Dal 21 giugno al 1º settembre 2019 il Museo Nazionale Romano, nella sede di Palazzo Altemps, ospita la seconda tappa del progetto di Elisabetta Benassi, “EMPIRE“, vincitore della terza edizione del bando Italian Council (2018), concorso indetto dalla Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane (DGAAP) del Ministero per i Beni e le Attività Culturali,o9i al fine di promuovere l’arte contemporanea italiana nel mondo. Il progetto è promosso dal Museo Nazionale Romano in collaborazione con la prestigiosa Pontificia Accademia dei Virtuosi del Pantheon.

Elisabetta Benassi, EMPIRE, 2018-19, Installazione al Museo Nazionale Romano – Palazzo Altemps, realizzata grazie al finanziamento dell’Italian Council, 2018

Il lavoro di Elisabetta Benassi, attraverso il recupero e la trasformazione di materiali e simboli, indaga il rapporto tra passato ed epoca presente, interrogandosi sulla condizione e sull’identità della contemporaneità.

Il progetto EMPIRE si inserisce in questo filone di ricerca già a partire dal titolo, che rimanda esplicitamente alla vasta e complessa vicenda dell’Impero Romano e alla sua incessante revisione politica e culturale.

EMPIRE si sviluppa come una installazione di seimila mattoni in terracotta – appositamente
realizzati in Gran Bretagna da una fornace (una delle pochissime che ancora li produce artigianalmente) nella Royal Forest of Dean nel Gloucestershire, con crete di colore viola-nero – che recano impressa a rilievo l’iscrizione che dà il nome all’opera. A questi si aggiungono due mattoni realizzati in lega di bronzo e oro.

Anche sul piano formale, EMPIRE ricalca l’elemento costruttivo di base dell’architettura antica, il mattone romano, mutandolo in una entità dotata di nuove potenzialità estetiche e significanti.

Nella prima tappa dell’esposizione, presso l’Istituto italiano di Cultura di Londra, i mattoni, che costituivano un grande labirinto, citavano la presenza delle opere edili dell’Impero romano dal tempo di Claudio a quello di Adriano. Qui, invece, a Roma, nel cortile di Palazzo Altemps, si accostano per affinità della materia all’esuberanza degli edifici del Museo Nazionale Romano e assumono le forme di edifici grandiosi.

Un altro rimando esplicito è al vicino ponte Sant’Angelo che, assieme a quello di Testaccio, erano i punti dove venivano scaricati i materiali di costruzione delle grandi opere.

Elisabetta Benassi, EMPIRE, 2018-19. Ph. Ollie Hammick

Ponendosi nel punto di snodo tra processi storici e memoria, tra valenze simboliche e politiche, linguaggio verbale ed esperienza visiva, Elisabetta Benassi torna a riflettere con questo progetto sul rapporto dialettico tra ieri e oggi. L’opera punta a sfidare l’idea di un’Antichità considerata ormai come un dato acquisito e a restituirla invece come intreccio conflittuale, punto di resistenza alla presunta ineluttabilità del presente.

Questa massa di mattoni sembra quindi prefigurare l’attesa di qualcosa di indefinito. “Empire” rappresenta la speranza per il presente, per un futuro migliore, per i cantieri che si aprono. È un’immagine forte, che spezza, disorienta. L’artista vuole suggerire l’idea che l’Impero è ormai tramontato, finito, rotto e che anche l’invasione è terminata.

«Il mattone “EMPIRE” rimanda al marchio di fabbrica di un’antica fornace statunitense. Io l’ho ripreso e l’ho fatto riprodurre in una fornace inglese, una delle pochissime che li realizza ancora a mano. Mi interessava il colore scuro che fa da contrasto alla struttura bianca e marmorea dell’edificio. Mi sono ispirata anche al modo in cui vengono sistemati i mattoni per essere cotti nei forni. Volevo mettere in pratica l’idea che oggi gli imperi sono anche invisibili, sono prettamente commerciali» ha dichiarato l’artista durante la conferenza stampa.

Elisabetta Benassi, EMPIRE, 2018-19, Installazione al Museo Nazionale Romano – Palazzo Altemps, realizzata grazie al finanziamento dell’Italian Council, 2018. Ph. PriscillaBenedetti

La natura site-specific dell’opera le permette di ridisegnarsi continuamente, in base al contesto e
allo spazio in cui si inserisce. Di volta in volta EMPIRE può così evocare architetture fantastiche
ed effimere, “castelli” o cataste simili a quelli eretti durante il processo di essiccazione dei mattoni,
dai profili suggestivi ed enigmatici, o anche labirinti tridimensionali praticabili dallo spettatore,
“cortine” e strutture disposte in configurazioni diversamente proporzionate, pensate per entrare in
relazione con il contesto in cui l’opera va a inserirsi.

«Inserito in un percorso più ampio di valorizzazione attraverso l’apertura al contemporaneo,
EMPIRE testimonia la forte vocazione del Museo Nazionale Romano ad avvicinare un nuovo
pubblico, fornendo uno strumento di scoperta e nuove chiavi di lettura che favoriscano una più
diffusa conoscenza del patrimonio classico custodito» afferma Daniela Porro, direttrice del Museo.

Elisabetta Benassi, EMPIRE, 2018-19, Installazione al Museo Nazionale Romano – Palazzo Altemps, realizzata grazie al finanziamento dell’Italian Council, 2018

“EMPIRE” continuerà poi il suo “tour” espositivo a MOSTYN, nel Galles (Gran Bretagna) dal 13 luglio al 27 ottobre 2019, tornerà poi nella capitale, al Museo Nazionale Romano, nella sede della Cripta Balbi, dal 14 novembre, e, sempre da quella data fino al 12 dicembre 2019, sarà esposta presso la Pontificia Accademia dei Virtuosi al Pantheon.

Il catalogo edito da Treccani Arte, con testi di Stefano Chiodi, Alfredo Cramerotti, Gurminder K. Bhambra con il progetto grafico di NERO – Roma, sarà presentato in occasione dell’installazione dell’opera nella sua sede definitiva a Roma, presso la Crypta Balbi.

In base al calendario delle gratuità del Museo, sarà possibile visitare la mostra con ingresso libero nelle giornate di sabato 29 giugno, domenica 4 agosto e domenica 1º settembre 2019.

Dettagli evento

Luogo:
Palazzo Altemps, Piazza di Sant'Apollinare 46, Roma
Date:
21.06.2019 - 01.09.2019
Orario:
martedì - domenica 9.00 - 19.45
lunedì chiuso
Costo:
Biglietto intero € 10,00; supplemento al biglietto intero € 3,00 (obbligatorio nel caso di mostra allestita negli spazi della sede del Museo)
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