Dopo “Very Bad Things” di Andrea Mastrovito, il ciclo espositivo Connection Gallery, avviato a giugno, prosegue – all’interno della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma – l’intenzione di dare spazio al lavoro di giovani artisti, selezionati per la loro capacità di concordare la propria espressione creativa al museo attraverso la realizzazione di un’opera site-specific. Siamo, quindi, giunti al secondo appuntamento di questo progetto a cura di Massimo Minni, che vede la partecipazione di Invernomuto, duo artistico formato da Simone Bertuzzi e Simone Trabucchi, i quali daranno vita all’esposizione “Prima delle sabbie”, fruibile dal 15 ottobre 2019 al 12 gennaio 2020.

Installazione Prima delle sabbie – Credits Ufficio Stampa de La Galleria Nazionale

Fulcro dell’attenzione dei due artisti è il Mediterraneo,questo tema è da tempo il loro campo d’indagine e la mostra dal titolo “Prima delle Sabbie” ne rappresenta un nuovo punto di arrivo presentato all’interno della Galleria. Partendo dal titolo, si può constatare un chiaro riferimento al brano, e album, L’Egitto prima delle sabbie, composto da Franco Battiato nel 1978, presente nell’installazione. Invernomuto ha realizzato un originale riadattamento della musica e del testo di Battiato, collegandosi anche al pensiero di Georges Gourdijeff, mistico, filosofo e scrittore a cui il cantautore si è ispirato. Per Gourdijeff esiste l’Egitto pre-sabbia come luogo di una civiltà precedente a quella degli egizi e depositaria di un’ancestrale ed essenziale sapienza, dove la sabbia è la metafora dello stile di vita degli uomini in connessione fra loro e dell’universo sepolto dal tempo ed inglobato nell’era moderna e nella tecnologica.

Invernomuto – Prima delle sabbie – Credits ufficio stampa de La Galleria Nazionale

L’opera restituisce una narrazione del Mediterraneo assolutamente inedita, in quanto gli viene deputata una nuova prospettiva: un’ampia superficie marina può cambiare forma assumendo le sembianze di un soggetto “proteiforme”, un fiume dalle molteplici foci, dove non si distinguono più il Nord ed il Sud; solo il mare è l’elemento di collegamento con il territorio. L’installazione di Invernomuto coinvolgerà, difatti, l’opera Fiume con foce tripla (1967) di Pino Pascali, artista di rilievo nella collezione della Galleria Nazionale. L’elemento dell’acqua richiama i 32 metri quadrati di mare del Pascali e si fonde con gli effetti cromatici del lavoro di light design, che costituiscono un territorio geografico apparentemente familiare, il quale però cela dei turbamenti scaturiti da quelle dinamiche in attesa di essere portate alla luce.

Prima delle sabbie – Credits Ufficio Stampa de La Galleria Nazionale

Una rilettura del Mediterraneo, da sempre luogo di scambi commerciali e incontri internazionali, ma soggetto, in questi tempi, a contrasti e turbamenti; il campo di osservazione si espande comprendendo anche il Deserto, “immensità speculare a quella del mare. Il deserto e i fiumi sono i protagonisti delle immagini di epoche differenti, che si addizionano in un lavoro di collage, in una rete di significati e connessioni. Lo spazio messo a disposizione della Nazionale collega due settori del museo e costituisce un elemento essenziale per l’installazione, sia al livello simbolico che spaziale. L’aspetto modulare dell’opera di Pascali è parte di una composizione che esplode in un connubio di scultura, luce, suono e collage, in un gioco di rimandi e dissonanze, volto a sottolineare la consapevolezza con cui Invernomuto si muove nel passaggio da un medium ad un altro. La fusione dei molteplici elementi multidisciplinari suggeriscono una visione performativa, tratto distintivo del lavoro del duo artistico.

Dettagli evento

Luogo:
Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea viale delle Belle Arti 131 - 00197 Roma
Date:
15/10/2019 - 12/01/2020
Orario:
Martedì- sabato: 8:30 -19:30
Lunedì: Chiuso
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