Locandina Botero.
Courtesy Palazzo Pallavicini

 

Palazzo Pallavicini è ormai una delle sedi più innovative nel panorama museale bolognese. Dopo il grande successo della mostra dedicata a Lee Miller, dove sono state presentate fotografie totalmente inedite in Italia, il Palazzo ha deciso di stupire tutti con una mostra dedicata al pittore colombiano Fernando Botero.

L’esposizione, chiamata semplicemente BOTERO e curata da Francesca Bogliolo in collaborazione con l’artista, comprende 50 opere uniche mai viste prima nel capoluogo emiliano. Tra gli elementi selezioni sono presenti anche alcuni disegni realizzati a tecnica mista e con un pregiato insieme di acquerelli.

Fernando Botero, A Toast, 2003.
Carboncino su carta (66×95,3 cm)
Collezione privata dall’artista

BOTERO, che si articola in sette grandi percorsi  cercando di riprendere i temi cari all’artista,  si pone l’obiettivo di  mostrare al grande pubblico l’occhio poetico dell’artista, capace di regalare una bellezza composta da volumi “abbondanti”, colori avvolgenti e iconografie originali.  Tra i soggetti selezionati compaiono personaggi legati alla tauromachia (scontro tra bovini oppure bovini-uomo) al circo, silenti ed equilibrate nature morte, delicati nudi, personalità religiose, individui colti nella propria quotidianità.

Nelle opere esposte possiamo trovare i segreti della vita, celati sotto la presenza di persone o oggetti dai volumi corpulenti. In perfetto equilibrio tra ironia e nostalgia, atmosfere oniriche e realtà fiabesca, classicità italiana e cultura sudamericana, l’arte di Botero risulta creatrice e portatrice di uno stile figurativo personale, capace senza indugio anche in questa occasione di coinvolgere e affascinare chi guarda.

Libertà creativa e monumentalità rappresentano il fil rouge dell’esposizione, il cui allestimento è stato  progettato  dall’Accademia di Belle Arti di Bologna diretta dal Prof. Enrico Fornaroli  in collaborazione con il Biennio specialistico in Scenografia e allestimenti degli spazi espositivi e museali.

La mostra, patrocinata dal comune di Bologna, ha appena ricevuto il patrocinio anche all’Ambasciata Colombiana in Italia.

FERNANDO BOTERO –  BIOGRAFIA

L’artista nasce nel 1932 a Medellín (Colombia) da David Botero e dalla sarta Flora Angulo. Inizia a dipingere da adolescente, ispirandosi all’arte coloniale precolombiana e spagnola. Nel 1948, a soli sedici anni, espone per la prima volta nella sua città natale.

Dopo questi primi successi, Fernando Botero, decide di trasferirsi a Bogotà dove entra in contatto con il lavoro degli artisti della scuola muralista messicana.  Nel 1952, vince un premio in denaro messo in palio dalla Biblioteca Nazionale di Bogotá; che investì per un viaggio studio in Europa. Arrivato nel nostro paese, Botero inizia ad apprezzare l’arte di Giotto e Andrea Mantegna.

Nel 1960 si trasferisce a New York e trascorre gli anni successivi tra la Colombia e l’Europa.  Successivamente decide di trasferirsi definitivamente a Parigi.

Gli anni 70 sono periodi bui per l’artista, infatti divorzia dalla seconda moglie e nel 1974 perde suo figlio Pedro in un incidente stradale. In quest’ultimo evento l’artista perse l’ultima falange del mignolo della mano destra; questa perdita portò l’artista a raffigurare nelle sue opere solamente mani.

A partire dagli anni ottanta, il boterismo (termine coniato per descrivere lo stile particolare e riconoscibile dell’artista) si afferma a livello internazionale, permettendo all’artista di esporre in Europa, Stati Uniti, Giappone e Russia.

Fernando Botero, Woman on a Beach, 2002. Pastello su tela (69×104 cm).
Collezione privata dell’artista

L’arte di Botero è caratterizzata da colori chiari e da queste figure che molti definiscono “grasse”. Usare questo aggettivo non è corretto, come fa notare il famoso scrittore Carlos Fuentes nel libro “Botero-donne”.

Le donne di Botero non sono “grasse”. Sono “spazio”. Non sono ghiotte di dolci o pasticcini. Sono piuttosto affamate di spazio. Non ci sono “grassi” in Botero, ci sono spazi amplissimi che esigono pienezza, una pienezza che viene riempita aumentando il volume dei protagonisti dei suoi dipinti. Protagonisti che sono immobili, in attesa di qualcosa o qualcuno che probabilmente non arriverà mai.  Gli sguardi dei protagonisti  sono sempre persi nel vuoto, gli occhi non battono, sembra quasi che osservino senza guardare. Tutto questo nasce dal fatto che per Botero la pittura non è movimento, ma stasi.

 

L’esposizione BOTERO conferma la forte spinta innovativa promossa da Palazzo Pallavicini, sede museale sempre più attenta all’arte contemporanea e che riesce a portare in Italia opere e artisti di fama internazionale.

La mostra emiliana è senz’altro una delle più interessanti della stagione nello scenario nazionale sia perchè una delle poche dedicate all’artista che per la vastità e l’originalità delle opere esposte.

Dettagli evento

Luogo:
Via San Felice, 24. Bologna
Date:
12/10/2019 - 12/01/2020
Orario:
Gio - Dom: 11:00 - 20:00
Costo:
Intero: 13 Euro Ridotto: 11 Euro
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