di Francesco Mancini

Nella seconda metà dell’800, Parigi, oltre a essere punto di riferimento per l’arte e la letteratura, divenne un luogo dove la moda iniziò a svilupparsi e trasformarsi come nessun altro posto al mondo.

Per questo motivo, gli abiti, visti come simbolo della vita urbana e di modernità, iniziarono a essere i veri protagonisti della pittura contemporanea.

Giovanni Boldini (Ferrara, 31 dicembre 1842 – Parigi, 11 gennaio 1931) comprende che la moda permette di rendere attuale un dipinto e, per questo, diventa un elemento fondamentale della sua ritrattistica.

All’interno di Palazzo dei Diamanti sono presenti anche delle ricostruzioni degli abiti dipinti da Boldini; questa associazione permette di far comprendere allo spettatore come erano gli abiti della Parigi dell’ ‘800, ma soprattutto evidenziano il talento di Boldini nel raffigurare, in ogni minimo dettaglio, i vestiti delle signore.

Un esempio del talento di Boldini lo vediamo con il ritratto “L’amazzone (Alice Regnault a cavallo)” del 1879-80.

Nel dipinto vediamo raffigurata la giovane e avvenente attrice di teatro Alice Regnault mentre cavalca al Bois de Boulogne, uno dei parchi più prestigiosi della capitale francese.

Il vestito da amazzone, composto come unico indumento femminile, era concepito per permettere alle signore di cavalcare senza scoprire le gambe, spesso per soddisfare quest’ultimo obbiettivo si indossavano anche dei pantaloni sotto la gonna.

Confrontando il vestito dipinto da Boldini, e la sua ricostruzione esposta nella stessa sala, si nota subito il talento del pittore ferrarese nel dipingere, anche i minimi dettagli, l’abito indossato dalla protagonista.

Verso la seconda metà dell’Ottocento, la moda, diviene un mezzo di espressione della propria personalità, oltre che simbolo delle convenzioni sociali che scandiscono i vari momenti della vita.

Questo cambiamento si nota anche nei dipinti di Boldini, soprattutto in “Fuochi  d’artificio” del 1892-95.

Giovanni Boldini, Fuochi d’artificio (1892-95), olio su tela, Ferrara, Museo Giovanni Boldini. Foto di Francesco Mancini

L’opera deve il suo titolo alle grandi sciabolate di colore chiaro realizzate dal pittore ferrarese e ritrae una giovane donna dai grandi occhi scuri e dai capelli raccolti, di cui non si conosce l’identità. Il vestito, che circonda e enfatizza la silhouette della protagonista, tradisce  un carattere spumeggiante e dinamico.

La fortuna della ritrattistica di Boldini  è testimoniata dalle numerose commissioni che continua a ricevere anche in età avanzata. La famiglia Concha commissiona a Boldini diversi ritratti, tra cui il celebre dipinto “La signora in rosa” ( Olivia Concha de Fontecilla) del 1916.

Giovanni Boldini, La Signora in Rosa (Olivia Concha de Fontecilla) 1916, olio su tela, Ferrara, Museo Giovanni Boldini. Foto di Francesco Mancini

Nel dipinto vediamo una delle due figlie della famiglia Concha seduta su un divanetto e con indosso un bel vestito rosa adornato di fiori rossi. Anche se Boldini è famoso per i ritratti femminili, nella sua vita, però, si è dedicato molto anche ai ritratti maschili.

Alla mostra di Palazzo dei Diamanti vengono esposti alcuni  maschili realizzati da Boldini, come il “ritratto del Conte Robert de Montesquiou-Fèzensac” del 1897. Il protagonista è raffigurato seduto su una sedie rosa, con indosso un bellissimo abito grigio perla e una cravatta nera che gli fascia il collo.

Nel dipinto viene dato molto risalto al bastone da passeggio, accessorio fondamentale per l’uomo borghese, anche se all’epoca  non bastava possedere un bel bastone, occorreva soprattutto saperlo maneggiare con disinvoltura.

Nella sala successiva vediamo esposti tantissimi schizzi con raffigurati dei cappelli realizzati dal pittore ferrarese. Il cappello è un elemento ricorrente nella produzione di Boldini, che amava registrare tutti i capricci della moda.

Questo accessorio è uno dei simboli dell’eleganza appariscente della Belle Epoque. Spesso erano ornati da decorazioni, dai più semplici fiocchi, pennacchi o piume, fino a vere e proprie composizioni fatte di fiori e frutti. L’ultima sala è dedicata ai grandi vestiti delle attrici e delle persone di spicco della Parigi prima del conflitto mondiale.

La moda di questo periodo è notevolmente cambiata, i nuovi artisti come Paul Poiret o Mariano Fortuny, preferiscono abiti dalle linee più comode e rigorose o dai tessuti preziosi e decorati. Nei suoi dipinti Boldini tiene conto dei cambiamenti della moda parigina, infatti le donne ritratte dal pittore indossano spesso abiti sgargianti e pieni di colore.

Dettagli evento

Luogo:
Palazzo dei Diamanti, Via Ercole I d’Este, Ferrara
Date:
16/2/2019 - 02/6/2019
Orario:
dalle 9.00 alle 19.00
La biglietteria chiude 30 minuti prima
Costo:
Intero: € 13.00; ridotto: € 11.00
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