Il 21 marzo 2019 la galleria d’arte Contemporary Cluster ospiterà “Intergalactic“: un progetto collettivo a cura di Giacomo Guidi e Francesca Campana, che vede protagonisti Gianluca Alla, Alexandre Bavard, Martina Maccianti, Luca Pozzi, il designer Alessandro Isola e le loro sperimentazioni artistiche.

Contemporary Cluster incontra Manifesto 2019 (potete leggere l’articolo d’approfondimento qui) per la prima  giornata del Festival, aprendo le danze ad un attesissimo evento, che tocca l’elettronica, la sperimentazione e le arti visive coinvolgendoci nell’attuale riflessione sui fenomeni artistici e sulla contaminazione fra i linguaggi del nostro tempo, dove a guidarci sarà la musica elettronica. Tema della prima serata è lo spazio, o per meglio dire, la connessione che l’uomo avverte con esso.

L’uomo da sempre è stato attirato dai concetti di spazio e tempo ed ha tentato di approfondirne il senso, facendone esperienza, lasciandosene ispirare e attraversandoli. Celebrando i cambiamenti di dimensione ed epoca, i viaggi nel tempo, e recuperando il senso estetico da Odissea nello Spazio a Interstellar, il Contemporary Cluster giovedì 21 marzo darà la possibilità di approdare in un pianeta nuovo, compendio artistico dei cinque originali viaggiatori.

Luca Pozzi attraverserà lo spazio ed il tempo, approdando ad un altrove somma e sospensione di molteplici dimensioni. Martina Maccianti rappresenterà la sensazione di perdita del riferimento di una concezione terrestre. Alexandre Bavard e Alessandro Isola ci racconteranno e descriveranno gli abitanti e gli oggetti ritrovati in questo altrove misterioso. Sono questi gli artisti che prevede l’inaugurazione di Intergalactic, in aggiunta al già ricco programma di Manifesto 2019 che prevede un Dj-set di Populous e la performance di teatro contemporaneo con soundtrack live di La Gabbia durante questa stessa serata al Contemporary Cluster.

Gli artisti in mostra

Gianluca Alla sintetizzerà il codice identificativo della controversa realtà sospesa nello spazio galattico. Il giovane talento della grafica europea che si occupa di identità visive e progetti editoriali, prediligendo l’uso del carattere tipografico come segno illustrativo, mette in mostra i suoi lavori: il risultato di una costante sperimentazione combinata ad uno spirito ludico, una ricerca, appassionata e divertita, fra il digitale e l’analogico.
Nel progetto Typography is adaptable to any space è protagonista la tipografia applicata su animazioni, poster o pubblicazioni, dove il disturbo nella lettura fa sì che chi vede l’immagine, statica – stampata o dinamica – digitale, si perda nel leggerla. Le diverse combinazioni delle singole lettere e numeri di Gianluca Alla determinano nuove forme e movimenti, nuovi insiemi cosmogonici. La morfologia visuale complessiva delle combinazioni delle opere rimanda, quindi, ai grandi insiemi di stelle, sistemi ed ammassi che danno vita alle galassie.

Alexandre Bavard è un’artista francese multidisciplinare. Il suo lavoro integra diversi media visivi e mezzi espressivi come performance, scultura, graffiti, fotografia, assemblaggio di tessuti e oggetti trovati. Per l’occasione l’artista esporrà alcune delle sue maschere presentate nella mostra G. SUPPORTERZ alla galleria V5 di Neuchâtel, in Svizzera. Queste maschere ironiche, audaci, sculture sospese, sono realizzate con oggetti ritrovati – come magliette da calcio, salvagenti, occhiali da sci e molto altro – e rielaborati in uno stile futuristico, visionario.
Le opere appartengono alla ricerca dell’artista definita Neo-archeologia, ossia lo sforzo richiesto allo spettatore di riconoscere il proprio passato in un mondo nuovo, che comunica una storia diversa da quella degli oggetti, in fondo banali, che in origine lo componevano. Queste maschere scultura, sono i volti di uomini, alieni, abitanti di un passato dimenticato o di un futuro controverso, vestigia di un’archeologia contemporanea in transito tra due temporalità.

