Il giorno 23 febbraio 2019 alle ore 18:00 Studio Uno Ripartiamo da Zero ha presentato la mostra collettiva “Siamo qui e stiamo facendo – MYTHOS“, a cura di Francesco Gallo Mazzeo.

Lo spazio espositvo

L’esposizione vuole indagare la relazione tra il concetto moderno di arti visive e il nostro tempo. Nella modernità odierna tutto è precario, passa dal presente al passato prossimo, al passato remoto, alla dimenticanza, con una folle rapidità, travolgendo, avvolgendo, modificando, a volte ripristinando, ma si tratta solo di somiglianze, non di sostanzialità e tutto è in un continuo travisamento. Nasce la necessità di adattarsi e la continua ricerca del nuovo e dell’originalità deve fare i conti con l’accumularsi, in termini di massa, di fisiche e metafisiche della moda e dello spettacolo. Rispetto a tutto questo le arti visive, eredi delle belle arti, hanno sempre tre volti: uno presente passato, uno presente presente, uno presente futuro.

Se il passato è il tempo delle grandi narrazioni, quello dei trattati e delle generalità, il mondo contemporaneo coincide col tempo delle rapsodie, dei saggi e delle particolarità. Resta l’esigenza di dover narrare gli avvenimenti, le raffigurazioni, le feste, ed è appunto questo che la mostra si propone di fare per paragrafi e per capitoli, raccontando di opere e di imprese che testimoniano la vita del sogno e della fantasia.

Sedici sono gli artisti in mostra tutti con percorsi eterogenei . Marilena Abbondanza, ad esempio, lavora su una poetica dei segni, del loro avvicendarsi, prendendo e lasciando una spazialità onirica, creando una sorta di scorrimento che appartiene alla fluidità, all’energia, alla mutevolezza, innervando un paesaggio sui generis, tanto astratto quanto concreto, come potrebbe essere un luogo rimasto vuoto, fantasmatico.

Marilena Abbondanza, Labirinto 1 di un paesaggio immaginario

Ennio Calabria segue il suo sogno, la sua visione, la sua transizione dell’ignoto al noto, in una continua rotazione che tiene il banco dell’immaginario e del fantastico, come tiene quello della realtà tangibile e palpabile, dove tutto è una sconvolgente alterità di visione che contamina ogni apparenza, nella perenne ricerca dell’essenza.

Ennio Calabria, Studio per ricordo di Baratti

Franco Marrocco, che fa sicuramente riferimento a Rodchenko e Yves Klein, porta avanti una ricerca basata sull’eclatanza della monocromia, risolvendola in un connubio di luminosità che proietta e attrae, scheggia, un agire e un reagire che è momento ontogenetico di luce come spazialità e temporalità che hanno nel colore un riferimento, una vera polarità.

O ancora Rita Piangerelli nella sua, ormai consolidata linea astrattiva, con sconfinamenti informali, come exitu di una conflagrazione che frantuma ciò che in realtà è un solo un piegarsi di pellicola, che tiene colore o la fa trasparire, producendo una grafia sempre inedita e densa di allusività, la quale la fa assomigliare ai pensieri di ciascuno, come nessuno.

Rita Piangerelli, I sogni si dissolvono all’alba

Queste sono solo alcuni degli artisti in mostra. A quelli citati si aggiungono i nomi di Roberto Basilide, Corrado Delfini, Nino De Luca, Franco Ferrari, Ferruccio Gard, Lillo Messina, Franco Mulas, Giulia Napoleone, Alessandro Piccinini, Pfingst Reinhard, Turi Sottile e Carlo Vigevani.

Mythos, nel segno dell’eclettismo che è la vera cifra stilizzante del nostro tempo, non ha la possibilità di darsi uno stile di preminenza, ma si muove vorticosamente in cento direzioni, tutte dedite alla originalità e alla sperimentazione, anche quando sono attratte dalla tradizione o addirittura dal tradizionalismo, perché devono corrispondere alla sollecitazione dell’emozione e dell’emozionante, che è fattore di poderosa instabilità, non solo umorale e gestuale, ma anche culturale e concettuale, perché è condizione dell’antisistema che governa le alternanze di affermazioni e negazioni, che sono continue trasgressioni di tattica e di strategia. Per cui è gioco forza, una coesistenza, uno stare per affinità, ma anche per dissonanze, nell’idolatria dei punti di vista, che si credono dottrine e delle dottrine che sono nebulose perdite di coscienza e di senso del tempo e dello spazio. Fra questi artisti, possiamo dire di stare in un giardino, dove non ci può essere l’uniformità ma ci devono essere, come ci sono, le qualità e le eccellenze come gara di mille scuole e sboccio di mille fiori.”

(dal testo critico di Francesco Gallo Mazzeo)

Dettagli evento

Luogo:
Studio Uno Ripartiamo da Zero, Piazza Castello 7 – Avezzano (AQ)
Date:
23/02/2019 - 31/03/2019
Orario:
Tutti i giorni dalle 10.00 alle 12.30 – dalle 17.00 alle 20.00
Costo:
Ingresso gratuito