Il Centro Internazionale di Fotografia di Palermo, recentemente capitale della cultura e città modello d’integrazione, ospiterà fino al 26 Maggio la mostra “Boys don’t cry”, a cura di Ludovica Anzaldi.

“Boys don’t cry” è il risultato di un progetto che ha coinvolto attivamente un gruppo di migranti, ospiti del Centro d’accoglienza Asante di Palermo, in un workshop di educazione all’immagine e filmmaking condotto dalla stessa Anzaldi durante la scorsa estate.

Foto dalla mostra “Boys don’t cry”, Centro Internazionale di fotografia, Palermo. (Su gentile concessione della curatrice Ludovica Anzaldi)

Il percorso, lungo un mese, ha permesso ai giovani richiedenti asilo di imparare a esprimersi utilizzando il mezzo fotografico. Durante il workshop, infatti, sono stati forniti ai ragazzi tutti gli strumenti, tecnici e creativi, necessari per realizzare un lavoro foto/video allo scopo di elaborare un racconto: il loro racconto personale.

L’obiettivo era quello di stimolare i giovani autori, suscitare nei ragazzi degli sguardi personali, critici e liberi attraverso uno scambio emotivo e culturale; l’acquisizione di una visione e di una tecnica per esprimersi consente infatti il superamento di ogni barriera linguistica e culturale, costituendo inoltre un bagaglio di competenze e abilità che potranno sfruttare anche oltre quest’esperienza.

Foto dalla mostra “Boys don’t cry”, Centro Internazionale di fotografia, Palermo. (Su gentile concessione della curatrice Ludovica Anzaldi)

I ragazzi di Asante sono tutti giovanissimi, hanno tutti provenienze diverse e risiedono nel centro d’accoglienza in attesa di quei documenti che potrebbero dargli una nuova possibilità di vita.

“I tempi posso anche essere lunghissimi, da qui è nata l’idea di fare un piccolo workshop così che potessero integrarsi attraverso l’apprendimento, la creazione, l’espressione di sé e la conoscenza del nostro paese”, spiega la Ansaldi, nata a Roma da famiglia palermitana.

Durante il laboratorio, si sono alternati momenti di lavoro nel centro accoglienza – dove i giovani autori hanno realizzato una serie di scatti utilizzando le tecniche principali del ritratto classico – con visite alla Biennale d’arte contemporanea Manifesta 12, importante occasione di conoscenza della città oltre che di confronto culturale su tematiche che li coinvolgono direttamente.

La mostra vede l’esposizione di un corpus di fotografie a colori realizzate su pellicola medio formato (6×6) da Hamissa Dembélé, Mory Sangare, Fofana Abdoulaye, Buba Drammeh e Kaita Aboubacar con un Hasselblad 500. Tra le immagini, gli autoritratti si alternano alle nature morte che immortalano gli oggetti personali dei ragazzi tra la frutta e gli ortaggi acquistati nel vicino mercato di Ballarò.

Una proiezione di foto (pellicola in bianco e nero), realizzate durante le visite a Manifesta, offre uno sguardo sulla città di Palermo, dai palazzi del centro storico all’Orto Botanico, due video documentano le fasi del progetto mentre una serie di disegni a colori di Hamissa Dembélé chiude il percorso espositivo.

 

(Fotografie di Hamissa Dembélé, Mory Sangare, Fofana Abdoulaye, Buba Drammeh e Kaita Aboubacar)

Dettagli evento

Luogo:
Centro Internazionale di Fotografia, Cantieri Culturali alla Zisa, Via Paolo Gili, 4
Date:
19/04/2019 - 26/05/2019
Orario:
Martedì - Domenica dalle ore 9.30 alle ore 18.30
Chiuso il Lunedì
Costo:
Ingresso gratuito
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