Batte forte il cuore dell’arte contemporanea sotto le Due Torri. La dotta, grassa e rossa Bologna, in occasione di Arte Fiera (1-4 febbraio), si prepara a ospitare un’art week che, a giudicare dal vastissimo programma, si preannuncia imperdibile. Non che la cosa stupisca molto in realtà. Per il secondo anno consecutivo, infatti, la guida dell’evento è affidata a Lorenzo Balbi, direttore artistico del Museo d’Arte Moderna, che si è già distinto (e si è fatto amare) non solo per aver portato in città lo scorso novembre il Forum Italiano di Arte Contemporanea, ma anche per aver aperto le porte del MAMbo a giovani artisti emergenti con la mostra That’s It.
Grande è invece la curiosità per scoprire il percorso di rinnovamento avviato da Arte Fiera con la nomina di Simone Menegoi alla direzione artistica. Certo è però che la manifestazione apre il calendario artistico annuale italiano anche quest’anno con una programmazione culturale di alto profilo.

Non un semplice cartellone di eventi collaterali ma un vero e proprio festival del contemporaneo che coinvolge e connette in rete le migliori energie in uno dei momenti più vivaci per la città; ART CITY Bologna, per la sua settima edizione, presenta una serie di novità, a partire dalla durata più ampia. Il nucleo dei tre giorni del weekend si dilata in una vera e propria settimana dell’arte che, dal 25 gennaio, traccia un calendario di inaugurazioni in avvicinamento all’apertura di Arte Fiera il 1 febbraio.
Un evento speciale e 17 progetti curatoriali – tra mostre, installazioni e performance – costituiscono il main program della settimana. Ma se Bologna viene definita la “grassa” un motivo c’è ed è probabilmente ascrivibile alla sua ingordigia, che si tratti di cibo o di arte fa poca differenza. Il cartellone dell’art week, infatti, si fa ancora più ghiotto con ART CITY Segnala, in cui rientrano oltre 100 eventi per un ricchissimo palinsesto di appuntamenti proposti dagli operatori culturali della città, tra cui istituzioni pubbliche e private, gallerie d’arte moderna e contemporanea, artist run space, spazi no-profit e luoghi non convenzionali.
Abbiamo selezionato per voi quello che non potete perdere nella settimana dell’arte bolognese.

Special project

A sottolineare la stretta relazione tra il polo fieristico e il contesto cittadino, l’evento speciale di ART CITY Bologna 2019 si svolge all’interno del Padiglione de l’Esprit Nouveau, l’iconico edificio, replica fedele di un progetto firmato da Le Corbusier, che si affaccia su Piazza Costituzione, di fronte all’ingresso di Arte Fiera. Qui va in scena l’intervento performativo Anthropometry di les gens d’Uterpan, compagnia di danza formata nel 1994 a Parigi dal duo di coreografi francesi Annie Vigier e Franck Apertet: così come Le Corbusier ha inventato il Modular, la scala di proporzioni basata sulle misure dell’uomo e da lui utilizzata come linea guida per la sua architettura, les gens d’Uterpan delegano l’azione ad altri e reinventano un loro vocabolario di movimenti e pause, in relazione alle caratteristiche architettoniche, allo scopo di creare un coinvolgimento collettivo.

Padiglione dell’Esprit Nouveau – Fonte: bolognawelcome.com

Gli altri eventi

Generazioni e pratiche diverse, tra giovani artisti emergenti e artisti affermati a livello internazionale, compongono il main program di ART CITY Bologna.
Nella Sala delle Ciminiere di MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, Mika Rottenberg allestisce la sua prima personale in un’istituzione museale italiana. Nota per un peculiare registro narrativo, sarcastico e bizzarro, l’artista di origine argentina con base a New York presenta dieci fra le sue più recenti produzioni, che esplorano le contraddizioni e le connessioni celate dietro le economie capitaliste globali.
Il MAMbo è uno dei protagonisti anche nella notte dell’arte più attesa a Bologna, ART CITY White Night (sabato 1º febbraio), spogliandosi in parte delle sue vesti di museo per trasformarsi in una “discoteca”: a partire dalle ore 20.00 è in programma l’Abstract-house Set del dj e produttore statunitense Huerco S. a cura di Locomotiv Club. Precede il dj set di Messnr, un progetto di stratificazione di tracce sovrapposte in diretta da internet e, a concludere, Mayo Soulomon, dj e producer, fondatore e membro del collettivo Almost Black.

