa obbligata per chi si trova a Roma di passaggio, durante le le lunghe e afose estati.

“Il quartiere è cambiato moltissimo nel tempo, prima era una zona popolare mentre oggi ci sono molti uffici ed è diventata un’area residenziale pregiata. Tanti ragazzi che sono cresciuti qui e poi si sono trasferiti altrove, oggi sono uomini che tornano in zona magari per far vedere ai figli dove sono cresciuti e portarli a prendere una grettachecca qui, in quello che loro considerano l’unico punto rimasto com’era”.

Margherita – Anfiteatro Flavio (Colosseo), Rione Celio

Margherita Mirto, tiratrice scelta Polizia di Stato | 100 DONNE, Roma 2017 – 2018
©JacopoBrogioni per Istituto della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani

Margherita è originaria di un paesino vicino Caserta, ma oggi vive a Roma ed è un tiratore scelto della Polizia di Stato. I compiti del suo reparto sono principalmente la sorveglianza e la protezione a distanza di personalità e obiettivi sensibili, come in occasione di visite di un capo di Stato estero, del papa o di cerimonie che prevedono la presenza delle alte cariche dello Stato italiano. “Entrai in Polizia molto giovane e quasi per caso” racconta a Raffaele Timperi. “Sono nata e cresciuta vicino a Caserta. A 22 anni ero in cerca di lavoro, quello fu il primo concorso a cui partecipai. Andò molto bene, ricevetti un punteggio molto alto ed entrai. Il corso fu la prima occasione in cui ebbi la possibilità di uscire di casa e dalla realtà del paese in cui ero cresciuta. […] I compiti del mio reparto sono di monitorare ed eventualmente intervenire durante grandi eventi pubblici, quindi ci posizioniamo in luoghi molto rialzati in cui possiamo avere la migliore visuale possibile. A Roma questo vuol dire avere la possibilità di essere in posti solitamente non accessibili e godere di una vista unica. Nella mia memoria ci sono albe e tramonti fantastici su Roma che aiutano a sopportare l’appostamento di svariate ore, spesso al freddo, per garantire la sicurezza non solo delle autorità ma di tutte le persone che affollano questi grandi eventi”.

Roberta (Floriana) – Paradise Club, Zona Tor Cervara

Roberta (Floriana) Gemma, pornostar | 100 DONNE, Roma 2017 – 2018
©JacopoBrogioni per Istituto della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani

Roberta è un’attrice hard molto conosciuta e famosa anche all’estero. È originaria di Roma e dagli inizi degli anni 2000 è entrata in questo mondo, divenendo presto una star. Gestisce la sua carriera con parsimonia con il suo agente e compagno di vita, anche lui attore hard nonché suo fotografo personale.
“Pur essendo riconosciuta come pornodiva a livello internazionale (anche se di film ne ho fatti pochi, per la verità), la mia occupazione principale, a differenza di altre attrici hard, sono gli spettacoli. Il mio lavoro si svolge soprattutto nel fine settimana. […] Quindi tutta la settimana la dedico alla preparazione e organizzazione del tour nel week end, per poi passare il tempo tra famiglia e nipoti, spesa e pulizia di casa. Capite bene quanto la mia giornata di attrice hard sia diversa da quella delle mie colleghe”. “Quando sono a Roma” racconta nel volume “è tutto un po’ diverso. “Mi esibisco sempre nello stesso locale, che ormai è un po’ casa mia. Viaggio così tanto durante l’anno che tornare in questa città per me è sempre un piacere. Dopo tante serate in tutta Italia posso affermare con convinzione che amo la mia città. Vivere qui è un grande orgoglio. […] Ogni volta che registi, colleghi o fotografi mi chiedono dove vivo, ho la possibilità di rispondere con soddisfazione: Roma. Pensano di aver visto tutto, di vivere al centro del mondo. Ma se non conoscono Roma hanno visto ben poco”.

 

La mostra è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, curata in collaborazione con CultRise e allestita dallo Studio Fuksas. I servizi mussali sono a cura di Zètema Progetto Cultura.

Dettagli evento

Luogo:
Musei Capitolini, Palazzo dei Conservatori, Sale piano terra
Date:
04/04/2019 - 12/05/2019
Orario:
Tutti i giorni 9.30 - 19.30. La biglietteria chiude un’ora prima
Chiuso l'1 maggio
Costo:
Ingresso gratuito
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