«Un evento come questo vive della contrapposizione di due opposti. La forza delle abitudini, con la ripetizione di una ricorrenza che ha sempre gli stessi giorni, con la stessa qualità. E l’attesa di una novità, perché ad Artissima ogni anno è una scoperta.»
Con queste parole Fulvio Gianaria, presidente della Fondazione CRT Piemonte e volto delle OGR, ha esordito alla conferenza stampa di presentazione del programma di Artissima lo scorso 18 settembre.

E ha ragione. Artissima è una delle mostre d’arte più attuali che l’Italia abbia. Il tema di quest’anno, desiderio e censura, rende evidente questa presenza nel tessuto dei nostri giorni. Con i social network è un algoritmo a censurarci, a bloccare certi tipi di arte perché considerati troppo espliciti. Una realtà come Artissima deve farci i conti, tant’è vero che il video di presentazione dell’edizione di quest’anno è stato rimosso da YouTube e da Facebook perché mostra del “nudo implicito“. «Abbiamo fatto attenzione, in realtà,» spiega Ilaria Bonacossa, responsabile dell’evento, «a non mostrare nessuna scena troppo allusiva». Ma il contenuto è stato bloccato comunque, e oggi se volete vederlo dovete andare qui.

Artissima vive nell’oggi. Quest’anno, con il nuovo progetto Hub Middle East, in collaborazione con Fondazione Torino Musei, si vuole concentrare prima di tutto sul Medioriente, nodo focale dell’attività artistica degli ultimi anni. Un’altra proposta, ancora in riferimento al tema desiderio e censura, è quella ospitata negli spazi di Jana, una storica boutique torinese. Abstract Sex, si chiamerà, e sarà una ricerca sul tema del desiderio nella produzione artistica più recente.

È bello conoscere e avvicinarsi ad una realtà come Artissima, in cui così tante realtà diverse collaborano per creare un evento migliore. Un esempio è di nuovo nelle parole di Fulvio Gianaria, che parla del matrimonio d’amore fra Artissima e le Officine Grandi Riparazioni. Proprio all’OGR si svolgerà Artissima Telephone, un progetto che indaga sul suono e sul telefono come mezzo di espressione artistica. Gli spazi in cui Artissima si dispiega sono essenziali per l’esperienza in sé. Artissima non potrebbe avvenire altrove. Per questo motivo anche il luogo della conferenza stampa è stato studiato a fondo.

Si tratta di Combo, un progetto che sta ancora nascendo e sarà del tutto realizzato soltanto a fine novembre. È un ostello, un ristorante e un centro eventi che a Torino sorgerà nella zona di Porta Palazzo, ma che ha già aperto a Venezia e a Milano in zona Navigli.
«Abbiamo immaginato Combo come uno spazio aperto in grado di attrarre e far sentire a proprio agio chi visita una città per la prima volta, chi ha qualcosa da esprimere e condividere e chi è semplicemente curioso.» spiega Michele Denegri, responsabile del progetto, che ha aperto la conferenza stampa. «Combo nasce in palazzi dimenticati e nel riqualificarli vogliamo diventare la casa più conveniente per il turista, più stimolante per i cittadini e più attraente per chi già è protagonista nel mondo della cultura. Ci consideriamo un social network fisico, fatto di una comunità che condivide principi e valori e che parla un suo linguaggio.»

La collaborazione con Artissima non poteva essere più azzeccata, perché un gruppo come Combo non poteva trovare partner più indicato di Artissima per coinvolgere i propri utenti.

«È la prima fiera in Italia, una delle prime dieci al mondo» dichiara con sicurezza Vincenzo Ilotte, presidente della Camera di Commercio di Torino. «Questo perché sa aggregare tutte le risorse del territorio: è un progetto inclusivo, non esclusivo. Non è vero che di cultura non si mangia, la Torino della qualità e della bellezza batte i momenti bui.»

Dettagli evento

Luogo:
Torino
Date:
01/11/2019 - 03/11/2019
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