Dal 22 ottobre 2017 al 28 gennaio 2018 apre al Museo d’arte di Mendrisio, situato in Svizzera, la mostra intitolata “ Il paradiso di Cuno Amiet da Gauguin a Hodler, da Kirchner a Matisse”. Capolavori provenienti dalla Fondazione Amiet di Oschwand e da svariati tra i maggiori istituti museali della Svizzera: primo fra tutti il Kunstmuseum di Soletta, il quale possiede nelle sue collezioni, alcuni tra i più espressivi dipinti del pittore, seguito dal Kirchner Museum di Davos, il Kunstmuseum di Berna, il Kunsthaus di Zurigo, il Musée d’art et d’histoire di Friborgo, la Collection Pictet di Ginevra, l’AargauerKunsthaus, il Kunstmuseum di Olten, tra gli altri.

L’esposizione ci presenterà Cuno Amiet come artista e come persona, esplorando tutta la sua vita dal 1868 al 1961. Il ruolo centrale che troveremo all’interno del percorso sarà occupato dalla figura di Amiet in tutta la sua storia artistica svizzera, testimoniata da una decina di puntuali confronti con artisti del panorama contemporaneo europeo, da Paul Gauguin a Henri Matisse, da Giovanni Giacometti e Ferdinand Hodler a Ernst Ludwig Kirchner, da Alexej von Jawslensky e Marianne Werefkin ad August Macke, da Gabriele Münter a ErnstMorgenthaler, così da poter ricreare nelle sale il clima nel quale si è mossa l’intera carriera di Amiet.

Autoritratto con la moglie (Selbstbildnis mit Gattin)
1899, tempera su tela, 76 x 52 cm
Museo d’arte della Svizzera italiana, Lugano. Collezione Città di Lugano

Amiet, conosciuto come pittore, illustratore, scultore e grafico, fu il primo a dare la precedenza ai colori nelle sue composizioni , integrando così, per la prima volta, l’arte moderna in Svizzera. La sua formazione artistica ebbe inizio all’Accademia delle belle arti di Monaco di Baviera. Le sue opere, caratterizzate dalla ricerca del colorismo, ovvero la ricerca di colore come funzione espressiva fondamentale in pittura, si collocarono all’interno della corrente artistica predominante in quel periodo storico, ovvero l’Espressionismo.
L’Espressionismo è una tendenza dell’avanguardia artistica sviluppatasi nel Novecento, a cui possiamo attribuire sia una precisa collocazione temporale, ovvero 1905-1925 , sia una localizzazione geografica ben precisa , ovvero la Germania. La corrente artistica tedesca è un fenomeno culturale estremamente eterogeneo e articolato, che si manifesta non solo nella pittura , ma anche in altre forme d’arte, come la letteratura o la musica. L’Espressionismo costituisce il moto inverso dell’Impressionismo, ovvero dall’interno all’esterno, quindi dall’anima dell’artista verso la realtà , senza mediazioni né filtri. La natura era proiezione immediata di sentimenti e stati d’animo. Le tecniche che ritroviamo nella sua arte furono molto influenzate anche da Ferdinand Hodler.

La raccolta delle mele (Apfelernte)
1907, oliosutela, 100 x 100.5 cm
Kunstmuseum Solothurn, Schenkung Frau Monique Barbier-Müller in Erinnerung an ihren Vater Josef Müller, 1977

L’artista partì giovanissimo in compagnia di Giovanni Giacometti alla volta di Parigi e poi della Bretagna, dove visse l’esperienza Nabis a Pont-Aven sulle tracce di Gauguin, e dove si farà conoscere per le sue straordinarie qualità di colorista. Nei primi due decenni il suo lavoro si contraddistinse per la sua continua ricerca, per le innovazioni compositive scelte e per la nuova sperimentazione cromatica che lo rese famoso. Amiet era conosciuto, oltre per le caratteristiche presenti nella sua pittura, anche per i soggetti sempre improntati a un forte senso di armonia e serenità, come i suoi paesaggi, le sue figure e le sue nature morte. Influenzato dalla forte spiritualità, ripresa da Gauguin e dai Nabis, ricercando sempre una comunione tra uomo e natura e in parallelo all’esperienza francese dei Fauves vissuta all’insegna della gioia di vivere. Amiet sviluppa nel tempo, senza mai venirne meno, un proprio codice di valori positivi. L’artista riuscì a rimanere appagato dalla bellezza che gli riservava la natura, attraverso la manifestazione di luci e colori che lui stesso sperimentò, ricollegandosi alla base del movimento Impressionista.

