Dopo il grande successo ai Musei San Domenico di Forlì (di cui vi avevamo parlato qui), il 21 febbraio 2019, è sbarcata alla GAM di Palermo, la grande mostra antologica dedicata a Ferdinando Scianna, curata da Denis Curti, Paola Bergna e Alberto Bianda, art director della mostra, e organizzata da Civita Sicilia.

Si tratta di una mostra che assume dei connotati speciali per il suo stesso autore. Infatti, come egli ha dichiarato durante l’anteprima della mostra: «Questa mostra è partita a Forlì. Ma è assolutamente evidente che per me essere qui alla GAM assume un carattere speciale. I luoghi della città sono un pezzo della mia carne, del mio sangue, della mia vita. Ho fatto tante mostre nella mia vita, ma non sempre sono riuscita a farla come io volevo raccontarla. Volevo realizzare un vero e proprio racconto sono mai riuscita a farla come volevo io».

La GAM di Palermo. Foto di Chiara Andolina

Ferdinando Scianna, infatti, è nato proprio a Bagheria, nei pressi di Palermo, nel 1943. È qui che inizia a dedicarsi alla fotografia, sin dagli anni ’70, raccontando, proprio attraverso le sue fotografie, la cultura e le tradizioni della sua terra d’origine.

Celia Forner. Sevilla, 1988 ©Ferdinando Scianna

Denis Curti, co-curatore della mostra, ha confermato come a Palermo questa mostra riesca a comunicare qualcosa di diverso: «Questa mostra si sviluppa attraverso delle storie e così anche l’allestimento è ragionato e gode di un ritmo e di una narrazione. Non vuole essere una mostra contro quella che io definisco la “dittatura del design”, ma sicuramente una alternativa ad una visione fatta di consapevolezza».

Con circa 200 fotografie in bianco e nero stampate in diversi formati, la rassegna attraversa l’intera carriera del fotografo siciliano e si sviluppa lungo un articolato percorso narrativo, costruito su diversi capitoli e varie modalità di allestimento.

Il suo lungo percorso artistico si snoda attraverso varie tematiche: La memoria, che racconta della Sicilia e delle sue feste religiose; Il racconto, del dolore, dei bambini, di Lourdes; Le Ossessioni che si sviscerano in diverse direzioni, dall’ombra alle bestie, dal sonno agli specchi. Il viaggio in America e in altri luoghi;I ritratti e i Riti e Ritmi con cerimonie e donne protagoniste. Il filo conduttore della mostra è però unico: la costante ricerca di una forma nel caos della vita e la necessità di raccontarlo.

«Fare le foto per me significa: “Io c’ero”. Ma da questa esperienza di contatto con la realtà, ho cercato di estrarre momenti di significato morale, estetico e politico. Questa mostra vorrebbe essere l’opportunità di offrire agli altri per aprire agli altri un viaggio fisico, culturale ed emozionale».

Il maestro ha voluto accompagnare i visitatori durante questo viaggio. Infatti, vi sarà una audioguida (in italiano e in inglese), con cui proprio Scianna racconta in prima persona il suo modo di intendere la fotografia e non solo. Un vero e proprio racconto parallelo, per conoscere da vicino il suo percorso umano e di fotografo. La mostra sarò corredata da un grande catalogo pubblicato da Marsilio Editori.

Per approfondire i contenuti dell’esposizione, incoraggiando la riflessione sulla portata iconica della fotografia di Ferdinando Scianna, Civita Sicilia ha ideato un articolato progetto didattico rivolto sia alle scuole che ai gruppi di adulti e famiglie, che prevede i classici tour guidati, ma anche visite-esplorazione e laboratori didattici su prenotazione.

Varanasi, 1972 ©Ferdinando Scianna

Ferdinando Scianna

Io parlo sempre dei fatti miei, perché è la cosa che conosco meglio” ha affermato il Maestro durante la conferenza stampa. Dunque, conoscere la vita di Ferdinando Scianna risulta indispensabile per poter assaporare a pieno il racconto oggetto della mostra.

