Se ne parla da tempo ormai: il 2020 è l’anno di Raffaello. E se l’anno appena conclusosi è stato ricco di eventi, mostre e appuntamenti d’arte dedicati al genio di Leonardo da Vinci, in occasione dei cinquecento anni dalla sua morte, non sembrano deludere gli appuntamenti previsti per il cinquecentesimo anniversario dalla morte dell’Urbinate. A Roma, ad aprire le danze, inaugurando la stagione, sono stati i Musei Vaticani, che per una settimana – dal 17 al 23 febbraio – hanno visto tornare all’interno della Cappella Sistina, i dieci arazzi progettati da Raffaello per Papa Leone X. Tra gli eventi più attesi di questi giorni primeggia, poi, la grande mostra – inaugurata il 5 marzo – organizzata alle Scuderie del Quirinale a Roma, con oltre 200 opere, che finora ha venduto più di settantamila biglietti. Tra le altre iniziative sul territorio capitolino, infine, quella che desta più scalpore, e perplessità, sembra essere la scelta del Chiostro del Bramante di inserire l’affresco di Raffaello, parte del complesso del Chiostro dal 1514,  all’interno della mostra – dal 21 marzo al 26 luglio a Roma – dedicata allo street artist Banksy con l’ambizioso obiettivo di instaurare un dialogo tra i due artisti.  

LA MOSTRA AL CHIOSTRO DEL BRAMANTE 

Una combinazione che si potrebbe definire bizzarra, frutto dell’iniziativa #ARTisalwaysCONTEMPORARY dell’istituzione culturale DART – Chiostro del Bramante, che ci ha spinti a volerne approfondire i dettagli per offrire agli appassionati della storia dell’arte e agli amanti della street art qualche strumento in più per trarre le proprie conclusioni.  

A prima vista, infatti, le perplessità che scaturiscono da questa mossa espositiva, forse un po’ azzardata, non sembrano trovare spiegazioni esaustive riguardo alla curiosa accoppiata Banksy-Raffaello, il ché potrebbe far sospettare che si tratti del solito specchietto per le allodole che sfrutta l’arte del noto street artist per aumentare il fatturato. Ma, prima di dare un giudizio che rischierebbe di essere troppo superficiale e affrettato, cerchiamo di capire meglio il perché, se c’è, di questa scelta. Veniamo al dunque: Che cosa hanno in comune Banksy e Raffaello? Che rapporto c’è tra il modo di operare di uno street artist e un artista che lavorava su commissione? Perché questi due artisti, divisi da cinque secoli, dovrebbero essere “più vicini di quanto si possa credere”?

Iniziamo col chiarire che il titolo dell’esposizione è “Banksy, A visual protest“, e non “Banksy-Raffaello”. È importante tenerlo a mente, poiché non si tratta di una mostra incentrata sul confronto tra due artisti, né tantomeno tra due delle loro opere. Com’è logico, dal punto di vista strategico, tale confusione non può che rivelarsi vantaggiosa per il museo che sembra fare forza proprio su un elemento secondario, e fuorviante, per solleticare e accrescere la curiosità delle persone. La personale, ideata da Madeinart in collaborazione con 24 Ore Cultura, si compone di circa 80 opere dell’artista di strada, di cui più di una ventina comprendono progetti per copertine di dischi e libri, tutte provenienti da collezioni private e autenticate dalla piattaforma pestcontroloffice.com (l’unico organo di autentificazione diretta delle opere di Banksy). L’affresco delle Sibille e Angeli di Raffaello, invece, commissionatogli nel 1515 da Agostino Chigi, un banchiere molto potente della Roma dell’epoca, si potrà ammirare da una finestra posta al primo piano del magnifico complesso progettato da Donato Bramante.

Il centro della nostra analisi dovrebbe allora concentrarsi sulla polemica relativa alla prassi di molti musei – in questo caso del Chiostro del Bramante – di realizzare allestimenti dei lavori di Banksy senza la sua diretta approvazione, e cioè, con l’esclusiva concessione delle sue opere da parte dei collezionisti privati.

Lo stesso Banksy si è mostrato più volte contrario a questo tipo di iniziativa, dichiarando:

«L’arte che guardiamo è fatta da solo pochi eletti. Un piccolo gruppo crea, promuove, acquista, mostra e decide il successo dell’Arte. Solo poche centinaia di persone nel mondo hanno realmente voce in capitolo. Quando vai in una galleria d’arte sei semplicemente un turista che guarda la bacheca dei trofei di un ristretto numero di milionari».

