Lo scopo è nobile, fotografare lo stato dell’arte contemporanea in Italia per far conoscere il lavoro di artisti più o meno sconosciuti che vivono e creano nel nostro paese, la riuscita forse un po’ meno.
Ha inaugurato venerdì 31 maggio ai Magazzini del Sale di Cervia la mostra “I Mille di Sgarbi” di cui il celebre curatore dichiara:

“In mezzo ad artisti la cui cifra stilistica è conosciuta, ce ne sono molti da gustare con interesse, probabilmente con percorsi artistici ancora poco consolidati, ma che hanno una loro originalità e qualcosa da dire oltre la rituale banalità cui ci ha abituati l’arte contemporanea. La rassegna è una vetrina per dire: ecco, questi artisti sono da seguire, vediamo come evolverà la loro produzione”.

In 3 mesi sono arrivate oltre mille candidature da tutte le regioni d’Italia (un po’, per alludere all’ironico titolo, come i “Mille” di Garibaldi che nel 1860 sbarcarono in Sicilia)  e ne sono state poi selezionate un centinaio. Insomma, il professor Sgarbi non perde il suo obiettivo, che qualcuno definirebbe vizio, di dare spazio e visibilità a chi mai ne avrebbe in musei e gallerie.

Vittorio Sgarbi ai Magazzini del Sale di Cervia in occasione dell’inaugurazione della mostra “I mille di Sgarbi”, ph. © Anna Frabotta

Dopo essere passato per le forche caudine di una Biennale che qualcuno ancora critica, con 54 artisti esposti contro i soliti 3 o 4 a cui si vuole dar risalto, Sgarbi porta a Cervia i suoi Mille, che poi sono circa un centinaio e non sono nemmeno troppo suoi visto che, come ha candidamente ammesso durante l’inaugurazione della mostra, la sua è stata una selezione solo di riflesso.

Il dubbio allora sorge ed è di quelli succosi che solo personaggi “scomodi” sanno suscitare: Sgarbi, che pure è amico di vecchia data di Cervia, era lì per fare il bene dell’arte contemporanea o per utilizzare Cervia come l’ennesimo campo su cui far deflagrare la sua irruenza? Non fraintendete, tranne qualche siparietto che poco aveva a che fare con l’arte e un pubblico più attratto dal nome del curatore che dalle opere esposte, lo Sgarbi Show che è andato in scena ai Magazzini del Sale di arte ha parlato davvero: tra una critica poco velata alla Biennale di Venezia e qualche infelice battutina, il Vittorio nazionale ha ribadito con fermezza la necessita di aprire le porte della creatività (e di riflesso degli spazi espositivi) a tutti, auspicando perfino di inserire il Diritto alla Creatività tra quelli costituzionali. L’arte e gli artisti sono cosa pubblica, la loro fama di esistere va in qualche modo soddisfatta ed è proprio questo quello che Sgarbi si prefigge di fare: regalare una possibilità di esistenza a chiunque si senta artista, al di là del gusto personale del curatore e “ a meno che non sia uno che dipinga Madonne per terra”. Nulla di più nobile, ma il rovescio della medaglia, va da sé, è il rischio da un lato di offrire all’occhio più allenato una mostra al limite del dispersivo e del dilettantistico, dall’altro, di richiamare un pubblico di massa che vuole vedere Vittorio Sgarbi, mica le opere esposte.

Durante la vernice de “I Mille di Sgarbi” la sensazione è stata proprio questa: tanta, troppa, gente era lì per l’uomo-personaggio, pochissima per l’Arte che, invece di essere valorizzata, ha finito con l’essere oscurata sia dalla fama di una delle più discusse personalità del nostro Paese, sia da un allestimento che nulla raccontava delle opere e di chi le ha realizzate.

Il risultato? Ci sarebbe piaciuto poter parlare dello stato dell’arte contemporanea in Italia, ci sarebbe piaciuto anche poter scovare nomi interessanti da tenere d’occhio nei prossimi anni, com’era poi nelle migliori intenzioni del curatore, ma tutto questo è passato in secondo piano. Torneremo sicuramente a visitare la mostra perché condividiamo il pensiero di Sgarbi e la preoccupazione che in un settore troppo chiuso sia difficile emergere, soprattutto in tempi di abbondanza come il nostro dove è tutto un prolificare di artisti. Restiamo però convinti che un filtro sia necessario e che la figura del critico e del curatore, di cui Sgarbi è un ottimo esempio, sia una condizione sine qua non per interpretare gli stili del nostro tempo e valorizzare l’Arte con la A maiuscola che mai dovrebbe ridursi a circo mediatico.

Dettagli evento

Luogo:
Magazzini del Sale di Cervia
Date:
31/05/2019 - 09/06/2019
Orario:
sabato 1 e domenica 2 giugno dalle 10.30 alle 24
da lunedì 3 a giovedì 6 giugno dalle 17 alle 20.30
venerdì 7 giugno dalle 17 alle 24
sabato 8 e domenica 9 giugno dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 17 alle 24
Costo:
Ingresso gratuito
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