A quasi 60 anni dall’ultima presentazione pubblica, il Museo d’arte della Svizzera  italiana (MASI) ospita i capolavori della Fondazione Gottfried Keller, che comprende le opere più significative della produzione artistica svizzera dal XII al XX secolo.

La mostra ‘Hodler – Segantini – Giacometti. Capolavori della Fondazione Gottfried Keller’, curata dal direttore Tobia Bezzola e da Francesca Benini, collaboratrice scientifica del museo, comprende principalmente opere pittoriche del XIX e XX secolo, con significative incursioni nei secoli precedenti, che documentano alcune delle maggiori figure di artisti elvetici. L’evento nasce in occasione del duecentesimo anniversario della nascita di Alfred Escher e Gottfried Keller e offre l’opportunità di vedere riuniti, per la prima volta dopo 50 anni, alcuni dei più importanti capolavori della Fondazione, attraverso un percorso che ripercorre le tappe fondamentali della storia dell’arte svizzera degli ultimi due secoli.

Ferdinand Hodler, Abend am Genfersee (Sera sul Lago Lemano) 1895, Olio su tela, Kunsthaus Zürich

L’allestimento si apre con ‘La Vergine dei Mercedari’ di Giovanni Serodine (1620-1625, Pinacoteca cantonale Giovanni Züst), attraversa il Settecento con importanti opere di Liotard, Petrini, Wolf, Füssli e Sablet per giungere all’Ottocento di Calame, Zünd, Koller, Anker, Hodler, Segantini e molti altri. Presente anche Arnold Böcklin che, all’atto costitutivo della fondazione, fu nominato da Lydia membro della Commissione incaricata dell’acquisto delle opere. In mostra, l’artista basilese è rappresentato da lavori celeberrimi, tra cui ‘Die Toteninsel’ (L’Isola dei morti, 1880, Kunstmuseum Basel), famoso esempio della sua pittura evocativa.

Il dipinto fu acquistato nel 1920 per il Kunstmuseum Basel, in concomitanza con un altro capolavoro della pittura svizzera, si tratta diDer Auserwählte’ (L’Eletto, 1893-94) di Ferdinand Hodler. Qui l’artista segue un principio compositivo basato sulla simmetria, che diventa carattere distintivo della sua pittura simbolista. Giunge eccezionalmente a Lugano anche il maestoso trittico ispirato alle Alpi ‘La Natura, La Vita, La Morte’ (1896-1899) di Giovanni Segantini, in deposito al Museo Segantini di St. Moritz ed esposto per la prima volta nuovamente al sud delle Alpi dal 1899.

Con artisti come Meyer-Amden, Amiet, Vallotton, Itten e Giacometti si entra nel secolo successivo. Proprio nel XX secolo, infatti, Felix Vallotton riscopre, con altri artisti del suo tempo, il tema della Natura morta: lo testimonia un lavoro del 1914 proveniente dal Musée cantonal des Beaux-Arts di Losanna.

L’unica scultura esposta è invece ‘Buste di Annette’ (Busto di Annette, 1964, Musée d’art et Histoire Genève) di Alberto Giacometti: nel volto della donna si percepiscono l’energia e il movimento che caratterizzano i lavori dello scultore svizzero.

Félix Vallotton, Nature morte (Natura morta) 1914, Musée cantonal des Beaux-Arts, Lausann

La Fondazione fu costituita nel 1890 da Lydia Welti-Escher, figlia ed erede dell’uomo politico, pioniere dell’industria e imprenditore ferroviario Alfred Escher. Lydia Welti-Escher lasciò in eredità alla Confederazione Svizzera gran parte del suo patrimonio, vincolando la donazione all’acquisto di opere di grande valore storico-culturale, affidate poi, sotto forma di prestiti permanenti, ai vari musei svizzeri. Nei primi anni della sua attività, la Fondazione fu decisiva nell’impedire la vendita all’estero di beni culturali e nel riportare in Svizzera importanti opere, contribuendo alla conservazione e diffusione del patrimonio culturale elvetico.

La Collezione della Fondazione si compone attualmente di oltre 6.400 opere d’arte e rappresenta una delle più importanti e ampie collezioni d’arte del paese. Il nome fa riferimento all’amico di famiglia Gottfried Keller, famoso poeta e pittore svizzero.

Dettagli evento

Luogo:
LAC Lugano Arte e Cultura Piazza Bernardino Luini 6 CH - 6901 Lugano
Date:
24/03/2019 - 28/07/2019
Orario:
Da martedì a domenica dalle 10.00 alle 18.00
Giovedì dalle 10.00 alle 20.00
Chiuso il lunedì