Il MAN di Nuoro, che quest’anno ha compiuto 20 anni e ha vinto la quarta edizione dell’Italian Council 2018, annuncia un’ estate ricca di mostre.

Giugno inizia con un doppio evento che vede protagonista il museo d’eccellenza sardo con una mostra dedicata a Guido Guidi ed al suo rapporto con la Sardegna ed una dell’artista polacco Miroslaw Balka, in omaggio a James Joyce.

La mostra fotografica di Guido Guidi

Dal 21 giugno al 20 ottobre 2019, il Man di Nuoro mette in scena la prima grande mostra in un museo italiano dedicata a Guido Guidi uno dei più significativi protagonisti della fotografia italiana del secondo dopoguerra.

La mostra dal titolo “IN SARDEGNA: 1974, 2011”, curata da Irina Zucca Alessandrelli e coprodotta dal MAN in collaborazione con ISRE – Istituto Superiore Regionale Etnografico della Sardegna – presenta circa 250 fotografie inedite che testimoniano la relazione di Guido Guidi con il territorio sardo, ripreso una prima volta nel 1974 e successivamente nel 2011.

Sardegna, Maggio 1974 – stampa ai sali d’argento

Come afferma la stessa curatrice, storica dell’arte e giornalista: “Guardare queste immagini oggi permette non solo di godere di luoghi e dettagli oggi spesso irriconoscibili, ma anche di osservare, come mai si è potuto fare, l’evoluzione del modo di lavorare di Guidi attraverso quattro decenni di rapporto con la Sardegna. Un percorso di creazione e maturazione di uno stile che ben si coglie già nelle immagini del primo viaggio e che si ritrova rafforzato nelle fotografie del 2011. Per il pubblico di oggi il confronto tra questi due momenti della produzione fotografica di Guido Guidi è un’opportunità rara per capire l’originalità della sua produzione rispetto al panorama italiano e internazionale”.

L’esposizione, infatti, costituisce un racconto antropologico e paesaggistico dei cambiamenti dell’isola nel corso di quarantanni, ma anche un percorso di ricerca sul medium della fotografia che pone in dialogo immagini in bianco e nero degli anni Settanta che diventano a colori dal 2000.

Volti e tracce di presenze umane, delle loro abitazioni, di strade senza uscita che raccontano una storia e di come il tempo passi per tutti, non sempre in meglio. È una mostra che testimonia altresì l’evoluzione della cifra stilistica di Guido Guidi.

Guido Guidi, Sardegna, Maggio 1974 – stampa ai sali d’argento

La mostra si dipana lungo i quattro piani del Museo MAN, suddivisa in base alla cronologia dei due viaggi in terra sarda e alle relative tecniche fotografiche utilizzate da Guido Guidi. La prima parte della rassegna presenta le fotografie in bianco e nero realizzate nel 1974 e scattate con una Nikon con obiettivo 55, “una macchina come quella del protagonista di Blow Up di Antonioni e come quella che usava anche Ugo Mulas”, racconta lo stesso Guidi.

Guido Guidi, 13/05/2011 – stampa inkjet

Il percorso prosegue con le fotografie a colori del 2011, alcune realizzate con una fotocamera digitale ed altre su supporti analogici, in medio. formato con una super wide camera e in grande formato con una field camera 8×10 in legno “come quella che usava Evans un secolo fa, con la testa dentro il sacco”, prosegue l’artista.

Guido Guidi, d’altronde, dal 1966 si dedica in modo continuativo alla fotografia, rivolgendo la sua ricerca ai temi del paesaggio contemporaneo e delle sue trasformazioni, sia attraverso indagini personali sviluppate nel corso del tempo, sia attraverso la partecipazione a progetti di documentazione del territorio avviati da enti pubblici e di ricerca e questa mostra ne è la prova.

Miroslaw Balka con Sweets of Sin – Le dolcezze del peccato

Non solo orgoglio italiano per il MAN di Nuoro che si mostra sempre attento agli artisti d’oltralpe così come ha fatto lo scorso novembre con una mostra che poneva al centro il dialogo sul mediterraneo, confermandosi così museo aperto.

Dal 16 giugno e fino al 7 luglio 2019 è possibile visitare la mostra Sweets of Sin – Le dolcezze del peccato dell’artista polacco Miroslaw Balka, curata da Luigi Fassi, ospitata al Museo del Fiore Sardo di Gavoi nell’ambito del Preludio del Festival Letterario Isola delle Storie di Gavoi. Il progetto espositivo ruota attorno all’opera scultorea  realizzata da Balka nel 2004 come omaggio a James Joyce e alla sua celebre opera Ulisse, concepita come riflessione paradossale e umoristica sull’esistenza umana.

Miroslaw Balka, 250x280x120 (Sweets of Sin), 2004. Ph. Ivan Capra

L’artista nel corso degli anni si è confrontato più volte con il rivoluzionario scrittore irlandese del XX secolo alla ricerca delle ragioni del reciproco fare artistico e di somiglianze biografiche, come ad esempio una comune matrice culturale fortemente cattolica. Centrale nella riflessione di Balka è il capolavoro di Joyce, Ulisse, monumentale e labirintico resoconto di una giornata, il 16 giugno 1904, in cui alcuni abitanti di Dublino incrociano le loro vite sviluppando una narrazione costruita mediante il monologo interiore.

Miroslaw Balka, artista di grande rilievo internazionale pone al centro del proprio lavoro temi storici e sociali in rapporto alla memoria collettiva, ponendo l’accento sulle vicende europee ed eventi autobiografici.

Le sue opere indagano il ruolo della figura umana mediante sculture create con materiali comuni che ne evocano la presenza in forma simbolica, rappresentando stanze, fontane, letti e sedute.

Miroslaw Balka, 250x280x120 (Sweets of Sin), 2004. Ph. Ivan Capra

Proprio da uno spunto dell’Ulisse prende nome l’opera di Balka presentata in mostra prende il nome dal titolo di un romanzo erotico, Sweets of Sin (Le dolcezze del peccato),  in cui figurano una moglie, un marito e un amante che Bloom compra per la moglie da un venditore ambulante. La scultura della fontana di whisky realizzata da Balka fonde tra loro con grande capacità evocativa molteplici elementi legati alla storia personale, letteraria e linguistica dello scrittore irlandese: dalla passione di Joyce per l’alcool al suo uso letterario della, dalle ore del riposo notturno a letto in una condizione di irrequietezza alla minzione dei personaggi di Bloom e Stephen alla fine di Ulisse.

Miroslaw Balka ha creato con quest’opera un omaggio non solo all’immortale figura letteraria di Joyce ma anche ai paradossi dell’esistenza, alle cadute e alle rinascite che caratterizzano la vita di ciascuno nel mondo, affidando così all’arte un messaggio di empatia e redenzione universale.

Immagine di copertina Guido Guidi, Orani, 07, 2011 – stampa cromogenica

Dettagli evento

Luogo:
Museo del Fiore Sardo, Gavoi (Balka) V ia Margherita 9- Via Sebastiano Satta 27 -Guidi- (Nuoro)
Date:
16/6/2019 (Balka) 21/6/2019 (Guidi) - 7/7/2019 (Balka) 20/10/2019 (Guidi)
Orario:
dal martedì alla domenica dalle 10.00 alle 19.00
Costo:
Intero MAN: 5 euro (over 25) Ridotto MAN: 3 euro (dai 18 ai 25 anni) Gratuito MAN: under 18 e prima domenica del mese per tutti
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