Ci aspettano quattro giorni dedicati ad eventi artistici, musicali e di ballo, rivolti a una profonda riflessione sulla vecchiaia, termine ultimo della vita di tutti che deve essere uno stimolo per chiedersi se si stia o meno “cogliendo l’attimo”. Possiamo dire che il filo rosso del Festival sia lo scorrere del tempo: come questa forza logorante agisca nel mondo in modo inarrestabile. Eppure nelle diverse performance si propone una riflessione anche sul modo in cui l’umanità, dall’inizio dei tempi, cerca di contrastare l’inesorabile oblio verso cui si dirige: la memoria, individuale e collettiva, che mette a confronto le trasformazioni avvenute tra generazioni mantenendo viva la cultura di un popolo. Vediamo così il risultato di un intenso anno di lavoro: diversi incontri e workshop fra artisti, performer, curatori, filosofi e pubblico hanno infatti raccolto le idee e i temi che i visitatori si troveranno a indagare durante le esposizioni.

La Zona Calda degli eventi si concentra ovviamente nell’area dell’ex Lazzaretto di Milano, fra Porta Venezia e Lima: gli spazi della Fondazione in Via Lazzaretto 15, la Chiesa di San Carlo al Lazzaretto, la Casa Museo Boschi di Stefano, la Casa di Riposo Don Leone Porta ma anche molti altri.

La Fondazione Il Lazzaretto

Tantissime le novità che quest’anno attendono i visitatori, a cominciare dalla mostra di Gaia De Megni, vincitrice del premio Lydia! 2019 per artisti under 30, promosso dalla Fondazione sotto la mentorship di Adrian Paci. L’esposizione, eccezionalmente ospitata nella Chiesa di San Carlo al Lazzaretto, propone un dialogo fra spazio e narrazione, avvalendosi di diverse sceneggiature cinematografiche rielaborate. L’installazione vuole infatti ragionare sulla memoria collettiva, rievocando immagini che tutte le persone appartenenti a una stessa cultura riconoscono come proprie, anche come semplici reminiscenze, a partire dalle proprie esperienze pratiche.

Non basta però solo guardare al passato per comprenderlo: proprio per questo motivo, nell’evento “Macerie di DNA”, sarà lui stesso a raccontarsi in prima persona. La cantante Camilla Barbarito, in arte Nina Mandù, ci presenta così il suo concerto di musiche originali composte durante un progetto, nel mese di maggio, che ha coinvolto quasi un centinaio di persone: i partecipanti venivano infatti invitati a raccontare la storia di vecchi oggetti, fotografie, diari, lettere, documenti a cui le canzoni di Nina si ispirano.

Un altro intervento originale sulle fonti del passato viene presentato dall’artista Elisa Giardina Papa insieme al collettivo Radah May con il progetto “When the Towel Drops Vol. 1 Italia”: una performance artistica sulla censura e sulla rappresentazione della sessualità femminile nella storia del cinema. Vengono così mostrate per la prima volta sequenze mai viste di film e documenti, dagli anni ’50 ad oggi, provenienti dall’archivio della Revisione Cinematografica. L’intero progetto diventa interessante perchè si basa sul paradosso che proprio quello che un tempo è stato cancellato perchè diseducativo agli occhi del pubblico, oggi ci è indispensabile per studiare gli usi e custumi del tempo.

Ma è Cristina Pancini a farci camminare fisicamente tra presente e passato, tra La Fondazione Il Lazzaretto, la Casa Museo Boschi Di Stefano e la Casa di Riposo Don Leone Porta con “Un’ora sola ti vorrei, più ventitre minuti”. Gli spettatori infatti si muoveranno fra le diverse esposizioni di opere d’arte moderna e contemporanea per riscoprire il ponte che lega artisti di ieri e di oggi.

Ma l’incontro più introspettivo è sicuramente “Nessun dorma: pratiche di risveglio sulla vecchiaia. Scritti-corpi-visioni”, un laboratorio pratico aperto a tutti con performance di danza, recitazione, improvvisazione e scrittura creativa, guidato dalla danzatrice Cristina Negro, dall’attore Simone Lampis e dall’esperta di scrittura creativa Roberta Secchi.

Molto più specifico è invece “1 Museo + 1 Kit = 3 Strumenti”: un workshop rivolto appositamente alle persone anziane, ai loro parenti, agli operatori e ai caregivers. 

Si presenta come un workshop per sperimentare sui metodi di familiarizzazione e coinvolgimento per le persone anziane, divise anche in gruppi, da ripetere anche a casa con i propri familiari.

Il festival si propone anche quest’anno come un momento di raccoglimento e riflessione su tematiche molto profonde alle quali spesso non pensiamo nel quotidiano, per ridonare spazio e importanza a concetti fondamentali.

Dettagli evento

Luogo:
Via Lazzaretto 15, Milano
Date:
07/11/2019 - 10/11/2019
Orario:
Continuato tutto il giorno
Costo:
Eventi gratuiti
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