Martina Maccianti è una giovane artista fiorentina che ha incentrato la sua ricerca su topics ben precisi, quali lo spazio, la natura, l’istinto, la matericità, il movimento, la luce. Attraverso l’utilizzo di materiali plastici è approdata alla scultura, il mezzo artistico specificatamente posto al punto di congiunzione tra immobilità e movimento, tra tempo bloccato e tempo che scorre. Oggetti svolti nel tempo e nello spazio, ma riuniti e dominati, grazie alla loro trasparenza, in un’unica veduta smaterializzata, le sculture dell’artista evocano una nuova realtà digitale, plastica, liquida.
All’interno del piano sotterraneo della galleria, l’artista ha realizzato un’installazione site specific nella quale il visitatore si sentirà immerso in una realtà appiccicosa, costretto in uno spazio collassato, inglobato in una misteriosa dimensione liquida. Componente fondamentale dell’installazione sarà anche la sonorizzazione, curata dai sound designer Tommaso Di Tommaso e Alessandro Iacopini.

Per Bauman siamo nel mondo del transitorio, delle città alienanti, dei legami fragili, dell’inquietudine, della tragica crisi dei valori. Siamo in una società che sfugge, in continuo cambiamento, mutevole. L’artista in analogia con queste riflessioni, è approdata ad una realtà nuova, fluida, trasparente, sospesa fra l’eterno e l’effimero, fra il tangibile ed il trascendente.

Luca Pozzi è artista visivo e mediatore interdisciplinare. Ispirato dai mondi dell’arte, della fisica, della cosmologia multi-messaggera e dell’informatica, dopo la laurea in Pittura e le specializzazioni in Computer Graphics e Sistemi, collabora con visionarie comunità scientifiche tra cui la Loop Quantum Gravity (PI), il Compact Muon Solenoid (CERN) e il Fermi Large Area Telescope (INFN, NASA). Studiando gravità quantistica, cosmologia e fisica delle particelle, la ricerca teorica è convertita in una serie di installazioni ibride caratterizzate da sculture magnetiche, oggetti in levitazione, disegni di luce e un uso performativo della fotografia basata su una strana sensazione di tempo congelato e multi-dimensionalità.

Negli spazio espositivi di Contemporary Cluster, Luca Pozzi presenterà Degrees of Freedom, un elaborato progetto immersivo, un viaggio multidimensionale. Dialogando con gli affreschi seicenteschi di Giacinto e Ludovico Gimignani a Palazzo Cavallerini Lazzaroni, sede della galleria, l’artista ha costruito un ambiente spazio-temporale complesso attraverso un pavimento in collage digitale rappresentante un gigantesco buco nero, intorno a cui orbitano il Fermi Telescope, il Golden Record della sonda Voyager, la Musa Addormentata di Brancusi, la Missione Rosetta e il Laser Interferometer Space Antenna – il cui lancio è previsto per il 2034. Il visitatore si troverà, quindi, catapultato in uno spazio controverso, infinito, sospeso, destrutturato, la cui temporalità non è lineare ma stratificata.

Vero protagonista delle opere dell’artista è quindi il visitatore, colui che diventa un viaggiatore dello spazio e del tempo, fra periodi non linearmente interconnessi. Grazie al suo movimento, all’interno di uno spazio temporalmente ambiguo e molteplice, compie un viaggio meditativo all’interno di un luogo che ne somma molti altri contemporaneamente. Una nuova realtà nella quale il futuro contribuisce a determinare il passato esattamente come il passato determina il futuro.

Alessandro Isola è un noto designer italiano che progetta arredi e interni ispirati al movimento. Materializzare il movimento, per il designer, significa anche mettere in discussione ogni certezza e stimolare la consapevolezza di un potenziale cambiamento, che può manifestarsi in un movimento fisico del fruitore nello spazio, grazie al quale la percezione cambia a seconda del punto di vista.
Per l’occasione il designer esporrà i suoi vasi delle collezioni Symbiotic e Vessel, progettati e prodotti digitalmente, ma rifiniti a mano. Questi vasi sono un esperimento ed un’esplorazione della sottile linea tra digitale ed artigianale, sono il prodotto di una ricerca e di un’estetica domestica visionaria.

Infine, durante la serata inaugurale del 21 marzo del Manifesto Festival 2019, Luca Pozzi insieme al duo di sound designer Mothclub presenteranno Electrolytic: una performance di musica elettronica sperimentale per strumenti non convenzionali, riassemblati o riconfigurati in modo da sviscerarne l’inesplorato potenziale sonoro. L’impianto è costituito dalla libera improvvisazione nel controllo della corrente elettrica a partire da nuclei generativi che hanno funzione di fulcro gravitazionale dello spazio acustico: orbitando attraverso queste traiettorie il suono giunge alla definizione di una immaginaria galassia elettronica.

Dettagli evento

Luogo:
Contemporary Cluster - via dei Barbieri 7, 00186, Roma
Date:
21/03/2019 - 22/03/2019
Orario:
Dalle 19 fino a tardi
Costo:
Ingresso gratuito
Sito web:
Intergalactic
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