Un nuovo riferimento culturale sboccia in città, sorto tra le viscere dell’agglomerato urbano romano: stiamo parlando del Musja,  un museo privato, presieduto da Ovidio Jacorossi. Innestato sulle antiche rovine del Teatro di Pompeo, lo spazio espositivo può vantare un’estensione di circa 1.000 metri quadri all’interno dell’edificio che ne fa da custode. Dopo il primo anno di vita come laboratorio di sperimentazione multidisciplinare, “Musia” diventa “Musja” (Museo Jacorossi), custodendo la vasta collezione del fondatore, le cui opere saranno esposte a rotazione in occasione di mostre dedicate o nell’ambito di progetti espositivi inediti. Uno spazio quindi interamente dedicato all’arte contemporanea, grazie alla vasta collezione di opere che coprono un arco cronologico che va dal primo Novecento italiano ad oggi, affiancate nel corso delle attività alle tendenze contemporanee più innovative del panorama internazionale con l’obiettivo di proporre l’arte come contributo fondamentale alla crescita della persona e della collettività.

“Con la nascita di Musja doniamo un nuovo Museo alla città di Roma e a tutto il Paese, mettendo a disposizione della collettività una collezione d’arte che rappresenta il risultato di una lunga storia umana e imprenditoriale. Nella nostra attività abbiamo da sempre considerato centrale il valore della persona e riconosciuto l’importanza della creatività nello sviluppo del potenziale di ogni individuo e di ogni organismo pubblico e privato. Con questa nuova realtà intendiamo offrire un contributo tangibile allo scambio e alla promozione culturale della società di cui tutti facciamo parte.” Ha dichiarato Ovidio Jacorossi, Presidente di Musja.

La prima mostra autunnale dello spazio poggia le sue basi su un progetto di ampio respiro ideato da Danilo Eccher, curatore della mostra, che si compone di ben tre momenti espositivi, distribuiti nell’arco di tre anni, e rispettivamente dedicati alla: “Paura del Buio”, alla “Paura della Solitudine”e in ultimo alla “Paura del Tempo”.  “The Dark Side. Chi ha paura del Buio?” è il primo appuntamento, dedicato per l’appunto al topos del buio, che ha accompagnato la crescita di molte persone. La mostra coinvolge tredici tra i più importanti artisti internazionali, arricchita da notevoli installazioni site-specific e opere di grandi dimensioni: da maestri e riconosciuti in tutto il mondo, come Gregor Schneider, Robert Longo, Hermann Nitsch, Tony Oursler, Christian Boltanski, James Lee Byars sino ai nuovi protagonisti della scena artistica contemporanea come Monster Chetwynd, Sheela Gowda, Shiota Chiharu. Nutrita la componente italiana con opere e installazioni di Gino De Dominicis, Gianni Dessì, Flavio Favelli, Monica Bonvicini.
Nota aggiuntiva da segnalare è la possibilità di assistere tra il pubblico alla  performance del gruppo Differenziale Femminile, composto da quattro attrici romane, durante l’inaugurazione della mostra e con cadenza mensile nelle sale del museo..

Uno sforzo nell’allestimento della mostra, che felicemente segnaliamo, è stato sicuramente l’intento di aggiungere nel percorso nella maggior parte dei casi opere “site specific”, che sono state quindi prodotte per l’esposizione stessa. Le opere sono state pensate per creare una suggestione e una riflessione dedicata al tema e, allo stesso tempo, per introdurre al pubblico alcuni aspetti essenziali delle più attuali ricerche artistiche contemporanee. Il visitatore potrà qui vivere ed analizzare in prima persona le proprie reazioni di fronte ad esperienze sensoriali e tattili, visioni teatrali e magiche, rituali e ambientazioni, ansie che prendono forme diverse e inattese per poi dissolversi.

The Dark Side rappresenta il ‘lato oscuro’ che è in ognuno di noi, gli inciampi reali o presunti della vita che impongono una pausa, una riflessione, che fanno battere il cuore ma, allo stesso tempo, accendono nuove possibilità, nuovi pensieri, nuove prospettive. Si tratta di accedere ad una dimensione buia e oscura che si cerca inutilmente di evitare o nascondere, ma che invece reclama una forte presenza, esige uno sguardo coraggioso. La paura va così domata, controllata, resa partecipe e amica della propria avventura umana.

Si tratta quindi di un progetto dalle sembianze di una sagoma scura di cui non si può fare a meno, che si muove nei nostri sogni, ci accarezza nell’intimità e ci spaventa solo per solleticare lo smalto del nostro coraggio. The Dark Side vuole essere un progetto sul ‘lato oscuro’ delle cose, sulla parte non detta del pensiero, sui segreti della nostra anima, ma anche sulla curiosità di questa sfida, sul coraggio nell’attraversare il buio, sulla necessità di oltrepassare ogni paura, senza farsi travolgere, rafforzando le grandi potenzialità che vivono in ciascuno di noi. Il catalogo che accompagna la mostra è un volume ricco di immagini di tutti gli artisti presenti e di contributi: oltre al testo di Danilo Eccher, anche alcuni sguardi intellettualmente complessi sul tema del buio concepiti dal teologo Gianfranco Ravasi, dal fisico-teorico Mario Rasetti, dallo psichiatra Eugenio Borgna e dal filosofo Federico Vercellone. Punti di vista differenti, ottiche trasversali, percorsi intellettuali che divergono, sia accostano e si intrecciano, conferendo al progetto un orizzonte più ampio di una mostra d’arte.

La Collezione
Nella fase di massima espansione industriale, il gruppo, su particolare impulso di Ovidio Jacorossi, inizia a interessarsi dell’arte del ‘900 italiano, con Roma come epicentro, nelle sue varie sfaccettature. Le acquisizioni di dipinti, sculture, fotografie, disegni, modernariato, design si susseguono con grande dinamismo. In particolare, presenti in collezione testimonianze dei movimenti simbolista e divisionista di fine ‘800 e inizi ‘900 fino al Futurismo, con l’Autoritratto di Giacomo Balla tra le opere più significative. Spazio anche alla Metafisica e al Surrealismo di Giorgio De Chirico e Fabrizio Clerici. Figurano inoltre tra gli autori: Arturo Martini, Mario Sironi e la Scuola Romana con Antonietta Raphäel, Mario Mafai e Corrado Cagli. Ancora, l’Astrattismo di fine anni ’40 e ’50, e gli anni ’60 raccontati attraverso i lavori della nuova Scuola Romana di Piazza del Popolo. Arte Povera e Arte Concettuale hanno tra gli esempi più rappresentativi opere di Pistoletto, di Luciano Fabro e di Gino Paolini. Presenti anche lavori legati al periodo della Transavanguardia e ai Nuovi Figurativi.

 

Dettagli evento

Luogo:
Musja, Via dei Chiavari 7/9, Roma
Date:
08/10/2019 - 01/03/2020
Orario:
Aperto da martedì a domenica ore 10-19
Lunedì chiuso
Costo:
intero Euro 14,00; open Euro 16,00. Ridotto Euro 12,00, Euro 10,00 per ragazzi 11-18 anni, accompagnatori per diversamente abili, studenti universitari fino ai 26 anni, bambini 4-10 anni.
Sito web:
musja.it
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