©Burhan Ozbilici_The Associated Press

Quando chiunque in qualunque momento è attrezzato di uno smartphone ed è in grado di scattare fotografie a qualunque cosa, il fotogiornalismo sembra perdere importanza perché comunque qualcuno, nel luogo in cui è successo il fatto, c’è stato. E non ha importanza che sia un fotografo professionista, l’importante è avere un’immagine che abbia fermato l’istante. Sbagliato.

Sicuramente lo sviluppo delle tecnologie ha avuto un impatto interessante sul giornalismo, si pensi a quello che viene chiamato citizen journalism. Letizia Battaglia tempo fa aveva detto:

«I giornali credono che le foto siano tutte belle, ma non è la bellezza della foto che conta, bensì il racconto che fai.»

Ecco, la Fondazione World Press Photo si impegna a sviluppare e promuovere proprio un giornalismo visivo di qualità, perché le persone hanno il diritto di vedere con i propri occhi qual è la realtà del mondo e hanno il diritto di vederla bene.

Al Palazzo delle Esposizioni, a Roma, è in corso fino al 28 maggio la mostra World Press Photo 2017, una galleria di immagini, di documenti storici che testimoniano gli eventi più importanti del nostro tempo.

Per l’edizione 2017 le immagini sottoposte alla giuria del concorso World Press Photo sono state 80,408, inviate da 5,034 fotografi di 125 nazionalità. I fotografi premiati sono stati 45.

Il concorso World Press Photo annuale premia, da circa sessanta anni, i fotografi professionisti che hanno realizzato gli scatti migliori nell’anno precedente.

Il concorso è giudicato da una giuria internazionale formata da illustri esponenti del fotogiornalismo, indipendente dalla Fondazione World Press Photo, che sceglie a sua totale discrezione le fotografie vincitrici in base alla loro capacità di offrire uno spaccato autentico del mondo.

La foto vincitrice dell’anno è di Burhan Ozbilici, dell’Associated Press. La fotografia, An Assassination in Turkey, scattata il 19 dicembre 2016, mostra l’uccisione dell’ambasciatore russo in Turchia, Andrei Karlov, da parte del poliziotto turco ventiduenne Mevlut Mert Altintas, durante l’inaugurazione di una mostra d’arte.

Mary F. Calvert, membro della giuria, ha così commentato la fotografia vincitrice: «È stata una decisione molto difficile, ma alla fine abbiamo ritenuto che la foto dell’anno doveva essere un’immagine esplosiva che parla dell’odio dei nostri tempi. Ogni volta che quella immagine appariva sullo schermo dovevamo fermarci, era talmente forte che abbiamo davvero sentito che poteva incarnare la definizione di ciò che il World Press Photo of the Year rappresenta.»

 

Quando: 28 aprile – 28 maggio 2017

Da martedì a domenica 10 – 20; venerdì e sabato 10 – 22:30

Dove: Palazzo delle Esposizioni, Via Nazionale 194

Biglietto: Intero € 12,50 – Ridotto € 10,00

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