Gennaio sarà un grande mese per la città di Bologna. Il capoluogo emiliano oltre a ospitare Arte Fiera (dal 24 al 26 gennaio 2020) presenterà una ricca selezione di mostre promosse dai musei e dalle gallerie locali. Per questa importante occasione, Il MAMbo – Museo d’arte moderna e contemporanea di Bologna, ha deciso di presentare una interessante mostra collettiva dal titolo: AGAINandAGAINandAGAINand.

L’esposizione, che trasformerà totalmente la sala delle ciminiere del museo, vedrà la presenza dei lavori di sette artisti contemporanei: Ed Atkins, Luca Francesconi, Apostolos Georgiou, Ragnar Kjartansson, Susan Philipsz, Cally Spooner, Apichatpong Weerasethakul.

AGAINandAGAINandAGAINand, curata da Lorenzo Balbi con l’aiuto di Sabrina Samorì,  si pone l’obiettivo di indagare il tema del loop, della ripetizione e della ciclicità nella contemporaneità. Tutte le declinazioni del tema verranno approfondite e analizzate da diverse angolazioni, attraverso i lavori di questi artisti contemporanei.

Ragnar Kjartansson. Ph Elisabet Davids

Il progetto espositivo si svilupperà seguendo diversi approcci: uno sociologico che guarda all’impatto delle nuove tecnologie e dei nuovi sistemi di organizzazione del lavoro sulla vita
psicologica e fisica dell’essere umano; uno filosofico e religioso che prende ispirazione da forme di conoscenza e di credenza basate sull’olismo, sulla reincarnazione e sulla ciclicità temporale; fino ad uno ecologico che propone nuovi modelli di produzione e consumo basati su una rinnovata coscienza della cultura rurale.

Spaziando tra i diversi media – performance, video, scultura, pittura, fotografia e installazione – il progetto propone un percorso strutturato in ambienti immersivi, caratterizzati da intensità temporali differenti.

La mostra sarà corredata da un catalogo edito da Edizione MAMbo a cura di Caterina Molteni. Il volume includerà un saggio critico del curatore Lorenzo Balbi, schede esplicative delle opere in mostra, e una sezione di approfondimento con testi e contributi degli artisti e contenuti inediti sul tema, affidati a teorici contemporanei quali il filosofo Federico Campagna, l’antropologa Elizabeth Povinelli e la stessa Molteni.

LE OPERE ESPOSTE

L’artista greco Apostolos Georgiou porterà alcuni dipinti con protagonisti uomini e donne in ambienti lavorativi e domestici. Immersi in un’atmosfera estraniante, i personaggi vivono scene di quotidianità in cui riecheggiano le paure, le angosce e i tormenti di una classe media alienata dalla ripetitività del lavoro impiegatizio e della vita familiare.

L’islandese Ragnar Kjartansson presenterà il lavoro Bonjour (2015). Nell’opera la quotidianità è trasformata in una pièce teatrale, in cui ogni giorno due giovani si incontrano per pochi secondi davanti alla fontana di un villaggio salutandosi con un timido e romantico “buongiorno”. Nella Sala delle Ciminiere del MAMbo, l’artista riadatterà la spettacolare scenografia teatrale, ad oggi presentata unicamente al Palais de Tokyo di Parigi (2015/2016), che permette ai visitatori di entrare in questo piccolo mondo e assistere in prima persona alla scena che si ripete ogni cinque minuti.

Ragnar Kjartansson, Bonjour, 2015, prima rappresentazione nell’ambito della mostra Seul celui qui connaît le désir, Palais de Tokyo, Parigi. Photo Justine Emard

In DRAG DRAG SOLO, l’artista Cally Spooner (Ascot, 1983) mette in scena temporalità in cui il corpo è sottoposto a ritmi differenti da quelli praticati nel quotidiano. Il lavoro fa parte di una
ricerca più ampia dell’artista su temi quali: l’info-sfera, “ambiente” invisibile risultato dei canali di informazione che circondano e alterano ogni corpo, e la crono-normatività, quell’insieme di sistemi di potere generati da una specifica forma temporale.

Cally Spooner, DRAG DRAG SOLO, 2016. Fonte White Chapel Gallery

Luca Francesconi (Mantova, 1979) struttura la sua pratica a partire da un interesse per la cultura rurale antica, i riti popolari e le conoscenze agrarie. Le opere che si vedranno in mostra,
tra le quali nuove produzioni, nascono spesso dall’accostamento di più elementi che rimandano a oggetti e animali del mondo rurale.

Luca Francesconi, figure, acciaio inossidabile lavorato, vegetale, dimensioni variabili, 2014. Ph Andrea Rossetti

La ciclicità è alla base anche del concetto di reincarnazione. Apichatpong Weerasethakul (Bangkok, 1970), tra i principali artisti thailandesi, ha approfondito i legami tra la cultura locale e
quella occidentale alla luce delle politiche economiche estrattive di forte impatto ambientale. I suoi lavori in mostra creano connessioni tra un passato di tradizioni e credenze religiose e i
traumi causati dalla distruzione di ambienti e comunità.

Safe Conduct (2016) di Ed Atkins (Oxford, 1982) è un’installazione video le cui immagini riprendono i filmati degli aeroporti che illustrano ai viaggiatori le procedure da seguire per superare i
controlli di sicurezza. L’opera esprime lo stato d’ansia e di vulnerabilità provocato dai controlli negli spazi pubblici e nel privato, generati dallo sviluppo incessante delle nuove tecnologie. Lo
stato di alienazione e di cattura è enfatizzato dalla presenza della traccia audio del Bolero di Maurice Ravel che si compone di una successione di ripetizioni che cresce in modo graduale e
continuo.

Ed Atkins, Safe Condut.
Foto presa dal Trailer del video

La mostra si apre e si conclude con l’opera audio Guadalupe (2005), di Susan Philipsz (Maryhill, Glasgow, 1965). Installata in un luogo di passaggio del museo, il lavoro si riferisce all’essere
straniero e al sentimento di straniamento. Il disorientamento è generato dalla registrazione a loop che permette allo spettatore di immergersi in un ambiente sonoro che sembra roteare incessantemente.

Dettagli evento

Luogo:
Via don Minzoni 14, Bologna
Date:
23/01/2020 - 3/03/2020
Orario:
Da Martedì a Domenica: 10:00 - 18:30
Giovedì: 10:00-22:00
Costo:
Mostra Temporanea: Intero: 6 Euro Ridotto: 4 Euro
© riproduzione riservata