I suoni e le espressioni artistiche di cinque continenti diversi si incontrano ogni anno nella capitale in uno spasmodico connubio e intreccio tra danza, teatro, musica, cinema, arti visive e sfide tecnologiche grazie al contributo di Romaeuropa Festival, nato nel 1986 e riconosciuto come il più importante festival italiano tanto da essere stato indicato nel 2006 dal Wall Street Journal come uno dei quattro top festival in Europa.
Quest’anno è giunto ad inaugurare lo scorso 7 ottobre l’ottava edizione di Digital Life nella cornice di Palazzo delle Esposizioni, progetto espositivo nato nel 2010 e ritenuto il vero e proprio cuore tecnologico del Romaeuropa Festival. I grandi temi affrontati dal progetto, attraverso l’arte visiva, digitale, performativa e fotografica, indagano i linguaggi della creatività digitale, le sue connessioni con le tecnologie più avanzate nonchè le relazioni fra spazio, tecnologia e arte.

Sei sono le maxi installazioni all’interno del percorso espositivo che pongono il focus sulla relatività della rappresentazione oggettiva del reale, che può risultare ingannevole quanto le illusioni virtuali in grado di deformarla. Lo spettatore, all’interno degli spazi, diviene protagonista interagendo con complesse architetture audiovisive e avvolto da vortici di luce e suono.

Tra le proposte presentate:
La Dispersion du fils (2008-2017) di Jean Michel Bruyère/LFKS con Matthew Mcginity, Delphine Varas e Thierry Arredondo ispirata alla tragedia di Atteone, cacciatore che provocando l’ira di Artemide venne tramutato in cervo e infine divorato dai suoi stessi segugi. L’opera è incentrata sul tema delle metamorfosi e si compone come un viaggio tra vaste e tridimensionali strutture senza inizio né fine, formate da elementi audiovisivi da una selezione di ben 600 file tra film e colonne sonore.

Phosphor -site specific- (2017) di Robert Henke, installazione che indaga gli effetti della relazione tra la luce ultravioletta e una base di polvere di fosforo posta sul pavimento del museo. Pensata sui concetti di ‘erosione’ e ‘mutamento’, l’installazione cambia la propria stessa apparenza e morfologia durante l’intera durata della mostra configurandosi come un’opera di landscapes appartenente ad un microcosmo fittizio, dove ogni traccia di luce lascia un segno su di una catena montuosa, così come l’acqua erode lentamente profondi canyon.

Sulla centralità delle immagini e sull’importanza della percezione visiva si concentra il lavoro di due importanti istituzioni culturali: la Fondazione Giuliani per la Biennale de l’Image en Mouvement: Da Ginevra a Roma a cura di Andrea Bellini, Cecilia Alemani, Caroline Bourgeois ed Elvira Dyangani Ose; e la Nomas Foundation, che con KizArt – La video arte per bambini a cura di Raffaella Frascarelli riesce ad avvicinare anche i più piccoli alla video arte contemporanea.

Digitalife 2017 è un progetto di Monique Veaute a cura di Richard Castelli, coproduzione tra Fondazione Romaeuropa e Azienda Speciale Palaexpo, con il sostegno del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Roma – Assessorato alla Crescita culturale, Regione Lazio per la cultura e la Fondazione Terzo Pilastro.

Periodo
7 ottobre 2017 – 7 gennaio 2018

Dove
Palazzo delle Esposizioni
Via Nazionale, 194
Roma

Orari
Dal martedì al giovedì + domenica 10.00-22.00
Venerdì e sabato 10.00-22.30

Ingresso
– intero 10€
– ridotto 8€
Ragazzi da 7 a 18 anni € 6,00
– 
Bambini fino a 6 anni gratuito
– Il primo mercoledì del mese ingresso gratutio per gli under 30 dalle 14:00 a chiusura

© riproduzione riservata