Nasce a  Bagheria, in Sicilia, nel 1943 ed ivi inizia a dedicarsi  alla fotografia ancora giovanissimo. Decide molto presto di diventare fotografo, sconvolgendo i progetti dei propri genitori che lo volevano avvocato o medico. Già i primi ritratti delle persone di Bagheria, che Scianna ritrae, risultano carichi d’intensità. Nel 1961 si iscrive a Lettere e Filosofia all’Università di Palermo, mentre la sua passione per la fotografia inizia a strutturarsi. Diventa allievo del grande critico Cesare Brandi e mostra le proprie foto a Enzo Sellerio che gli farà scoprire l’universo culturale bressoniano. Circa due anni dopo, entra in contatto con Leonardo Sciascia, un incontro fondamentale per la sua vita professionale e personale.

Leonardo Sciascia. Racalmuto, 1964 ©Ferdinando Scianna

Con lo scrittore a soli 21 anni pubblica il saggio Feste Religiose in Sicilia, libro che ottiene il prestigioso Premio Nadar. Il volume crea molte polemiche, soprattutto a causa dei testi di Sciascia, che mostra l’essenza materialistica delle feste religiose. Sull’onda del successo del libro, Scianna si trasferisce a Milano dove lavora per l’Europeo come fotoreporter, poi inviato speciale e corrispondente da Parigi, dove vive per dieci anni e inizia anche a dedicarsi con successo alla scrittura. Collabora con varie testate giornalistiche, fra cui Le Monde Diplomatique e la Quinzaine Littéraire. Proprio nella capitale francese, il suo lavoro viene particolarmente apprezzato da Henri Cartier-Bresson, che nel 1982 lo inviterà a presentare la sua candidatura all’agenzia Magnum Photos, da lui fondata nel 1947.

Torna a Milano e si dedica alla fotografia, lavorando per vari giornali. Inizia anche a fotografare per due giovani designer emergenti, Dolce e Gabbana. Un incontro casuale, che darà vita ad una delle collaborazioni meglio riuscite nella fotografia di moda, tanto che gli venne richiesto di realizzare un catalogo con la modella Marpessa nel contesto della sua Sicilia. Scianna crea una vera e proprio miscellanea di registri visivi, dalla moda al reporage. Sarà un  successo che lo porterà a collaborare con prestigiose riviste internazionali e a realizzare altri servizi di moda in cui affianca con maestria artificio ed autenticità. Questa improvvisa ed inaspettata svolta, apre il mondo fotografico di Scianna a nuove esperienze, parallele a quelle più tradizionali del fotogiornalismo: pubblicità e fotografie commerciali, senza mai abbandonare il reportage sociale, i ritratti ed il giornalismo.

New-York, 1985 ©Ferdinando Scianna

Non sono più sicuro, una volta lo ero, che si possa migliorare il mondo con una fotografia. Rimango convinto, però, del fatto che le cattive fotografie lo peggiorano”.

Ferdinando Scianna

Dettagli evento

Luogo:
GAM (Galleria d'arte moderna), via Sant'Anna 21, Palermo
Date:
21/02/2019 - 28/08/2019
Orario:
Dal martedì alla domenica ore 9:30 – 18:30
La biglietteria chiude un’ora prima
Costo:
Intero € 10,00 Ridotto € 7,00 per gruppi (minimo 15 persone), visitatori tra i 19 e i 25 anni, maggiori di 65 anni, titolari di apposite convenzioni Gratuito per visitatori fino ai 18 anni, scolaresche, 1 accompagnatore per classe, visitatori diversamente abili con accompagnatore, studenti dell’Accademia Belle Arti di Palermo, giornalisti (iscritti all’Albo o accreditati), soci ICOM, guide turistiche Cumulativo Mostra + Museo € 12,00 Audioguida (italiano – inglese) € 2,00