di Francesco Mancini

Il capoluogo emiliano dal 29 settembre 2018  al 30 giugno 2019 espone circa 150 opere dei più grandi artisti degli anni ‘70-’80, come: Andy Warhol, Jeff Koons e Keith Haring.

La mostra, ci proietta negli anni in cui le persone sono costantemente bombardate dalla pubblicità degli elettrodomestici; mentre i frigoriferi, vengono riempiti da lattine di Coca-Cola e cibi precotti.

Ma in questi anni non è tutto perfetto come le pubblicità vogliono far credere. Infatti, negli Stati Uniti, il colore della pelle è ancora un ostacolo insormontabile e due morti mettono fine all’idealizzazione del sogno americano: quella di Marylin Monroe, trovata morta nella sua camera da letto a Los Angeles nel 1962, e quella di J.F. Kennedy, morto assassinato a Dallas  nel 1963.

L’esposizione di Bologna mostra queste due facce contraddittorie degli anni 60, infatti nella prima sala, dedicata totalmente alle opere di Warhol, vediamo vicini i quadri della Minestra in scatola Campbell’s (1962) e  Nine Jackie (1964).

Il primo dipinto, osanna il nuovo cibo surgelato e conservato che riempie gli scaffali dei supermercati,  mentre il secondo, ritrae la first lady col velo nero al funerale del marito.

L’esposizione da molto spazio alle serigrafie di Warhol,  si possono vedere  quelle dedicate a Marylin del 1967, a Mao del 1972, e quelle rappresentanti una sedia elettrica del 1971.

Quest’ultima serigrafia vuole evidenziare come la società di massa sia interessata maggiormente  alle notizie violente, come quelle di incidenti d’auto, di aerei e di condannati a morte, infatti, dove c’è morte c’è notizia.

Nelle sale successive si viene bombardati dai colori sgargianti e le immagini irriverenti di Keith Haring, Alex Katz e numerosi altri artisti.

Keith Haring, Untitled (1983) Inchiostro su carta (cm 97×126,6) Collezione privata Milano. Foto di pwww.palazzoalbergati.comgallery

Nella mostra sono esposte anche alcune istantanee, si può vedere un giovane Andy Warhol fotografato dalla polaroid di Oliviero Toscani, Mapplethorpe che si dedica a diversi nudi maschili e Maripol che realizza un’ istantanea con protagonista una giovane Madonna che beve una coppa di champagne.

Alla mostra è presente anche Jeff Koons con Art Magazine Ads (1988-1989). Le opere, concepite come delle copertine di riviste, vedono l’autore circondato da foche con corone di fiori o donne in bichini.

Nell’ultima sala è possibile ballare  le grandi hit degli anni 80, come Like a Virgin di Madonna, Thriller di Michael Jackson e l’ indimenticabile Cyndi Lauper  con la sua Girls just want to have fun.

Conosciamo Andy Warhol e Keith Haring

Andy Warhol. Nasce il 6 Agosto 1928 a Pittsburgh in  Pennsylvania, da due immigrati cecoslovacchi. Nel 1949 si trasferisce a New York, dove lavora come pubblicitario per negozi di dischi e di abbigliamento.

I primi tempi per il giovane artista (che ha trasformato il suo nome da Andrew Warhola a  Andy Warhol) non sono semplici, infatti, sogna di raggiungere presto il successo e la popolarità. Quest’ultima arriva nel 1962 quando il Time pubblica le 32 Campell’s Soup. Questa prima  serigrafia innesca la crisi dell’opera d’arte  vista come unicum.

In questo periodo affitta una grande mansarda a New York dove riunisce diversi artisti: nasce la prima Factory ( che in inglese significa fabbrica) ovvero, il suo personale laboratorio di sperimentazione artistica. Nel 1968 Andy viene quasi ucciso da Valerie Solanas, unico membro di una società chiamata S.C.U.M, che aveva l’obbiettivo di eliminare tutti gli uomini del mondo.

Warhol muore nel 1987 per complicazioni dovute ad un intervento subito all’appendice. Andy Warhol è famoso per il suo look eccentrico, infatti indossava parrucche di un impossibile biondo paglierino o argento.

Keith Haring. Nasce il 4 maggio 1958 in Pennsylvania. Inizia a diventare famoso agli inizi degli  anni ’80 grazie a  diversi disegni realizzati sulla carta nera incollata sopra le pubblicità della metropolitana newyorkese.

Nel 1988 gli viene diagnosticata l’Aids; Haring però affermerà, in molte interviste successive, di non essere sorpreso dalla diagnosi, infatti lui considerava la malattia come il risultato della sua libertà e promiscuità. L’artista è famoso per i suoi “radiant-boys”( ragazzi sfolgoranti), ovvero omini stilizzati che si abbracciano e si baciano. Haring morirà nel 1990 a soli 32 anni.

 

Dettagli evento

Luogo:
Palazzo Albergati, Via Saragozza 28, Bologna
Date:
28/9/2018 - 30/6/2019
Orario:
dalle 10.00 alle 20.00
la biglietteria chiude alle 19.00
Costo:
Intero con audioguida 15€ intero 14€.