di Chiara Teodonno

Con la sua storia millenaria (dalle fondamenta greco-romane e paleocristiane al barocco delle strutture di Cosimo Fanzango) la Basilica alla Pietrasanta, nella vivace Via dei Tribunali di Napoli, è l’affascinante cornice della mostra dedicata all’arte innovativa e decisamente anticonformista di Marc Chagall. La retrospettiva, realizzata dal Gruppo Arthemisia e curata da Dolores Duràn Ucar si avvale del prestito di numerose collezioni private, ed è articolata in cinque sezioni che toccano i temi più cari all’artista russo.

Innanzitutto la sua infanzia e i ricordi della sua terra d’origine. Dalle sue opere affiora, con profonda nostalgia, lo straordinario potere evocativo delle fiabe e delle tradizioni russe, dei racconti popolari ebraici e della letteratura yiddish. Lo stesso Chagall ricorda: “Partecipando a quell’irripetibile rivoluzione tecnica dell’arte in Francia, ritornavo col pensiero, per così dire, all’anima del mio paese. Ho vissuto voltando le spalle a ciò che avevo davanti. Ho portato i miei soggetti dalla Russia: la materia e Parigi hanno dato loro luce e forma.”

Marc Chagall – Villaggio russo, 1929 – Private Collection, Swiss © Chagall®, by SIAE 2019

È infatti nella Parigi del 1910, che Marc Chagall (Vitebsk, Bielorussia, 1887 – Saint Paul de Vence, Francia, 1985) si trasferisce appena ventitreenne, riuscendo con grande semplicità ad inserirsi nell’atmosfera culturale dinamica dei quartieri di Montmartre e Montparnasse. È qui che entrerà in contatto con i grandi esponenti delle avanguardie storiche dei primi del Novecento. Pur subendo il fascino di cubismo, fauvismo, surrealismo e orfismo, egli rivendicherà sempre la propria indipendenza artistica non aderendo mai a nessuno di quei movimenti. La Scuola di Parigi infatti, lungi dall’essere un movimento artistico unitario, si potrebbe piuttosto definire una condizione di vita e di pensiero, l’ambizione di un’arte libera e indipendente che ammette tutti i linguaggi e le tecniche.

Chagall prende in prestito il lessico del cubismo orfico e costruisce un mondo poetico e fantasioso; egli illustra in atmosfere fiabesche il proprio universo interiore fatto anche di profonda religiosità e senso del sacro.

Proprio l’educazione nell’osservanza delle tradizioni della sua religione si riflette nelle intense creazioni ispirate alla Bibbia che rivelano il suo senso dell’amore e della fratellanza. Nel percorso espositivo si susseguono alcuni degli episodi biblici più importanti come Davide e Golia, Mosè e Aronne davanti al faraone, La morte di Mosè e Il Passaggio del Mar Rosso. La realizzazione di queste opere è dovuta alla commissione del mercante Vollard che nel 1930 propone proprio Chagall di illustrare l’Antico Testamento. L’artista, che ha sempre definito il testo sacro come la “più grande fonte di poesia di tutti i tempi”, accetta e decide di intraprendere un pellegrinaggio in Terra Santa con l’amata moglie Bella Rosenfeld (sua costante musa ispiratrice) e la figlia Ida. È il viaggio in cui l’ebreo errante, l’eterno esiliato si ricongiunge alle sue radici. Sarà questo un momento fondamentale per la vita di Chagall che genererà una profonda riflessione sulla sua identità e una intensa comunione con la natura.

Un tema, questo della natura, che nel percorso della mostra è ben rappresentato dalle opere coloratissime delle composizioni floreali. A Parigi, come Chagall stesso diceva: “Bastava che aprissi la finestra della mia camera e vi entravano l’aria blu, l’amore e i fiori”. L’amore e i fiori sono proprio tra i topoi cari all’artista che li raffigura spesso insieme in scene che evocano il paradiso, attraverso le quali egli riesce a rendere efficacemente l’intensa esperienza emotiva dell’innamoramento, la sensazione per cui sembra di fluttuare nell’aria: “L’amore non è amore se non ci si sente ardere e volare”. Le sue stesse parole ci invitano a guardare le sue opere con gli occhi dell’amore, quello stesso sentimento che vi impresse uno stile inconfondibile e originale: “Com’è noto, un uomo buono può essere un cattivo artista. Ma uno che non è un grande uomo e pertanto neanche un uomo buono non potrà mai diventare un vero artista.”

Dettagli evento

Luogo:
Napoli Piazzetta Pietrasanta, 17-18 (angolo Via dei Tribunali)
Date:
15/2/2019 - 30/6/2019
Orario:
Tutti i giorni dalle 10:00 alle 20:00
Costo:
– intero: 14€ – ridotto: 12€
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