Per alcuni anni avevo accumulato scarti di materiali che mi ossessionavano: pezzi di vetro, metallo e osso; un cranio umano; vecchie macchine da cucire; una varietà di polveri”

Il Metropolitan Museum of Art di New York ha allestito una grande retrospettiva dedicata a Irving Penn per celebrare il centenario della sua nascita. Scomparso nel 2009, il fotografo americano ha toccato i settanta anni di carriera.

Partito con una semplice collaborazione come illustratore per “Harper’s Bazaar”, è diventato uno dei maestri indiscussi della fotografia di moda, realizzando anche alcune delle copertine più famose di Vogue.

Irving Penn shot

White and black, 1990. (Irving Penn, The Irving Penn foundation)

“Irving Penn: Centennial”, dal 24 aprile, è una delle mostre più complete dedicata al fotografo.

Oltre ai primi scatti realizzati a New York, Sud America e Messico, vi sono esposte anche fotografie fino ad ora mai conosciute.

Lo sguardo del maestro ha catturato, con la sua sensibilità e acutezza, sia icone del secolo scorso da Truman Capote a Pablo Picasso, ma anche operai, commercianti, gente comune americana.

Il Metropolitan di New York cerca quindi di ripercorrere le tante serie a cui Irving Penn si dedicò, al suo studio sul bianco e nero, sempre alla ricerca di quel segreto di bellezza che si cela in ogni viso, espressione, identità. Egli sembra cogliere i momenti più intensi e sentiti dei soggetti da lui scelti, mantenendo sempre un certo equilibrio, un delicato rapporto tra classicità e innovazione.

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Con la sua costruzione spesso geometrica o con i tagli ricercati, Irving Penn voleva andare oltre, voleva cercare qualcosa di innovativo e lasciare il segno.

Il maestro prese poi il bianco e nero come una linea guida, un’attitudine da portare avanti.

Quella astrazione, quell’alone di sensualità e mistero in questo gioco di luce, ha prodotto figure plastiche, eteree. Quasi dei miti a cui poter aspirare.

Ovviamente il colore non è mai del tutto abbandonato in alcune serie di scatti. Inoltre quando usato colpisce per la sua radiosità.
Penn fu anche collezionista e ciò lo condusse ad indagare anche il campo delle nature morte, con diversi progetti, come gli Street Material, che catturano la vita ferma dei materiali di scarto.

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Ma ciò che più lo contraddistinse fu la sua capacità di immortalare splendide donne, pubblicandone i ritratti sulle maggiori testate di moda, da Kate Moss a Nicole Kidman, riuscendo a mescolare la femminilità più vera alla eleganza più ricercata. I voluttuosi nudi sembrano celebrare l’effimero ma anche dare il senso definitivo delle cose, la scandalosa verità della bellezza.

La regina della sezione moda è la ex ballerina, poi top model ed infine moglie dell’artista Lisa Fonssagrives-Penn. Un inno all’amore, che così scolpito sulla carta rimane imperituro e perfetto.

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