BANKSY – A VISUAL PROTEST è un progetto espositivo inaugurato il 21 novembre al Mudec (Museo delle Culture di Milano) e visitabile fino al 14 aprile 2019, che raccoglie circa 80 lavori tra dipinti, prints numerati (edizioni limitate a opera dell’artista), corredati da oggetti, fotografie e video, circa 60 copertine di vinili e cd musicali da lui disegnati e una quarantina di memorabilia (litografie, adesivi, stampe, magazine, fanzine, flyer promozionali), che racconteranno attraverso uno sguardo retrospettivo l’opera e il pensiero di Banksy.

La mostra in questione è un’esposizione non legittimata dall’artista inglese, come tutte quelle a lui dedicate prima d’ora, in quanto Banksy continua a difendere il proprio anonimato e la propria indipendenza dal sistema dell’arte. La mostra milanese si pone come obbiettivo non tanto quello di celebrare la fama di un artista dalla grande potenza mediatica, tanto quanto interrogarsi sul suo percorso evolutivo, sulla sua efficacia espressiva e sul come questo personaggio potrà essere inserito nel futuro panorama della storia dell’arte.

Il motivo di tanto interesse è del tutto semplice: le sue immagini ironiche e a tratti provocatorie sono una caratteristica essenziale della sua cifra stilistica tanto da renderlo, ad oggi, uno dei personaggi più conosciuti all’interno del panorama contemporaneo. È curioso infatti notare come questo street artist susciti un tale effetto mediatico sulla massa e soprattutto in quella porzione di pubblico che generalmente non è interessato all’arte o che sostiene che quest’ultima non abbia niente da dire. Probabilmente la gran parte della sua carica attrattiva risiede proprio nel potere evocativo delle sue immagini. La nostra cultura visiva, infatti, ci porta a capire meglio quello che non ha bisogno di una spiegazione, quello che si esaurisce in se stesso, ciò che è chiaro e naturalmente e intuitivo.

“Le sue opere sono piene di immagini metaforiche che trascendono le barriere linguistiche. Le immagini sono divertenti e brillanti, eppure talmente semplici e accessibili: anche se i bambini di sei anni non hanno la minima idea di che cosa sia un conflitto culturale, non avranno alcun problema a riconoscere che c’è qualcosa che non quadra quando vedono la Monna Lisa che impugna un lanciafiamme.”

Shepard Fairey

Sfruttando questo principio, Banksy mostra uno spaccato intelligente della nostra cultura  mettendo in scena l’ipocrisia, l’inconscio cinico e a volte anche grottesco della psiche umana.

Probabilmente piace perchè nel panorama contemporaneo appartiene alla categoria di artisti che mettono in scena ciò che ci accomuna tutti, senza mezze misure e senza giustizia. Pone esattamente di fronte ai nostri occhi tutto quello di cui siamo consapevoli dovrebbe importarci e di cui però non abbiamo nessuna cura. Ritrae l’eterno paradosso umano, di animale sociale per definizione e per necessità, che però è interessato costantemente a delle aspirazioni meramente individualistiche.

Non ci sta insegnando nulla di nuovo, ma quando guardiamo le sue opere è come se ci imponesse di ammettere la nostra ipocrisia, almeno per un momento, anche solo a noi stessi.

 

 

Dettagli evento

Luogo:
Mudec, Museo delle Culture, via Tortona 56, 20144 Milano
Date:
21/10/2018 - 14/04/2019
Orario:
lunedì 14.30-19.30
martedì / mercoledì / venerdì 09.30-19.30
giovedì / sabato / domenica 9.30-22.30
Costo:
16€ intero / 14€ ridotto
Sito web:
www.mudec.it