La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma si conferma ancora come uno degli spazi più dinamici e innovativi della scena culturale e artistica della capitale.

Ieri, lunedì 21 gennaio 2019, infatti, la Galleria ha aperto le sue porte a tutti in occasione dell’inaugurazione della mostra Joint is Out of Time, a cura di Saretto Cincinelli e Bettina Della Casa: un nuovo innesto che ridefinisce l’attuale allestimento della collezione permanente, rinnovandolo con le opere di 7 artisti contemporanei di provenienza internazionale e segnando così un’ulteriore evoluzione del progetto.

Inaugurazione di “Joint is Out of Time”, Scalone d’ingresso. Ph. Alessandro Mancini

Il titolo, che prende vita dalla mostra precedente, Time is Out of Joint, invertendo semplicemente gli elementi della frase, sembra instaurare una sorta di congiunzione fra i due progetti che si configurano quindi come momenti autonomi ma facenti parte di un unico processo: due momenti simultanei di un’operazione tesa a far emergere, contemporaneamente, da una parte la carica di forte innovazione custodita dalla prestigiosa collezione della Galleria e, dall’altra, il profondo significato che riveste la memoria nelle nuove opere in mostra.

L’inaugurazione di Time is Out of Joint, nell’ottobre del 2016, ha segnato l’apertura di un nuovo capitolo nella storia della Galleria diretta da Cristiana Collu attraverso un ampio processo di trasformazione, riorganizzazione e riallestimento delle collezioni del museo. L’esposizione, tuttora aperta al pubblico, è stata oggetto nel corso del tempo di numerose trasformazioni – varianti, aggiunte e sostituzioni di opere – che, modificando sottotraccia la morfologia della mostra, hanno portato in piena luce un progetto plastico, pensato sin dall’origine in continua modulazione.

Il nuovo progetto, Joint is Out of Time, riprende questo discorso ampliandolo, integrandolo e trasformandolo nuovamente, attraverso percorsi inediti e sperimentazioni audaci che permettono al visitatore di perdere cognizione di tempo e spazio, per lasciarsi trasportare dalle emozioni che suscitano le opere d’arte.

Disseminate in varie sale della Galleria, le opere di Elena Damiani (Lima, 1979), Fernanda Fragateiro(Montijo, Portogallo, 1962), Francesco Gennari (Pesaro, 1973), Roni Horn (New York, 1955), Giulio Paolini (Genova, 1940), e Jan Vercruysse (Ostenda, 1948 – Bruges, 2018) si intarsiano nel preesistente delineando l’emergere di un’inedita costellazione il cui disegno appare capace di iscriversi nel corpus di Time is Out of Joint.

L’obiettivo del nuovo progetto è quello di costruire nel già costruito una ‘mostra’ leggibile come una sorta di variazione in corso d’opera e capace di inserirsi in un contesto e di farlo ‘risuonare’, aggiungendo sfumature e tonalità diverse e complementari. Un format di mostra quindi dinamico e pulsante, che prevede interattività e curiosità conoscitiva da parte dei visitatori stessi.

L’inaugurazione non poteva che inserirsi all’interno di quest’atmosfera e offrire così sensazioni e spunti diversi: da performance di musica e canto live alla presenza di barbagianni in carne ed ossa che rimandano esplicitamente alla serie fotografica di Roni Horn. Il tutto associato alla possibilità di visitare liberamente l’intera collezione della Galleria, ammirare le affascinanti opere di Mimmo Rotella, esposte fino al 2 febbraio, e vagare fra le sue immense sale e lasciandosi guidare da suoni, colori e sensazioni.

Attraverso le opere di sette artisti, diversi per generazione e paese d’origine, Joint is Out of Time si propone, dunque, di rinnovare conservando.

Fernanda Fragateiro, “Forget me (not) after Otti Berger”, 2017

Ciò che distingue le precedenti “trasformazioni silenziose” di Time is Out of Joint da quelle che ora caratterizzano il nuovo progetto risiede nelle strette collaborazioni con gli artisti invitati. Elena Damiani e Fernanda Fragateiro hanno realizzato un’opera ad hoc per gli spazi espositivi della Galleria Nazionale, mentre Roni Horn e Francesco Gennari hanno collaborato attivamente alla definizione della loro presenza in mostra. L’artista belga Jan Vercruysse – scomparso prematuramente il 27 febbraio 2018 e molto legato all’Italia – è oggetto di un omaggio concertato con le figure a lui più vicine; Giulio Paolini coniuga la presentazione di un’opera concepita espressamente per uno degli spazi di accesso della Galleria con il riallestimento di due lavori esposti nel 1988 in occasione della personale che l’artista tenne nel Salone Centrale del museo.

Continua anche il lavoro di Davide Rivalta (Bologna, 1974) che, attraverso la presenza epifanica delle sue sculture leonine e la loro apparizione “fuori contesto” nell’habitat urbano, si misura con la complessità del tempo contemporaneo in relazione al tempo animale.

Un progetto di mediazione culturale in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Roma, inoltre, vedrà la presenza degli studenti negli spazi espositivi della Galleria, coinvolti nell’offrire al pubblico visite guidate e informazioni sulla mostra per tutta la durata di Joint is Out of Time.

Una convenzione con la Fondazione Bioparco di Roma, un luogo con cui il museo condivide il polmone verde di Villa Borghese, consentirà di ottenere una riduzione del biglietto di ingresso previa presentazione del biglietto della Galleria nelle giornate di sabato 26 e domenica 27 gennaio 2019.

Dettagli evento

Luogo:
Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, viale delle Belle Arti, 131 – 00197 Roma
Date:
22/01/2019 - 02/06/2019
Orario:
dal martedì alla domenica
8:30 - 19:30
Costo:
intero: € 10,00; ridotto: € 5,00