Lo scorso 7 ottobre Gaggenau e Cramum hanno inaugurato – con un vernissage in live streaming aperto a tutti – “Leda e il Cigno Nero”, prima personale milanese per l’artista internazionalmente nota Julia Bornefeld.

L’evento espositivo si inserisce all’interno del progetto artistico: “On-Air. Il Presente è il Futuro del Passato” ideato dal direttore artistico di Cramum, Sabino Maria Frassà, ed ospitato negli spazi espositivi di Gaggenau. Il progetto, articolato in più cicli di mostre, ha come finalità primaria quella di dar voce ad artisti con background formativi e modalità espressive differenti, ma accomunati da un unico denominatore: la capacità di instillare nello spettatore, tramite le loro opere, una riflessione sul concetto di contemporaneità. Finora i protagonisti del ciclo espositivo, iniziato a febbraio, entro il quale rientra l’intervento della Bornefeld sono stati Lorenzo Marini, Davide Tranchina ed Elena Modorati.

Il vernissage 

L’inaugurazione virtuale di “Leda e il Cigno Nero” si è rivelato un momento di cruciale importanza per due motivi principali: in primis perché ha consentito al pubblico di interfacciarsi direttamente con il curatore della mostra Sabino Maria Frassà e con l’artista, con la conseguente possibilità di porre delle domande ed instaurare un dibattito; in secundis perché la Bornefeld ha rivelato dettagli e aneddoti del suo modus operandi che permettono allo spettatore di comprendere a fondo il suo lavoro. A conclusione dell’evento online i partecipanti hanno avuto inoltre l’opportunità di accedere al tour virtuale della mostra, con la possibilità di muoversi negli spazi di Gaggenau in maniera molto realistica, visionando – con un semplice click del mouse – contenuti ed interpretazioni delle installazioni esposte. 

L’artista 

Classe 1963, Julia nasce a Kiel, Germania del nord. Compie gli studi presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia e l’Akademia Likovna Umjetnost di Lubiana.  Da oltre trent’anni lavora e vive in Italia. La particolarità della sua poetica risiede anzitutto nella capacità di abbracciare e fondere tecniche artistiche differenti (pittura, fotografia, video, danza, musica) con esiti che si avvicinano a tutti gli effetti a quelli delle arti performative, dove azione e spazio divengono essi stessi fulcro imprescindibile dell’opera. Primaria importanza nella creazione delle sue installazioni riveste spesso anche l’elemento luministico, come nel caso di “Copper Matrix” (2018) concepita dall’artista per il foyer del Museion di Bolzano e costituita interamente da monete da un centesimo connesse fra loro a formare un immenso lampadario spiraleggiante sospeso al soffitto del museo.  

Julia Bornefeld - Piume V

Julia Bornefeld, Senza titolo (Piume V), tecnica mista su monotipia, courtesy Galleria Antonella Cattani Contemporary Art, Cramum, Gaggenau

La poetica di Julia Bornefeld

Ma la costante più evidente, quel fil rouge che percorre nella sua interezza il catalogo artistico della Bornefeld – tracciando in esso una linea espressiva riconoscibile e ben definita – risiede nella voluta messa in scena di contrasti materico-formali (grande-piccolo; luce-ombra: bianco-nero; pesante-leggero). Tali dualità, alla stregua di pulsioni opposte e apparentemente antitetiche entrano in dialogo tra loro, originando risultati inediti densi di stratificazioni semantiche profonde, correlate quasi sempre ad un contenuto esistenziale. La percezione fisica dell’opera risulta spesso, inoltre, enfatizzata dagli ampi formati, che sorprendono l’osservatore e si impongono nello spazio alla stregua di veri e propri monumenti.

Come ribadito dall’artista stessa in occasione del vernissage, i contrasti formali e materici corrispondono metaforicamente ad emozioni contrastanti –  talora delicate, talora impetuose – che il suo iter creativo mira ad armonizzare. 

Leda e il cigno nero 

In quest’occasione, la riflessione della Bornefeld si concentra e si snoda partendo dal concetto di resilienza. Un termine spesso abusato ma che forse mai come ora – considerata la fase di allerta pandemica che stiamo attraversando –  risulta attuale. 

Molte delle opere esposte sono state concepite dall’artista ad hoc proprio durante il lockdown. Tali lavori rimandano simbolicamente non solo al particolare momento storico che stiamo vivendo, ma anche all’inarrestabile flusso dell’esistenza stessa. Un esistenza costellata da eventi imprevedibili, battute d’arresto, indeterminatezza, ma anche di nuovo coraggio, volontà di lottare e di non soccombere di fronte alle avversità. 

“Il nostro vivere è un inarrestabile viaggio senza alcuna meta prestabilita. L’unica cosa che possiamo fare è imparare a viaggiare con valigie leggere e con un ombrello che ci protegga permettendoci di continuare a camminare”

dichiara l’artista stessa, ed infatti la mostra prende avvio proprio con l’allestimento di una sala d’attesa in cui sono esposte valigie nere ricolme di candide piume bianche, metafore del viaggio esistenziale che ognuno di noi sta compiendo con il proprio bagaglio, più o meno pesante.

Julia Bornefeld - Uovo

Julia Bornefeld, uovo, courtesy Galleria Antonella Cattani Contemporary Art, Cramum, Gaggenau, Foto ©Francesca Piovesan

L’attualità particolare e la valenza generale delle opere di Julia Bornefeld

Ecco che l’episodio mitologico di Leda e il Cigno nero, viene ripreso per figurare allegoricamente il periodo storico che stiamo vivendo: Leda diviene il simbolo di un’umanità che di fronte al trauma inatteso rappresentato dal Covid – simboleggiato dal cigno nero – riesce a reagire, a non arrestarsi, ad andare avanti. 

Così gli oggetti esposti, caratterizzati da un forte richiamo al quotidiano (valigie, ombrelli) e ad immagini archetipiche (uova, piume) celano dietro alla loro apparente semplicità messaggi dall’alto valore esistenziale

In mostra, oltre agli oggetti, sono esposte anche pitture in bianco e nero che hanno per soggetto ancora una volta le piume – interpretabili come un anelito alla leggerezza e alla libertà di fronte a situazioni di vita gravose e complesse da affrontare – o le uova: “contenitori” di un contenuto non ancora rivelato, custodi misteriose di significati ancora incerti. 

Elemento fondamentale per una corretta lettura e comprensione delle opere di Julia Bornefeld costituisce anche l’apertura e la compartecipazione da parte dell’osservatore stesso. Opere così cariche di significati presuppongono infatti che chi vi si accosta sia in grado di guardare in profondità – al di là della pura materia  per scoprire il contenuto da essa veicolato. Solo in questo modo il fruitore riuscirà a carpire le tensioni emotive che hanno determinato l’opera e a rispecchiarsi in essa, lasciando che la propria individualità vi riconosca un riflesso del proprio vissuto esistenziale.

 

Segui l’artista su instagram: https://www.instagram.com/juliabornefeld/?hl=en 

Dettagli evento

Luogo:
Gaggenau DesignElementi Hub Corso Magenta 2 - Milano
Date:
08/10/2020 - 13/11/2020
Orario:
La mostra è aperta al pubblico su appuntamento contattando: infocramum@gmail.com
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