di Giorgia Mascara

La perfetta sinergia creata tra spettacolo, musica, tecnologia e arte è ciò che ha dato origine alla mostra Chagall. Sogno di una notte d’estate, presso il Museo della Permanente di Milano. La gigantesca installazione prodotta dal gruppo Arthemisia con la regia di Gianfranco Iannuzzi, Renato Gatto, Massimiliano Siccardi e Luca Longobardi per la colonna sonora, si basa sul principio delle cosiddette mostre immersive. Negli ultimi anni, questa tipologia museografica sta prendendo sempre più piede catturando l’attenzione di un numero continuamente crescente di visitatori.

Fotografia scattata all’interno dell’esposizione; al centro il celebre dipinto Compleanno di M. Chagall.

Il concetto di base è molto semplice: immergere il visitatore/spettatore all’interno del mondo dell’artista, catapultandolo in un’altra epoca e in un altro luogo, estraniandolo dal proprio contesto originario e infine sbalordirlo. Ma come riuscire a realizzare un effetto così efficace? Ed è qui che entra in gioco la tecnologia. Un sistema di videoproiezioni a 360° in cui lo spettatore è completamente avvolto dalle immagini riprodotte e scandite dalla musica, come in una sorta di viaggio onirico all’interno della mente e della poetica artistica di Chagall.

Sicuramente si tratta di un allestimento dal grande impatto emotivo e scenografico, che svincola lo spettatore da quella fruizione così rigidamente frontale di un allestimento più tradizionale, lasciandolo libero di fluttuare anch’egli nello spazio, accompagnato, come in un ballo senza tempo, dalle immagini dei massimi capolavori dell’artista russo e dalle colonne sonore che scandiscono i tempi del montaggio.

Fotografia di Giorgia Mascara, scattata all’interno della mostra-spettacolo “Chagall. Sogno di una notte d’estate”, 2017

Accanto alle opere pittoriche, per la maggior parte provenienti dalla collezione del Musée National Marc Chagall di Nizza, lo spettacolo mostra i suoi collages, le sue vetrate, i mosaici e tutta l’ampiezza del talento artistico di Chagall, in un tutt’uno che irradia lo spazio scenico di colori vivi e cangianti, caratteristici della sua pittura. Si snodano lungo tutto il percorso 12 macro sequenze: Vitebsk, piccolissimo villaggio russo in cui Chagall è nato, la vita, la poesia, i collages, la guerra, le vetrate, l’Opéra Garnier, Daphnis e Chloé, i mosaici, il circo, le illustrazioni per fiabe, la Bibbia. Le immagini lasciano trasparire in maniera estremamente libera, così come si sono sviluppati nei suoi lavori, i temi universali del suo genio creativo quali l’amore, la famiglia, le sue radici, umane e artistiche, i paesaggi, la musica.

Una dimensione sorprendente, capace di attrarre in maniera significativa un pubblico sempre più eterogeneo. Per poter cogliere appieno l’impatto di una mostra-spettacolo come questa non occorre più essere un esperto d’arte, un critico, un artista o un appassionato. L’unica lingua parlata da questa mostra è quella della percezione visiva e sonora, dunque l’unico sforzo richiesto al suo pubblico è quello di svuotare la propria mente e di lasciarsi trasportare ed emozionare.

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