Nella città di Verona tornano le grandi mostre internazionali. Presso il Palazzo della Gran Guardia, situato proprio di fronte alla celebre Arena, in questi giorni è ospitata l’esposizione “Il tempo di Giacometti da Chagall a Kandinsky. Capolavori dalla Fondazione Maeght”.

Inaugurata lo scorso sabato 16 novembre 2019, la rassegna artistica – organizzata dal Comune e Linea d’Ombra, assieme alla Fondazione Marguerite e Aimé Maeght, con l’apporto del Gruppo Baccini – rimarrà aperta al pubblico fino a domenica 5 aprile 2020.

Femme oiseau Joan Miró

“Femme et oiseau” di Joan Miró, 1964, Fondazione Marguerite e Aimé Maeght © Claude Germain – Fondazione Maeght

La mostra

La mostra si articola tra circa un centinaio di opere di artisti diversi: si passa da Wassily Kandinsky a Georges Braque, da Marc Chagall a Joan Miró. Le sculture, i dipinti e i disegni esposti aiuteranno il visitatore ad immergersi nelle novecentesche atmosfere parigine. Ma come è ovvio che sia il vero protagonista è lo svizzero Alberto Giacometti, che con una settantina di suoi manufatti la fa indubbiamente da padrone.

Grazie ai prestiti della Fondazione Marguerite e Aimé Maeght è stato possibile allestire un piccolo spaccato artistico dello scultore svizzero, uno dei più importanti del XX secolo, mettendolo in relazione con altri artisti a lui contemporanei. Inoltre la mostra sarà un momento per rendere omaggio e rievocare le tappe di una storia affascinante: quella di Aimé e Marguerite Maeght, raffinati collezionisti e mecenati. Oggi la Fondazione, che porta i loro nomi, possiede una delle più ricche collezioni in Europa di dipinti, sculture, disegni e opere grafiche del XX secolo.

Isolément Wassily Kandinsky

“Isolément” di Wassily Kandinsky, 1930, Fondazione Marguerite e Aimé Maeght © Claude Germain – Fondazione MaeghtMaeght

«Giacometti è stato una delle mie primissime passioni nel campo dell’arte», dichiara Marco Goldin, il curatore della mostra. «Lo cercavo nei libri, nelle mostre e nei musei d’Europa. Ho immensamente amato dapprincipio i suoi disegni, diversi dei quali ho infatti scelto di portare in Gran Guardia. Poi i suoi quadri così sincopati, soprattutto le figure e le nature morte, anch’essi presenti a Verona, e naturalmente le celeberrime sculture». Conclude affermando di esser felice di poter «rendere omaggio a Giacometti in Italia con questa mostra così vasta, con opere che ne attraversano tutta la carriera, dal suo tempo giovanile in Svizzera alle sculture inaugurali attorno ai quindici anni fino alle prove surrealiste e a quelle, ormai facenti parte dell’immaginario collettivo, della maturità».

Indubbiamente i pezzi forte dell’esposizione sono “La donna in piedi”, del 1960, una scultura filiforme di circa 3 metri di altezza; e l’inconfondibile “L’uomo che cammina”, del 1960, senza dubbio l’opera più famosa ed espressiva di Giacometti. Ma non mancano neanche le opere meno celebri come i busti e le teste del fratello Diego, le sculture dei suoi cani e gatti, e le rappresentazioni liquefatte e quasi oniriche delle foreste.

L'homme qui marche Alberto Giacometti

“L’homme qui marche” di Alberto Giacometti, 1960, Fondazione Marguerite e Aimé Maeght © Claude Germain – Fondazione Maeght

 

L’artista

Chi era Alberto Giacometti? Senza dubbio è conosciuto come uno dei più talentuosi scultori del secolo scorso. Nacque a Borgonovo di Stampa, nel Cantone dei Grigioni in Svizzera, il 10 ottobre del 1901. Fin dalla giovinezza maturò una spiccata sensibilità artistica. Frequentò dapprima l’École des Beaux-Arts e l’École des Arts et Metiers di Ginevra. E dal 1920 fino al 1921 visitò l’Italia dove studiò dal vivo i grandi artisti del passato. Invece a partire dal 1922 si stabilì a Parigi per seguire i corsi dell’artista Antoine Bourdelle e dell’Académie de la Grande-Chaumière.

Dal 1925 al 1928 fu affascinato dal cubismo ma nel 1929 decise di aderire al movimento surrealista, movimento che lo segnò indelebilmente anche negli anni a venire. L’esperienza parigina gli permise di conoscere numerose e straordinarie personalità del mondo dell’arte come Mirò, Ernst e Picasso; e del mondo della letteratura come Prévert, Aragon, Eluard e Queneau.

Diego Alberto Giacometti,

“Diego” di Alberto Giacometti, 1960, Fondazione Marguerite e Aimé Maeght © Claude Germain – Fondazione Maeght

Durante il terribile periodo della Seconda Guerra Mondiale rientrò in patria e si stabilì a Ginevra. Ma già nel 1946 ritornò a Parigi, qui ritrovò suo fratello ed è da questo incontro che iniziò la fase artistica del Giacometti che ora conosciamo: una fase fatta di torsioni, stiramenti e allungamenti portanti all’eccesso, come a voler deformare non solo lo spazio ma anche il tempo.

Tra le numerose esposizioni in giro per il mondo nel 1962 arrivò finalmente il riconoscimento a coronamento della sua carriera: il Gran Premio della Scultura della Biennale di Venezia. Alberto Giacometti si spense nell’Ospedale di Coira, in Svizzera, nel gennaio del 1966 a causa di una malattia cardiaca e di una brutta bronchite cronica. Il suo corpo ora riposa nel piccolo cimitero della sua città natale, accanto ai suoi genitori.

 

Fonte immagini: le fotografie sono state reperite dall’ufficio stampa della mostra. I crediti dell’immagine di copertina e di tutte le altre sono di Claude Germain e della Fondazione Maeght.
Femme debout Alberto Giacometti

“Femme debout” di Alberto Giacometti, 1960, Fondazione Marguerite e Aimé Maeght © Claude Germain – Fondazione Maeght

Dettagli evento

Luogo:
Palazzo della Gran Guardia di Verona
Date:
16/11/2019 - 05/04/2020
Orario:
Da martedì a giovedì: 10.00 - 18.00
Da venerdì a domenica: 10.00 - 19.00
Mercoledì 25 dicembre: 15.00 - 19.00
Chiuso il lunedì e il 24 dicembre
Costo:
Intero: 14,00€ - Ridotto studenti: 11,00€ - Ridotto minorenni: 8,00€
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