Dal 20 ottobre 2017 all’11 febbraio 2018 all’interno di Palazzo Barberini di Roma (ve ne abbiamo parlato qui) sarà possibile riscoprire uno dei protagonisti della cultura manierista internazionale, esponente di una corrente artistica, scientifica, filosofica e umanistica, grazie ad una nutrita serie di capolavori a lui attribuiti e per l’occasione raccolti in un’unica mostra. Stiamo parlando di Giuseppe Arcimboldi, detto Arcimboldo, nato a Milano il 5 aprile 1526 e discendente da un ramo cadetto di un’aristocratica famiglia milanese, conti feudatari di Arcisate, gli Arcimboldi de Candia.
Arcimboldo si formò all’interno della bottega paterna, inserita nel solco della tradizione leonardesca e lombarda, e lì grazie alla fama del padre Biagio presso la Veneranda Fabbrica del Duomo lo vediamo in un primo momento impegnato nella realizzazione dei cartoni per le vetrate del duomo di Milano, esperienza indagata nella mostra grazie ai pannelli di vetrata raffiguranti l’incarcerazione e la decapitazione di Santa Caterina d’Alessandria, realizzati prima del 1556.

Molte sono le opere di arte applicata esposte a inizio percorso, tra le quali cristalli, armature, arazzi e vetrate, a testimonianza dei livelli artistici raggiunti da Milano, reputata in quegli anni uno dei massimi centri di produzione di oggetti di lusso, intenzione che tuttavia avrebbe potuto trovare maggior compimento utilizzando in maniera più esplicativa i pannelli di supporto.
Ma l’esperienza di questo pittore non si esaurisce in ambito regionale, il suo estro creativo venne apprezzato dalla corte degli Asburgo di Vienna e Praga, tanto da finire al servizio di ben tre imperatori: Ferdinando I, Massimiliano II e Rodolfo II, guadagnandosi inoltre per i suoi meriti di pittore, poeta e filosofo l’ambitissimo titolo nobiliare di Conte Palatino.

Il Cinquecento fu un periodo florido per le arti ma anche per le noenate scienze naturalistiche, alimentate dal fascino esotico che potevano suscitare le terre lontane da cui giungevano sorprendenti notizie, temi raccolti non solo da scienzati e umanisti ma anche da artisti illustri e nella fattispecie da Arcimboldo. Questi interessi, uniti agli stimoli del periodo della formazione per le caricature fisiognomiche di Leonardo diffusesi grazie al suo soggiorno milanese, portarono ad uno sviluppo del tema della deformazione grottesca possibile anche grazie ad una approfondita conoscenza dell’anatomia umana. Ecco allora che vediamo comparire in qualità di ritrattista ufficiale della corte d’Asburgo le due serie formate da 4 tele delle personificazioni delle Stagioni (Primavera, Estate, Autunno, Inverno) e degli Elementi (Acqua, Aria, Fuoco, Terra), quest’ultima mai vista nelle esposizioni degli ultimi venti anni.

Interessante poi, per comprendere il Cinquecento, è la sezione dedicata alle Wunderkammer, fenomeno tipico di questo secolo. L’espressione tedesca sta ad indicare ambienti privati in cui intellettuali, uomini benestanti e facoltosi erano soliti riporre tutti gli oggetti che all’occhio di un contemporaneo potevano destare meraviglia; questi “Mirabilia”, così chiamati, potevano essere dei naturalia (di origine naturale) o artificialia (creati dall’uomo). Ecco così comparire nella sala oggetti in apparenza estranei alla logica della mostra come zanne, coralli, oggetti curiosi, e alcuni dipinti raffiguranti gli “irsuti”, manifesto dell’interesse onnicomprensivo dei sovrani.

La mostra procede poi ad una esposizione di opere studiate quanto mai sbalorditive e accattivanti di Teste reversibili, paradossi iconici e caricaturali personificazioni di mestieri.
Arcimboldo venne riscoperto soltanto negli anni Trenta del Novecento e considerato il più importante antesignano del Dadaismo e del Surrealismo.

Giuseppe Arcimboldo,
Il Cuoco / Piatto di arrosto Copyright: arcimboldoroma

Si tratta in definitiva di una mostra degna di nota, che pone luce su uno degli artisti più eclettici di tutto il Cinquecento e capace ancora oggi di suscitare stupore e ammirazione, nonostante i quasi cinque secoli che ci distanziano da un mondo a noi lontano ma stimolato dalle immutabili passioni dell’uomo, che in questi quadri uniscono l’intelletto al riso.
La mostra Arcimboldo è stata organizzata dalle Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma e da Mondo Mostre Skira, a cura di Sylvia Ferino-Pagden, una delle maggiori studiose di Arcimboldo e già Direttore della Pinacoteca del Kunsthistorisches Museum di Vienna, e con la direzione scientifica delle Gallerie. Per la prima volta nella capitale sarà possibile ammirare una ventina di capolavori autografi, disegni e dipinti di Arcimboldo, provenienti da Basilea, Denver, Houston, Monaco di Baviera, Stoccolma, Vienna, Como, Cremona, Firenze, Genova, Milano. Un’occasione eccezionale, anche per la difficoltà di ottenere i prestiti delle sue opere, che spiega la rarità delle esposizioni dedicate a questo artista.

Periodo
20 ottobre 2017 – 11 febbraio 2018

Dove
Galleria Nazionale d’Arte Antica di Palazzo Barberini
Via delle Quattro Fontane, 13
Roma

Orari
Da martedì a domenica  9.00-19.00
Lunedì: chiuso
Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura

Ingresso
– intero 15€
– ridotto 13€
– ridotto Mostra+Museo 10€