Mika Rottenberg, Cosmic Generator, 2017, still da video, parte di una installazione per Skulptur Projekte Münster, © Mika Rottenberg

Al MAST la personale fotografica Thomas Struth: Nature & Politics è incentrata sull’esplorazione del mondo della scienza e della tecnologia. Con queste immagini, l’artista si muove in mondi il cui accesso ci è solitamente precluso e ci mostra una serie di sperimentazioni scientifiche e ipertecnologiche, di nuovi sviluppi, ricerche, misurazioni e interventi che, in un momento imprecisato, nel presente o nel futuro, in modo diretto oppure mediato, faranno irruzione nella nostra vita e ne muteranno il corso.

L’Oratorio di San Filippo Neri diventa scenario per la delicata bellezza sospesa della mostra Collection de Nuages di Leandro Erlich. Tre nuvole sono racchiuse in imponenti vetrine come provenienti da un gabinetto di curiosità. Fragili forme, ma immagini riconoscibili, con cui l’artista sembra sfidare le leggi della fisica e invita lo spettatore a un viaggio onirico, una passeggiata tra capricci di forme mutevoli ma immobili.

Leandro Erlich, Cloud (UK), 2016 Mori Art Museum, Tokyo

Villa delle Rose dedica la più ampia retrospettiva mai organizzata in Italia all’artista di origine croata Goran Trbuljak, attivo dalla fine degli anni Sessanta nel contesto dell’arte concettuale e del movimento noto come New Art Practice. L’esposizione dal titolo Before and After Retrospective, presenta una selezione di alcuni dei suoi lavori più importanti realizzati negli ultimi 50 anni.

Prima personale in Italia anche per il fotografo e videomaker belga Geert Goiris, visibile nel Salone Banca di Bologna a Palazzo De’ Toschi, con la mostra Terraforming Fantasies: una selezione di stampe fotografiche, uno slide show e una video installazione multicanale, presentati in un allestimento ambizioso e innovativo concepito appositamente dall’architetto Kris Kimpe.

Geert Goiris, Amydala, 2016

Il progetto pulsazione#1 ECO di Emilio Fantin si svolge nell’Integratore, allestito negli spazi della Casa dei Risvegli Luca De Nigris. All’interno di tale dispositivo, un’installazione di veli metallici, ci si può accomodare in alti scranni nascosti in nicchie di tessuto-non tessuto, concepiti per concentrarsi nell’ascolto. Il carico emotivo dell’aura generata dalla Casa dei Risvegli e dai suoi ospiti intensifica il potere evocativo della voce di coloro che, all’interno dell’Integratore, ne raccontano le storie.

Porta San Donato, punto di accesso al quartiere universitario e ai suoi flussi multiculturali, diventerà il palcoscenico di un’opera di Patrick Tuttofuoco: la scultura luminosa mobile ZERO (Weak Fist). Opera cangiante, visibile nella sua natura mediale durante la notte, ZERO (Weak Fist) ricerca le origini, acquisisce nuovi significati ed espande la portata del messaggio per la formazione di un patrimonio culturale comune.

Palazzo Zambeccari e Piazza de’ Calderini faranno da palcoscenico a EOSECO, un’inedita e monumentale installazione site-specific dell’artista Giorgio Bevignani, un intervento urbano di grande impatto visivo grazie all’imponente allestimento di quattro opere, di cui due inedite.

EOSECO, Giorgio Bevignani

In un altro palazzo situato nel cuore della città e vicino alla sua celebre zona universitaria, apre un nuovo spazio espositivo dedicato a mostre temporanee ed eventi all’interno dei sotterranei di Palazzo Bentivoglio. Mostra inaugurale è Bologna Portraits di Jacopo Benassi, che racconta il rapporto speciale dell’artista con il contesto cittadino attraverso una selezione di fotografie realizzate durante i suoi soggiorni bolognesi negli ultimi anni.

Nello straordinario spazio del Cinema Modernissimo, che sarà presto restituito alla città, la Fondazione Cineteca di Bologna propone l’installazione sonora site specific Again New. Before the film del sound e visual artist Michele Spanghero, i cui lavori sono definiti da un approccio trasversale e un’estetica essenziale.

Per favorire l’accessibilità sono predisposti orari di apertura estesi nelle sedi coinvolte e l’ingresso gratuito, in alcuni casi ridotto, per i possessori di qualsiasi biglietto Arte Fiera.
Per le sedi dell’Istituzione Bologna Musei, nel weekend dal 1º al 3 febbraio, il biglietto di Arte Fiera consente l’ingresso gratuito alle collezioni permanenti, ridotto alla mostra Hokusai Hiroshige. Oltre l’onda al Museo Archeologico, mentre l’ingresso alle mostre temporanee di Mika Rottenberg al MAMbo e di Goran Trbuljak a Villa delle Rose, nelle tre giornate, è gratuito per tutti.

Il programma completo degli appuntamenti è disponibile su: www.artcity.bologna.it | www.artefiera.it.

Dettagli evento

Luogo:
Bologna
Date:
27/01/2019 - 04/02/2019