Giovanni Giacometti legge alla finestra – Parigi (Giovanni Giacometti am Fenster lesend – Paris)
1890, olio su tela, 41 x 32.5 cm
Collezione privata

Gran parte della sua ispirazione proviene dal dipingere nella campagna bernese, a Oschwande, dove l’ambiente gli fornì figure, paesaggi e nature morte da ritrarre. Amiet si ritrova quindi nel pieno di questa corrente artistica, differenziandosi radicalmente dal suo amico, e collega, Hodler. Infatti, se Hodler è visto come l’artista che impersona l’identità artistica svizzera dello scorso secolo in area germanofona, Amiet può essere identificato, invece, come la figura di riferimento in area francofona.  Se da una parte, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento Hodler è portatore con il suo simbolismo di una secolare tradizione tedesca, Amiet può essere annoverato quale maggiore esponente svizzero di una tradizione francese impressionista e postimpressionista. Per un verso o per l’altro, entrambi sono da considerare i padri della pittura moderna svizzera.

Paradiso(Paradies)
1894-1895, tempera su tela, 102 x 95 cm
Collezione privata

Questi elementi sono uniti al ricordo di un paradiso terrestre, che è scandito dai rapporti umani, dal lavoro nei campi, dall’amore verso il prossimo e la famiglia, dall’immergersi dell’uomo nella natura.
La mostra può contare sulla collaborazione di tutti i principali musei: MASI, Lugano; Pinacoteca Casa Rusca, Locarno; Museo comunale di Ascona; Fondazione Braglia, Lugano, la quale ha acconsentito a prestare importanti capolavori delle proprie collezioni anche a completamento della sezione dedicata ai confronti tra la produzione di Amiet e quella contemporanea internazionale. La rassegna di Mendrisio, organizzata insieme alla Fondazione Amiet a Oschwand, si avvale della presenza nel Comitato Scientifico di Franz Müller, curatore del catalogo ragionato dell’opera di Cuno Amiet dagli esordi fino al 1960 per le edizioni ISEA/SIK, e di Aurora Scotti, tra i maggiori esperti di pittura italiana ed europea di fine secolo, entrambi autori anche di importanti contributi in catalogo. Questo sarà completato da un saggio di Simone Soldini, un testo sull’opera grafica a cura di Viola Radlach e dal consueto corpus di apparati a cura dei collaboratori scientifici del Museo d’arte Mendrisio.

 

ORARI E PREZZI

Museo d’arte

ma – ve
10:00 – 12:00 / 14:00 – 17:00

sa – do e festivi
10:00 – 18:00

Chiuso per allestimento. Prossima apertura 22 ottobre 2017

Entrata

10€ / ridotto: 8€

Gratuito:
scuole, ragazzi fino a 16 anni

Museo del Trasparente a Casa Croci

Mercoledì 12 aprile, Sabato Santo, Domenica e Lunedì di Pasqua
10:00 – 18:00

Giovedì e Venerdì Santo
10:00 – 20.30

Dal 18 aprile al 30 aprile

mercoledì, giovedì, venerdì, sabato e domenica
14:00 – 18:00

lunedì e martedì
Chiuso

Dal 2 maggio al 31 dicembre

giovedì e sabato
14:00 -18:00

lunedì, martedì, mercoledì, venerdì e domenica
Chiuso

Entrata gratuita

Casa Pessina

sabato e domenica
14:00 – 18:00

Entrata gratuita

 

© Foto di proprietà del Museo d’arte di Mendrisio

© riproduzione riservata