Avreste mai immaginato che le sculture neoclassiche di Canova potessero diventare le protagoniste di decollage contemporanei? Che questi due mondi, apparentemente distanti, potessero fondersi e creare opere innovative ?

Se pensate che tutto questo sia impossibile, vi dovrete assolutamente ricredere dopo aver visto le opere realizzate da Andrea Chisesi.

Andrea Chisesi, Il satiro (120×150 cm)

Andrea nasce a Roma nel 1972. Dopo due anni  la famiglia Chisesi decide di trasferirsi a Milano; qui l’artista  inizia a mostrare un forte interesse per il mondo dell’arte che lo porterà ad iscriversi al liceo artistico. Nel 1998 apre, nel quartiere di Porta Venezia, il suo studio fotografico chiamato “Andrea Chisesi photographer”. In questo luogo l’artista inizia a sperimentare nuove tecniche:

Un giorno ho iniziato a sperimentare: sovrapponevo le immagini fotografiche delle mie modelle con la mia pittura, dando vita alle mie prime “fusioni”. All’inizio però non ero molto soddisfatto; la resa era troppo legata alla fotografia ed io sentivo il bisogno di concentrarmi sulla materia delle mie stratificazioni. Decisi quindi di iniziare ad imprimere in camera oscure le prime fusioni su tela.  Ho scoperto un mondo che mi dava svariate opportunità, e da lì non mi sono più fermato!

Nel 2008 l’artista decide di aprire il suo atelier di pittura, dove inizia a realizzare i suoi primi lavori. Tra questi vi sono i suoi decollage, che vengono realizzati seguendo un chiaro procedimento:

Il mio lavoro nasce per fasi. Prima cerco l’equilibrio tra la pittura ed i manifesti, successivamente, scelgo le immagini che andranno a collocarsi all’interno dell’opera.  Infine dipingo sopra le figure che ormai sono un tutt’uno con la pittura. In tutte le mie opere cerco sempre di dare un senso di deterioramento dato dal tempo che scorre. Nelle fusioni con i manifesti strappati puoi leggere l’appartenenza al territorio nelle preparazioni e la bellezza autentica e insostituibile dell’arte classica. Entrambe sono il connubio fondamentale del mio pensiero.

Ammirando i lavori dell’artista, possiamo notare un costante richiamo ai grandi capolavori di arte neoclassica. Andrea spiega con queste parole questa sua passione per l’arte “antica”:

L’arte classica è la rappresentazione del bello assoluto.  Winckelmann ci ha insegnato che la via da seguire, anche nella modernità, è l’imitazione delle opere classiche. Naturalmente non immaginava cosa un artista oggi può fare! Amo fondere il mondo antico con quello contemporaneo, perché penso che il compito dell’artista sia quello di creare opere che rappresentino il periodo in cui vive. Oggi siamo proiettati verso una realtà digitale, e in questo caos contemporaneo, trovo la mia strada affidandomi alla certezza del bello assoluto.

L’artista sta ora esponendo all’interno della bellissima Reggia di Caserta. Gli abbiamo fatto alcune domande riguardo alla sua esposizione “SALIGIA” per comprendere meglio cosa si cela dietro questo progetto ambizioso.

Come è nata questa esposizione e perché hai deciso di intitolarla “SALIGIA”?

SALIGIA è l’acronimo dei sette vizi capitali. Quando mi hanno proposto una mostra alla Reggia di Caserta, ho pensato che il vizio e la debolezza dell’uomo ben si incastravano con la dissolutezza della corte reale. La mostra parte con la raffigurazione di Re Ferdinando, metafora della reggia di Caserta, la rappresentazione di Alfeo e Aretusa, come espressione del mio luogo (ndr: Isola di Ortigia in Sicilia) e si conclude con la  riproduzione di Adamo e Eva, famosi per aver mangiato il frutto proibito, espressione dell’uomo moderno. Il percorso continua con la raffigurazione degli imperatori romani che portano lo spettatore fino alla mia Amy. Tutta la mostra vuole comunicare che è impossibile per l’uomo rinunciare ai vizi.

Nella tua mostra sono presenti numerose sculture di Canova ricoperte da scritte e stralci di manifesti. Come mai?

Le mie opere sono ancorate al presente che è già passato. Non essendo uno scultore, amo profondamente la bellezza delle opere di geni indiscussi come Canova, Tholvarsen, Bartolini e di tanti altri scultori dell’arte classica. Le immagini non sono ricoperte; le scritte ed i manifesti si trovano sotto l’immagine, restituendo alla scultura una seconda pelle. La pittura prende il posto del marmo levigato e trasporta le statue antiche nel mondo contemporaneo.

Tra le opere presentate “Diana e Atteone” è una delle più belle e particolari. Come è nata?

Diana ed Atteone sono i protagonisti della meravigliosa fontana di Vanvitelli presente all’interno del parco della Reggia. Quando ho visitato i giardini ho respirato la drammatica scena che sapientemente l’artista ha rappresentato. Atteone, quasi del tutto trasformato in cervo per volere di Diana, sta per essere sbranato dai suoi stessi cani.  Nella mia visione, sicuramente utopistica, Diana si pente del suo gesto e si riconcilia con lui. Grazie a questo fatto, Atteone può trovare la pace, una pace però  limitata alla durata della mia mostra. La scultura è stata resa  bidimensionale e ricoperta da fiori, che io chiamo “Matrem”. Questi ultimi rappresentano il tempo effimero della vita: un fiore ha vita breve, così come la tregua dei due protagonisti, se paragonato al tempo infinito dell’universo.

Andrea Chisesi, Diana e Atteone. Dipinto presentato all’esposizione SALIGIA

SALIGIA è sicuramente una delle mostre più interessanti di questo periodo. Tra un bagno al mare e una gita in montagna ricordatevi di fare un salto alla Reggia di Caserta ad ammirare questi capolavori di Andrea Chisesi.

Dettagli evento

Luogo:
Viale Giulio Dohuet 2. Retrostanze del '700 della Reggia di Caserta
Date:
04/07/2019 - 20/08/2019
Orario:
08:30 – 19:30 (ultimo ingresso 18:45)
Chiuso il martedì
Costo:
Biglietto incluso nell'ingresso alla Reggia di Caserta
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