Sembrano cartoline dipinte a mano di inizio Novecento, pervase da un’atmosfera quasi onirica tra sbuffi di colore ciano e magenta. A rendere unici gli scatti in mostra fino al 28 novembre presso lo Studio Cenacchi di Bologna non è solo l’occhio del fotografo Massimo Golfieri, ma anche la sua mano che, pennellata dopo pennellata, ha steso colori all’albumina sui sali d’argento di una carta fotografica vecchia di 30 anni. I volti e le emozioni di una Berlino trepidante per la caduta del muro più famoso della storia sono tornati così a vivere attraverso la memoria storica della fotografia e quella personale della pittura.

Berlin, Brandenburger Tor 1989 – Fotografie in bianco e nero con i colori della Memoria © Massimo Golfieri

A trent’anni esatti dalla caduta del muro di Berlino, le immagini di Massimo Golfieri, fotografo imolese, vengono mostrate per la prima volta al pubblico: un vero e proprio viaggio nel tempo che vuole ripercorrere uno dei momenti storici più importanti del XX secolo: “è un lavoro inedito – ci racconta Golfieri – l’ho tirato fuori dal mio archivio proprio in vista del trentennale della caduta del Muro. Quando mi sono messo a riguardare le foto le ho in un certo senso riscoperte, capendo cose e particolari che all’epoca non avevo afferrato. Volevo solo cogliere il momento e avevo scattato in modo spontaneo, senza uno studio dietro a livello tecnico o compositivo. Inoltre mi capitava spesso di scattare con poca luce per cui le foto erano a volte mosse, non definite e caratterizzate da mezzi toni che, a trent’anni di distanza, restituiscono perfettamente l’atmosfera che si respirava in quel momento. Riguardarle mi ha emozionato molto”.

La caduta del muro di Berlino ha decretato la fine di un’epoca, aprendo la strada alla speranza di un futuro di pace e di solidarietà. Il muro, Antifaschistischer Schutzwall (Barriera di protezione antifascista), sancì la divisione, non solo della città tedesca e dell’intera Germania, ma anche di tutto un continente e del mondo diviso tra opposte ideologie diventando il simbolo della cortina di ferro. La caduta del muro è uno degli eventi simbolo del XX secolo, che ha segnato per sempre la storia dell’umanità.

Berlin, Brandenburger Tor 1989 – Fotografie in bianco e nero con i colori della Memoria © Massimo Golfieri

“Quando è caduto il muro, io mi trovavo ad Amsterdam, ma seguivo con interesse gli eventi di Berlino, l’anno prima avevo partecipato ad una collettiva proprio nella capitale tedesca e devo dire che mi era rimasta nel cuore. Il 9 novembre, appena si diffuse la notizia della caduto del muro, presi il primo treno per Berlino dove rimasi fino a gennaio. Arrivai proprio quando aprirono ufficialmente la Brandenburger Tor. Ricordo che c’era davvero tutta Berlino, ricordo il cielo grigio, il fatto che nonostante fossero solo le tre del pomeriggio il sole stava già tramontando. L’aria era satura di emozione, c’era gente che piangeva e urlava di gioia, ma si respirava anche una sensazione di paura, dopotutto nessuno sapeva cosa sarebbe capitato l’indomani. I media divulgavano solo foto di gente festante ed entusiasta, non mostravano la preoccupazione per il futuro incerto. Io invece volevo documentare le scene di vita vera, autentica, volevo testimoniare l’esistenza che si stava sviluppando intorno al muro”.

Berlin, Brandenburger Tor 1989 – Fotografie in bianco e nero con i colori della Memoria © Massimo Golfieri

Golfieri volta le spalle al muro, guarda a ovest e poi a est e posa occhi e obiettivo fotografico sui berlinesi, finalmente liberi di esistere. Nelle sue foto non vedrete i consueti paesaggi della Berlino di quei giorni, non vedrete gente seduta a cavalcioni sul muro, ma scene che, se non fosse stato il novembre dell’89, verrebbero classificate come ordinaria vita quotidiana: una sorridente famiglia in un’automobile Trabant, persone che aspettano il treno in una piccola stazione, improvvisati commercianti polacchi che vendono oggetti di ogni tipo per terra in mezzo al fango della Potsdamer Platz, giovanissimi e smarriti Vopos, le terribili guardie della Germania Est.

“Ho cercato di cogliere i contrasti – ci spiega Golfieri – per documentare un momento che avrebbe segnato in maniera profonda la storia. Spesso non ci rendiamo conto di vivere un momento storico, invece lì, in quel momento, tutti sapevamo perfettamente che sotto i nostri occhi si stava scrivendo una pagina importante del ‘900”.

Berlin, Brandenburger Tor 1989 – Fotografie in bianco e nero con i colori della Memoria © Massimo Golfieri

Come si legge nel saggio di Franco Minganti, autore di uno dei testi critici della mostra “Nella maggior parte degli scatti, siamo letteralmente con le spalle al muro: è il muro a vedere noi, sostanziandosi in un punto di vista che il fotoreporter interiorizza potentemente. I volti sono ciò che il muro vede, dall’una come dall’altra parte, indifferentemente o quasi [..] L’occhio della macchina fotografica indaga e coglie quell’intorno che, a trent’anni di distanza, acquista spessore contro l’immaginario ormai consolidato dell’evento epocale Caduta del Muro di Berlino”.

Berlin, Brandenburger Tor 1989 – Fotografie in bianco e nero con i colori della Memoria © Massimo Golfieri

Dettagli evento

Luogo:
Studio Cenacchi, Via Santo Stefano 63, Bologna
Date:
31/10/2019 - 28/11/2019
Orario:
Da martedì a sabato dalle 15.30 alle 19.00 e su appuntamento
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