RAFFAELLO-BANKSY: UN CONFRONTO IMPOSSIBILE

Ma il tema è già stato ampiamente dibattuto nel 2016 in occasione di due mostre su Banksy – tenutesi a Palazzo Cipolla a Roma, e a Palazzo Pepoli a Bologna – che, tra le varie contestazioni, sollevarono anche la protesta dello street artist italiano Blu, il quale sconvolse l’opinione pubblica cancellando 15 delle sue opere dai muri di Bologna. Proprio perché non si riuscirebbe ad approfondire la questione in maniera esaustiva, per via del poco spazio a disposizione, sarebbe più opportuno che ci concentrassimo sul contenuto dell’iniziativa, a partire dal suo scopo.

Il fatto che il Chiostro del Bramante senta il bisogno di affermare a gran voce che l’ “arte è sempre contemporanea” è, a nostro avviso, indice di quello stesso impoverimento culturale che il museo si prefigge, con questa iniziativa, di contrastare. Se, infatti, i progetti didattici a pagamento proposti dal Dipartimento educativo del Chiostro sono l’unico modo per avvicinare il pubblico (con una particolare attenzione ai giovani) all’arte, allora forse è il caso di farsi due domande. La cosa più sconcertante è che l’iniziativa ART is always CONTEMPORARY si presenti come una “campagna di sensibilizzazione” allo scopo di incentivare l’arte. Ma, è davvero necessario a tal fine ribadire che i più grandi artisti della storia sono stati, nel loro tempo, tutti “contemporanei”?

Si tratta di una proposta poco approfondita, che manca purtroppo di spessore per poter affrontare – con strumenti adeguati e argomentazioni valide – un’analisi che possa far emergere eventuali elementi di contatto tra l’anonimo artista britannico e uno degli artisti più famosi e celebrati al mondo. Inoltre, i due profili – così distanti, non solo per epoca, ma per stile e biografia sono profondamente discordanti. Si sa, la street art è nemica delle istituzioni e spesso nasce per motivi di denuncia sociale. Allo stesso modo, Banksy ripudia le regole del mercato dell’arte, è sovversivo, anti-establishment. Più volte ha introdotto furtivamente nelle gallerie di tutto il mondo dei dipinti finemente eseguiti, ma “modificati” con un tocco tutto personale, come la “Madama con maschera antigas” esposta al MoMa di New York. “Evidentemente – ha affermato l’autore –  i musei fanno più attenzione a ciò che esce che a ciò che entra”. Dunque, un personaggio che risulta difficile accostare a quello di Raffaello, il quale, invece, ha vissuto lavorando per il mercato dell’arte, rispettandone le regole e arrivando ad essere uno degli artisti più produttivi e richiesti dell’epoca.

Sono le sue numerose opere, infatti, a parlare per lui e, forse, anche per questo – come ha affermato recentemente il critico d’arte Vittorio Sgarbi – “Non ci sono pettegolezzi, episodi spiacevoli, elementi avventurosi, nella vita di Raffaello”. Così, anche Banksy, il quale ha dichiarato che non rivelerà mai la sua identità, lascia parlare la sua arte. È forse su questo dettaglio che si può trovare il loro punto d’incontro?

Ma se tale affinità è troppo debole per azzardare un parallelismo tra i due artisti, così diversi sia per stile che per tematiche, possono allora bastare i criteri proposti dai promotori dell’iniziativa, ovvero “capacità innovativa, immagini divenute icone, muri dipinti” e “fama mondiale”? A voi scoprirlo.

Banksy, CND Soldiers, 2007, Screenprint on paper / serigrafia su carta, Collezione privata
Credits: @Chiostro del Bramante

 

*Aggiornamento 

In attuazione del DPCM dell’8 marzo 2020 le attività dei Musei, degli Istituti e dei luoghi della cultura sono sospese su tutto il territorio nazionale.

Si informa pertanto che il Chiostro del Bramante resterà chiuso fino a nuove disposizioni governative.

La mostra BANKSY A VISUAL PROTEST è stata posticipata.

Dettagli evento

Luogo:
Chiostro del Bramante - Via della Pace, Roma
Orario:
mostra posticipata Sabato e domenica dalle 10.00 alle 20.00
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