L’edizione 2020 di Art Basel, la fiera d’arte contemporanea più importante del mondo, è stata cancellata. La pandemia che attanaglia il mondo da mesi si sta affievolendo in alcuni paesi, ma non è certo un buon motivo per abbassare la guardia. Una fiera d’arte contemporanea come Art Basel è caratterizzata da moltissimi visitatori a stretto contatto, per cui un’edizione fisica sarebbe stata una follia dal punto di vista sanitario. La cosa migliore da fare, per ora, è guardare al futuro: Art Basel ha già annunciato di puntare tutto sull’edizione 2021.

La fiera, però, non scompare del tutto: come nella passata edizione di Hong Kong, sarà possibile vedere le opere online. Sono 282 le gallerie che esporranno virtualmente gli oltre 4000 capolavori di artisti da tutto il mondo. Le online viewing rooms saranno aperte fino al 26 giugno. Il visitatore, inoltre, ha la possibilità di instaurare una trattativa con il gallerista, qualora fosse interessato ad acquistare l’opera. In ogni caso, noi vi porteremo fra le virtual rooms di questa particolare edizione di Art Basel, indicandovi le cinque opere che abbiamo ritenuto (per differenti motivi) le più interessanti.

Titus Schade – Stilleben Wolken

Le fiere d’arte contemporanea spesso l’occasione per scoprire molti artisti emergenti. Per Titus Schade (classe 1984) si tratta della prima volta ad Art Basel, eppure si fa subito notare. Rappresentato dalla galleria Eigen+Art di Berlino, Titus Schade è un giovane pittore tedesco che dipinge in modo unico. A prima vista le sue opere sembrano realizzate in digitale, eppure Schade non usa altro che i cari e vecchi colori ad olio. Una delle opere presentate descrive molto bene il suo stile: si tratta di Stilleben Wolken (“Nuvole di natura morta”). Realizzato nel 2020, questo dipinto raffigura tre candele identiche, posizionate ciascuna su uno spigolo di un piedistallo di marmo verde. Dietro di esse, galleggia nell’oscurità quello che sembra essere uno strano portale su un cielo grigio con nuvole di fumo. La precisa prospettiva del piedistallo contrasta con quella anticonvenzionale del portale, creando una sensazione di straniamento mistico.

Art Basel 2020 - Titus Schade

Titus Schade, Stilleben Wolken, 2020 (©Titus Schade)

Jeff Koons – Balloon Venus Lespugue (Red)

La galleria David Zwirner si riconferma come l’assoluta protagonista di Art Basel con un artista che non ha bisogno di alcuna presentazione: Jeff Koons. L’artista statunitense viene rappresentato quest’anno da una grande opera di oltre due metri e mezzo. Si tratta di Balloon Venus Lespugue (Red)una monumentale scultura nello stile di Koons ispirata alle veneri preistoriche. L’opera è un grande esempio della ricerca artistica di Koons sulla sensualità e sulla femminilità, caratteristica peculiare dell’intero percorso dell’artista. La Venere, in particolare, è una figura ricorrente nel lavoro di Koons, a partire dagli anni ’70. Inoltre, Balloon Venus Lespugue (Red) rappresenta un record per la galleria: pochi giorni fa, infatti, è stata venduta a ben 8 milioni di dollari, la cifra più alta mai raggiunta online per Zwirner.

Art Basel 2020 - Jeff Koons

Jeff Koons, Balloon Venus Lespugue (Red), 2013-2019 (©David Zwirner)

Hank Willis Thomas – Kama Mama, Kama Binti

Decisamente emozionante è la fotografia scelta da Hank Willis Thomas nella virtual room della Jack Sheinman Gallery. Quest’opera (il cui titolo in italiano è traducibile con “Tale madre, tale figlia”) fa parte della serie Unbranded del noto fotografo e artista visuale americano. La serie estrapola immagini dalle pubblicità destinate alla popolazione afroamericana e le ripropone come opera d’arte, totalmente avulse dal loro contesto originario. In questa fotografia possiamo riconoscere un intenso scambio di sguardi fra una madre e una figlia. Portano lo stesso paio di orecchini, ad indicare come la bambina veda nella madre una fonte di ispirazione unica e insostituibile. Le opere di Thomas acquistano una nuova luce dopo le proteste che hanno sconvolto gli Stati Uniti nelle ultime settimane. L’arte, si sa, ha la peculiare capacità di non cristallizzarsi e di veicolare, potenzialmente in eterno, messaggi e valori che si evolvono con l’attualità stessa.

Art Basel - Hank Willis Thomas

Hank Willis Thomas, Kama Mama, Kama Binti, 1971 – 2008 (©Jack Sheinman Gallery)

Elmgreen & Dragset – Hope

La Perrotin Gallery, che ricordiamo aver esposto la famosa banana di Cattelan ad Art Basel Miami Beach 2019, presenta una grande varietà di artisti internazionali. Fra questi il duo scandinavo Elmgreen&Dragset, con una scultura iperrealistica realizzata quest’anno. L’opera ritrae un avvoltoio a grandezza naturale appollaiato sul ramo di un albero, in cerca della prossima carcassa di cui cibarsi. Questa scultura (interamente realizzata in bronzo) si inserisce all’interno di una serie iniziata nel 2012, che ha per soggetto principale proprio l’avvoltoio. I due artisti chiamano collettivamente queste opere “The Critic”, facendo riferimento sia alla critica nel mondo dell’arte, sia al nostro intimo e personale critico interiore. Ma, più in generale, l’avvoltoio pone alcune riflessioni sulla natura della società contemporanea,una grande zona di caccia in cui ognuno di noi è al tempo stesso avvoltoio e  carcassa.

 Elmgreen&Dragset

Elmgreen & Dragset, Hope, 2020 (©Perrotin)

Joseph Kosuth – Existential Time #02

Quest’opera fa parte della serie Existential Time di Joseph Kosuth, presentata dalla galleria Lia Rumma di Milano in una mostra del 2019. La serie indaga il concetto di tempo in relazione all’individuo e alla sua percezione dell’esistenza. Kosuth, uno dei maggiori esponenti dell’arte concettuale, indaga l’esperienza del tempo enfatizzandone i limiti e i significati. L’artista esplora inoltre il presente, l’unica certezza della nostra percezione del tempo, nella sua potenza ed eternità limitata. La frase “Every moment is the paradox of now or never” (Ogni momento è il paradosso di ora o mai) è una citazione di Simon Van Booy, uno scrittore anglo-americano. La scritta al neon, inoltre, è accompagnata da un orologio, in modo che nell’opera si uniscano la rappresentazione concettuale e figurativa del tempo.

Joseph Kosuth, Existential Time #02, 2019 (©Lia Rumma)

Per scoprire le moltissime altre opere di Art Basel 2020, è possibile entrare gratuitamente nelle virtual rooms cliccando qui. Dopo essersi registrati, è possibile effettuare una ricerca in base all’artista o alla galleria, oppure perdersi fra i molti stand virtuali, immaginando di passeggiare nel labirinto della fiera.

Fonte delle immagini: artbasel.com

 

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