Se fosse stata una scommessa sarebbe una di quelle date 10 a 1, perché il CVTà Street Fest è un evento su cui pochi avrebbero avuto il coraggio di puntare.
Immaginate un piccolo paese inerpicato sugli Appennini di una regione famosa solo per gli interrogativi che pone sulla sua esistenza. Immaginate un tempo sospeso che tende a un presente così lontano e così diverso dal resto del mondo. Immaginate, ancora, 404 anime che quel paese lo mantengono in vita, in una sorta di terapia intensiva dalla sconfinata bellezza. Civitacampomarano (CB), i cui vicoli dal sapore antico fanno da sfondo al CVTà, si può descrivere all’incirca così. Insomma, non è esattamente il luogo in cui verrebbe in mente di ambientare un festival di street art eppure, come l’arte della mixology insegna, mescolando ingredienti molto diversi tra loro si possono ottenere risultati davvero sorprendenti.

Alice Pasquini, Roma 2013. Photo Gloria Viggiani

Artefice di questo dissetante cocktail di arte, colore e tradizione, è Alice Pasquini, aka AliCè, la più nota e coraggiosa street artist italiana con oltre 2000 murales realizzati in tutto il mondo, che nel 2014 è stata invitata ad adottare qualche muro di un paese che rischiava l’estinzione. È finita che l’intero paese ha “adottato” lei e che i suoi lavori sono diventati il punto di partenza non solo del festival di cui detiene la direzione artistica, ma della riscoperta di quell’Italia minore di cui si sente poco parlare.

Giunto alla quarta edizione, CVTà Street Fest torna a rivitalizzare l’antico borgo di Civitacampomarano anche quest’anno dal 13 al 16 giugno attraverso l’opera in “real time” di alcuni degli artisti del settore più qualificati a livello internazionale.

Artist Brus Event, CVTà Street Fest. Photo © Ian Cox 2018

 

Bombolette e pennelli alla mano, sono cinque gli artisti internazionali protagonisti di questa edizione: Milu Correch, artista di graffiti argentina nota per i suoi murales e immagini su larga scala che creano un mondo senza limiti o codici scritti; Martin Whatson, artista di strada norvegese noto per i suoi scarabocchi calligrafici in vuoti in scala di grigi; Add Fuel, alias Diogo Machado, artista visuale e illustratore portoghese il cui lavoro in pannelli di piastrelle di piccole e medie dimensioni, murali dipinti su stencil di grandi dimensioni ed edizioni stampate riflette un mondo caotico di motivi e personaggi inequivocabilmente originali e pieni di ironia e umorismo; Jan Vormann, artistia, ricercatore e docente nonché membro fondatore dei T10 Studios di Berlino che lavora spesso con Lego e che ha creato il progetto dispatchwork, basato su pezzi di costruzione in plastica usati per riparare e riempire buchi nelle pareti rotte; e infine dall’Italia gli artisti dello Studio Aira, le cui opere sono paesaggi multisensoriali che combinano video, grafica, luce, suono, architettura, interattività.

Hitnes e David de la Mano CVTA 2018. Photo © Ian Cox

Non solo arte immersa in scorci e panorami unici, ma appuntamenti di musica, cinema, letteratura ed enogastronomia condiranno la manifestazione in un’atmosfera di festa mirata a condividere e risollevare, proprio attraverso cultura e partecipazione le risorse di una parte del Molise, sebbene provato da diverse piaghe naturali di abbandono e distruzione, sempre ricca di valori.

 

Alice Pasquini CVTA 2018. Photo © Ian Cox

Quella di CVTà è una storia a lieti fine: grazie al festival, all’opera di giovani creativi provenienti da tutto il mondo chiamati gratuitamente a fornire il proprio contributo artistico, e grazie all’impegno di alcuni testimonial d’eccezione, come chef Rubio che ha seguito le prime tre edizioni, Civitacampomarano è salva. Sono stati aperti nuovi esercizi commerciali, si sono insediati alcuni nuovi nuclei familiari e decine e decine di visitatori si apprestano ogni anno a cogliere “in diretta” la fantasia grafica degli artisti e della stessa Alice, insieme alla complicità degli abitanti.

Una festa di colori, suoni e sapori nei suggestivi vicoli del borgo dove visse Vincenzo Cuoco e che ispirò per il suo particolare Castello angioino Alessandro Manzoni e i luoghi dell’Innominato, ma anche un progetto di riqualificazione fortemente voluto e sostenuto dalla comunità locale e dagli abitanti del paese, che hanno scelto di mettere a disposizione della street art più rivoluzionaria i muri del loro comune per contrastare l’abbandono e il degrado di un’Italia troppo spesso dimenticata e svilita.

Foto di copertina: uno dei lavori di Alice Pasquini a Civitacampomarano

Dettagli evento

Luogo:
Civitacampomarano
Date:
13/06/2019 - 16/06/2019
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