Nel cuore del rione Trastevere di Roma, risiede la seconda sede delle Gallerie Nazionali d’Arte Antica della città: Galleria Corsini.  Meno frequentata rispetto alla “sorella”, ovvero la più celebre Galleria Barberini,  accoglie però una collezione di opere d’arte di valore inestimabile, risalenti addirittura al XIV secolo. Prima di essere adibito a museo, il palazzo fu dimora della principessa Cristina di Svezia e successivamente dalla famiglia Corsini. Il cardinale Neni Maria Corsini  cominciò ad adornarlo con le tele dei più grandi artisti dell’epoca e con il suo mecenatismo, tramandato di generazione in generazione, ha portato all’accrescimento dei lasciti da parte di tutta la famiglia.

Molti artisti italiani sono “appesi” alle pareti dei grandi saloni, primo fra tutti Caravaggio con il suo San Giovanni Battista, ma anche Orazio Gentileschi con la Madonna col Bambino e tanti altri, che permettono al visitatore di ripercorrere l’arte di tutto lo Stivale, attraverso secoli e stili diversi.

Ultimi arrivati all’ interno della Galleria sono due dipinti di Daniele da Volterra, presentati al pubblico durante l’apertura straordinaria del  16 febbraio. Il Braghettone, così detto perché incaricato di vestire i nudi michelangioleschi nella Cappella Sistina, cominciò la sua carriera con gli artisti senesi Sodoma e Baldassarre Peruzzi, per poi approdare a Roma dove appunto stette a stretto contatto con  Michelangelo Buonarroti. La contaminazione di quest’ultimo è molto evidente proprio nelle opere giunte a Galleria Corsini. Scopriamole insieme…

Elia nel deserto

fonte: www.gufetto.press

Il profeta Elia, racconta la Bibbia, fu condannato a morire di sete nel deserto. Mentre pativa la tortura del sole cocente sulla pelle,  dal cielo scese un angelo offrendogli una focaccia cotta a legna ed un’orcia d’acqua, da gustare all’ombra del ginepro. L’artista ha rappresentato dettagliatamente  ogni elemento citato dal Libro Sacro, marcando la sofferenza del protagonista, non solo nel volto ma nella composizione di tutto il corpo.  Si avverte infatti quanto esso sia appesantito dallo sforzo che fa il braccio per mantenerlo in parte eretto, in una posizione decisamente contorta ed artificiosa, coerente però ai canoni manieristi. Possiamo notare come la massiccia muscolatura richiami i corpi vigorosi ritratti dal Michelangelo, mentre la scelta dei colori accesi per la veste (in particolare il rosso corallo) richiamanio sempre al manierismo, distaccando la figura dell’uomo dal paesaggio nel quale è inserito. Proprio lo sfondo ci ricorda la tecnica di Leonardo Da Vinci della prospettiva aerea, la presenza dell’aria diventa più preponderante man mano che ci si allontana dal primo piano, dando un aspetto azzurrino alle terre dalle quali Elia fu allontanato.

 

Madonna con il Bambino, san Giovannino e santa Barbara

 

fonte: Web gallery of art

Durante il XVI secolo l’arte è stata una potente arma per lo Stato della Chiesa, minacciato dalla nascita di nuovi orientamenti religiosi. Daniele da Volterra si mise subito a disposizione del Cattolicesimo, dedicando quasi tutto il suo lavoro a soggetti sacri. Nel dipinto sopra raffigurato vediamo quello che può sembrare un tenero “ritratto di famiglia”, in cui risaltano i sorrisi puerili di Gesù Bambino e Giovanni, detto poi Battista. Le donne seguono con occhi dolci i gesti degli infanti, convergendo così l’attenzione di tutti e quattro sulla pergamena con la scritta “ECCE AGNUS DEI” (ecco l’agnello di Dio), mentre il san Giovannino sembra volerla mostrare anche a chi li osserva. Sempre in ossequio al Manierismo, anche qui le figure sono “serpentinate”, quindi caratterizzate da dinamismo, mentre i colori sono vivaci e notiamo come la luce sia sfruttata in maniera tale da mettere in evidenza i protagonisti e le loro espressioni facciali.

Queste sono solo due delle grandi opere che vi attendono all’interno di Galleria Corsini: correte a visitarla, farete un incantevole tuffo nel passato e nell’arte!

 

Photo credit: © Alessandro Mancini