La Royal Academy di Londra ospita, dal 4 novembre al 3 febbraio del prossimo anno, un’esposizione che vede protagonisti i due artisti più rinomati di una stagione dinamica ed estremamente feconda della storia austriaca, ovvero quella della secessione.

Non si sa con precisione quando sia avvenuto l’incontro tra l’avanguardista, geniale Gustav Klimt (1862-1918) e il giovane talentuoso Egon Schiele (1890-1918) ma per certo si può affermare che i due abbiano rivoluzionato, per mezzo della loro abilità, il linguaggio artistico della prima parte del ventesimo secolo. La mostra londinese, suddivisa in cinque differenti sezioni, raccoglie un centinaio di preziosissime opere cartacee dei due artisti: disegni allegorici, disegni paesaggistici, autoritratti, ritratti e rappresentazioni erotiche.

Fondamentale e imprescindibile, l’attività del disegno ha costituito, nelle vite di Klimt e Schiele, un proficuo punto di contatto e di dialogo, un fil rouge che presso la Royal Academy viene egregiamente valorizzato in nome della comprensione del cosiddetto Gesamtkunstwerk, termine coniato da Trahndorff e traducibile come l’opera d’arte totale.

Nel percorso espositivo una grande importanza è conferita ai ritratti, identificabili nella produzione dei due come una compiuta manifestazione artistica capace di esplorare in profondità la complessità dell’essere umano. Sebbene in Europa, all’inizio del nuovo secolo, si prediligesse l’emergente tecnica fotografica, a Vienna rimase in auge la ritrattistica: l’osservazione dei soggetti preferiti di Klimt e Schiele, uomini e donne della borghesia, permette ad oggi di rivivere l’atmosfera austriaca in maniera estremamente suggestiva.

E proprio dai ritratti e dai disegni erotici emerge quel senso di modernità che andava propagandosi in un momento cruciale della storia europea, strettamente connesso anche al tema dell’identità: basti pensare che Vienna era anche la città dove Sigmund Freud, nel 1905, cominciava a pubblicare saggi sulla sessualità, in un clima fervente di ricerca scientifica e di mutamento sociale.

«Klimt and Schiele drew naked and semi-clothed bodies in complicated poses and from usual perspectives, often using strong geometric placements on the page. While Klimt’s nudes are often lost in sensuous abandon, Schiele’s drawings impose a rapport between model and viewer through direct gazes or provocative poses that challenge a simple voyeuristic enagement»

English version

Works on paper by Gustav Klimt and Egon Schiele are exposed in the Royal Academy of London in the centenary of their disappearance, thanks to the cooperation between the British institution and the Albertina Museum of Vienna.

From November 4th until February 3rd, the Royal Academy of London hold an exhibition on the two most famous artists of the Austrian history dynamic season of the secession. It is still not clear when the avant-guardist, genial Gustav Klimt (1862-1918) met the talented young Egon Schiele (1890-1918), but it is certain that the encounter between the two artists revolutionized the artistic language of the twentieth century. The London exhibition is divided into five sections and brings together the hundred most important works on paper of the two artists, related during their lives by a very important artistic relationship. Allegories, portraits, landscapes and erotic nudes bring the visitors back in the early modern Vienna, where Klimt and Schiele propagated their creativity and talent.

The greater emphasis is given to portaits and erotic drawnings: although in Europe, at the beginning of the new century, the emergent photographic technique was the favorite one, in the city of Vienna portaiture was still being the preferred artistic type of representation. Through the observation of Klimt and Schiele’s work, and their sketches subjects, visitors are once again projected into the Austrian magic atmosphere of these years in an extremely suggestive way.

 

Photo credit: ©Federica Santoni 
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