La settimana scorsa il Museo Nacional del Prado a Madrid ha celebrato l’anniversario dei 200 anni della sua apertura. In quell’occasione alla presenza della Regina Letizia è stata inaugurata una mostra sull’artista spagnolo Francisco Goya, le cui opere ricolmano il museo stesso, fra le migliaia di capolavori di artisti di tutto il mondo. Quando il museo veniva inaugurato nel novembre del 1819 già come museo reale comprendeva opere provenienti dalle eccezionali collezioni di pittura e scultura e vi erano già tre dei dipinti di Goya.

La mostra, visitabile fino al 16 febbraio 2020, ha qualcosa di diverso dal solito, riguarda infatti i disegni dell’artista e non i suoi famosissimi dipinti ad olio. Realizzare un catalogo ragionato ha impiegato più di cinque anni di lavoro da parte di Manuela Mena, esperta mondiale di Goya, e José Manuel Matilla, a capo del dipartimento di Disegni e Stampe, entrambi curatori della mostra. Fra questi disegni più di trecento sono stati scelti ed esposti fra quelli in possesso del Museo del Prado e quelli provenienti da collezioni private ed altre istituzioni culturali.

Esterno del Museo del Prado a Madrid durante le celebrazioni per i 200 anni dall’apertura Fonte Museodelprado.es

L’esposizione dei disegni si dispone per gruppi in ordine cronologico e a seconda delle tematiche trattate con ricorrenza dall’artista, spesso con note a margine apposte dallo stesso Goya, che completano la comprensione di un pittore estremamente moderno e rivoluzionario.

La prima sezione riguarda gli inizi dell’artista e comprende disegni degli anni dal 1771-1778 dove già è possibile vedere come Francisco Goya si scosta dai suoi contemporanei, ponendo da subito l’accento sulla forza immaginifica e una personalità artistica lontana dalle convenzioni accademiche. Da subito l’artista dedica attenzione alla stampa come mezzo per promuovere e diffondere il suo lavoro, attraverso le incisioni per riprodurre i dipinti di Velázquez.

Goya, disegno copia del dipinto la famiglia reale di Velázquez Fonte el periodico

Un’ampia sezione è dedicata ai disegni e alle lettere a Martín Zapater, suo intimo amico e sono datati fra il  1775-1803. I disegni che ha aggiunto ad alcune lettere esprimono le sue idee ed emozioni. Il carteggio contiene principalmente notizie sulla vita quotidiana dell’artista, nonché importanti informazioni relative alle sue attività artistiche e sono scritte in un linguaggio colloquiale diretto che dimostra la stretta relazione dei due uomini.

Gli anni dal 1794 al 1797 concernono la raccolta denominata “Sketchbook A” e “Sketchbook B” album da schizzi estemporanei dove appaiono i primi disegni di donne impegnate in una serie di azioni apparentemente piacevoli, ma con un sottotono di drammaticità. Le raccolte anticipano i temi e le distorsioni caricaturali della raccolta Caprichos dove Goya si concentra sul mondo delle donne, ma anche scene di corteggiamento, discussioni, combattimenti e gelosia.

Il gruppo successivo di disegni si apre con la vera e propria raccolta dei “Caprichos” (1797-99) che racchiude gli schizzi rappresentanti i sogni e il mondo onirico per dissimulare temi cari all’illuminismo, dove con umorismo satirico e caricature si denunciano la stregoneria e superstizione come espressione di ignoranza; la prostituzione come degrado per la donna; gli inganni dei matrimoni organizzati e gli inganni delle relazioni amorose; la critica di una nobiltà radicata nelle idee del passato; la censura dei vizi e l’inettitudine delle classi dirigenti e del clero. Essi sono perciò suddivisi in quattro tematiche principali: inganno e abuso nei rapporti tra uomini e donne; una satira sull’istruzione scorretta e l’ignoranza; i vizi radicati nella società civile e nel clero e gli abusi di potere.

Ricca è anche la raccolta dei ritratti esposti in mostra, che mostrano come Goya abbia fatto sua la lezione di Velasquez e Rembrandt, poiché i ritratti sono animati caratterizzate dalla loro profondità emotiva, i volti dei soggetti rivelano molto più che il loro aspetto fisico, trasmettendo le loro personalità interiori.

I disegni scelti dallo “Sketchbook F” riguardano il periodo dal 1812-1820, hanno una gran varietà tematica, ma essi sono legati da un fil rouge in cui prevalgono povertà, violenza e tragedia come sottotesto del clima opprimente della guerra d’indipendenza spagnola e dell’immediato dopoguerra. Il tema della violenza è qualcosa che è molto presente in Goya ed è affrontato talvolta in maniera davvero inquietante con allegoriche figure di streghe e mostri o tauromachie. Nel contesto della violenza quello esercitato dagli uomini contro le donne occupa un posto particolarmente importante nell’opera dell’artista.

Goya, il marito violento, Fonte sito web del Museo Nacional del Prado

I bellissimi disegni delle prostitute sono immagini di sofferenza e abuso. La ripetizione di scene su questo argomento rivela chiaramente la consapevolezza di Goya dell’ingiustizia e in particolare della sofferenza e dell’angoscia che l’attività della prostituzione provoca alle donne. Tuttavia, ha anche messo in dubbio il matrimonio, così spesso di natura disuguale, come avevano già sottolineato gli autori dell’Illuminismo, e che a volte è diventato “una prigione piena di difficoltà, in questo Goya mostra una straordinaria modernità, un eccezionale anacronismo del suo pensiero critico di più di duecento anni fa, aspro contro i comportamenti maschili degni di censura dediti spesso a operazioni di “oggettivazione” della donna.

La vecchiaia è l’ultimo dei grandi temi analizzati da Goya. Gli anziani vulnerabili e svantaggiati compaiono spesso nelle stampe e nei disegni dell’artista e queste figure acquisiscono gradualmente un significato crescente, diventando vere riflessioni sul destino dell’uomo. Significativamente, la mostra si conclude con il disegno  “sto ancora imparando”, che esprime simbolicamente la necessità di dover progredire e resistere di fronte alle avversità.

Goya, Sto ancora imparando, Fonte sito web Museo Nacional del Prado

In una delle ultime lettere al grande amico Martin Zapater, il pittore confessa: “Sono invecchiato, con molte rughe e non mi riconosceresti, tranne per il mio naso snob e gli occhi infossati […] Sii grato per la povera scrittura perché non ho né buona vista né una mano ferma, e né penna né calamaio, mi manca tutto e rimane solo la mia forza di volontà.”

 

Immagine di copertina Goya, autoritratto, Fonte sito web del Museo Nacional del Prado

Dettagli evento

Luogo:
Museo Nacional del Prado. Calle Ruiz de Alarcón 23 Madrid
Date:
20/11/2019 - 16/02/2020
Orario:
dal lunedì al sabato dalle 10.00 alle 20.00
domenica e festivi dalle 10.00 alle 19.00
Costo:
biglietto intero €15,00 - biglietto ridotto €7,50
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