«La terra e il cemento sono per me due materiali simbolo del nostro soggiorno sul pianeta»
Ciredz

Nuova mostra alla Galleria Varsi di Roma dal 24 novembre 2017 al 5 gennaio 2018 che ospita per la prima volta Ciredz, pittore e scultore di origini sarde, con un profondo rispetto per la natura.

Foto: ©blindeyefactory
Galleria Varsi Opera Ciredz

Roberto Cireddu, in arte Ciredz, nasce nel 1981 in provincia di Cagliari. Dopo avere frequentato il liceo artistico statale di Cagliari, si trasferisce a Bologna nel 2005 per proseguire i suoi studi all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Si diploma in Scultura nel 2011 e si specializza in Grafica d’Arte nel 2013. Nell’anno accademico 2010/2011 è il tutor affianco all’insegnante Cataldo Serafini nel corso di Serigrafia all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Dal 2007 inizia a partecipare a diverse esibizioni collettive in Italia per poi iniziare qualche anno dopo a partecipare a esibizioni ed eventi internazionali di Arte Urbana e Street Art.
Iniziò ad esprimersi nello spazio pubblico sperimentando inizialmente con i graffiti; da qui inizia a capire quanto l’elemento “ muro “ costituisse un supporto interessante. Il suo interesse nello sperimentare nuovi materiali, lo portò all’arte astratta che gli fece cambiare nettamente il suo pensiero soprattutto per quel che riguardava il concetto di “ spazio”. L’inizio di questo suo interesse fu reso possibile grazie allo studio approfondito verso la scultura. L’arricchimento di questa arte gli diede la possibilità di “toccare con mano” i materiali e modificarli a suo piacimento.

Fonte: ©blindeyefactory
Galleria Varsi Opera Ciredz

Dal 2007 e il 2008 fece un altro piccolo sviluppo nella sua carriera artistica: a Bologna infatti viene a contatto con l’Arte Povera che lo spinge a interessarsi maggiormente al tema dei “ materiali”. Ciredz è infatti convinto che aver trascorso l’adolescenza e l’infanzia in mezzo alla natura gli abbia permesso di sviluppare una certa sensibilità. Il suo coinvolgimento per la natura si sviluppò in maniera profonda quando dovette trasferirsi in uno spazio urbano. Ciredz, nato e cresciuto in campagna, notò subito le innumerevoli differenze tra i due ambienti. Il contesto in si trovava lo aiutò così a  trovar ispirazione per le sue opere.

Fonte : ©blindeyefactory
Galleria Varsi Opera Ciredz

Nasce in lui il bisogno di raccontare, in modo grafico, il rapporto tra natura e uomo, e ciò che germoglia dalla convivenza che si instaura tra questi due soggetti. La cosa che più lo attira è “l’organizzazione “ dettata dall’uomo in uno spazio urbano, dove la natura non è più libera di espandersi, ma si fa geometria ordinata. Oltre a questa differenza, ve n’è un altra di fondo, che ha determinato anche la costruzione delle sue opere, ovvero il passaggio dalla libertà e varietà di espressione varietà con cui era libero di dipingere  in campagna e i limiti imposti invece dagli spazi urbani.

Fonte : ©blindeyefactory
Galleria Varsi
Opera Ciredz

L’artista, infatti, si vede costretto ad aggiungere sempre qualche particolare attinente al tema della natura, quando ritrae la città. L’ispirazione per quei particolari in più nasce dalla sua immaginazione, grazie alla quale, partendo da delle forme o colori che ha già visto e vissuto in precedenza, ne trae ispirazione per costruire un’opera con un significato diverso  e profondo.

Fonte : ©blindeyefactory
Galleria Varsi
Opera Ciredz

La sua infanzia continua a condizionarlo in modo importante, anche riguardo all’utilizzo dei suoi due materiali (cemento e terra) presenti nelle sue opere.  Proprio come il cemento, materiale utilizzato quotidianamente dal padre ex muratore, anche la terra è un ricordo della sua infanzia, essendo nato e cresciuto in piena campagna. La serie di sculture Residui, presenti in mostra ne sono testimonianza. La terra è vista dall’artista come “base per tutto”, su cui ogni essere vivente poggia, cresce e costruisce. La vede come una madre, che fa germogliare i suoi frutti, sostenendoli e riemergendo anche in momento di difficoltà.

Il titolo “ Residui” destinato a questa mostra s’ispira al saggio di Gilles Clément, scrittore e architetto del paesaggio, che ama analizzare la natura in ogni suo particolare, raccontando una storia che appartiene a ogni essere vivente, allargando gli orizzonti verso un prossimo futuro. Ciredz nel testo di Clément ritrova il concetto di “residui”, che l’autore identifica come quegli “spazi indecisi”, non oggetto di una pianificazione e dell’attività dell’uomo, accomunati dall’essere un “rifugio per la diversità” biologica. Gli elementi importanti alla base del lavoro di Ciredz sono: la grafica e il volume. Questi due elementi sono al centro della sua ricerca estetica mettendo in secondo piano il significato poetico.

«Vorrei mostrare l’estrema diversità di ciò che esiste sul pianeta. »
Gilles Clément

La Galleria Varsi ancora una volta ci stupisce con una delle realtà più interessanti della street culture, continuando ad accogliere i migliori artisti del momento.
Per l’anno a seguire la Galleria ospiterà le personali di: Daniel Muñoz (gennaio 2018), protagonista dell’Arte Urbana spagnola, che porta avanti una ricerca fondata sull’autonomia del disegno, nelle sue mani strumento sagace di riflessione, generatore d’interrogativi sulla società odierna; Dem (marzo 2018) pioniere dell’Arte Urbana italiana, da sempre attento a temi antropologici, che crea personaggi bizzarri, creature surreali, abitanti di uno strato impercettibile della realtà umana; Sebas Velasco (giugno 2018), artista spagnolo, che alla pittura figurativa affianca una sperimentazione nell’ambito dei graffiti, come un cantastorie contemporaneo racconta attraverso le sue opere scene urbane colme di significato; Andreco (settembre 2018), dottore di ricerca in Ingegneria Ambientale, parallelamente alla formazione scientifica, che porta avanti la sua indagine artistica che ha come tema principale il rapporto tra spazio urbano e paesaggio naturale; Waone (novembre 2018), parte del duo ucraino InteresniKazki, noto per i dipinti surrealisti realizzati sui muri di tutto il mondo (India, Marocco, Stati Uniti, Croazia). In programma per aprile 2018, inoltre, la terza edizione di “Livelli“, mostra collettiva dedicata alla serigrafia, realizzata in sinergia con il laboratorio serigrafico 56Fili e che vedrà la collaborazione di cinque artisti, italiani e internazionali.

 

“Residui”

Mostra personale di Ciredz

a cura di Chiara Pietropaoli

Partners: Ex Dogana, Birra del Borgo, BlindEyeFactory, T.A.U., 56Fili

Opening: 24 novembre dalle ore 18.30 alle 21

DOVE: Galleria Varsi –Via di Grotta Pinta 38, Roma

QUANDO: dal 24 novembre al 5 gennaio 2018

ORARI: da martedì a sabato dalle ore 12 alle 20, domenica dalle ore 15 alle 20, lunedì chiuso

Ingresso libero

CONTATTI: info@galleriavarsi.it | www.galleriavarsi.it | 06 68309410

Ufficio stampa

Antonella Bartoli | bartoli.anto@gmail.com | 339 7560222

©Photo credits: ©Galleria Varsi