Dal 19 luglio al 3 novembre è possibile visitare la mostra “Kronos e Kairos. I tempi dell’arte contemporanea”, inserita nella cornice degli splendidi spazi verdi del colle Palatino. Il percorso, all’interno del Parco Archeologico del Colosseo, prevede l’esposizione di 15 opere di arte contemporanea di altrettanti artisti italiani e internazionali invitati a partecipare, i quali hanno rielaborato o creato le loro opere in funzione del luogo: un’area archeologica particolarmente carica di grandiosi segni del passato, importante condizione di confronto.

Gli artisti in mostra
Nina Beier – Catherine Biocca – Fabrizio Cotognini – Dario D’Aronco – Rä di Martino – Jimmie Durham – Kasia Fudakowski – Giuseppe Gabellone – Hans Josephsohn – Oliver Laric – Cristina Lucas – Matt Mullican – Hans Op de Beeck – Giovanni Ozzola – Fernando Sánchez Castillo.

Il titolo della mostra ci rimanda ai concetti greci legati alla tematica del tempo, usati in questo contesto per tessere un legame con l’ambito artistico contemporaneo. Appartenente ai grandi topos della letteratura mondiale, sempre attuale risulterà la tematica relativa al tempo e alle discrasie temporali, un eterno tema su cui ogni generazione spende energie.

Questi interventi di arte contemporanea ricercano quindi un dialogo con i monumenti straordinari della classicità, in una simbiosi non sempre riuscita in grado di superare le barriere del tempo. Ogni essere umano difatti si pone tale quesito nella vita, che cosa sia il tempo e di conseguenza come poter rendere proficuo l’interrogativo affinché acquisti una dimensione qualitativa tale da poterne beneficiare nelle nostre vite. Tutte le esperienze che viviamo e racchiudiamo nella nostra memoria, che siano esse azione o emozioni, racchiudono ineluttabilmente in sé i concetti di principio e fine, tra i quali scorre il flusso ininterrotto di attimi che chiamiamo tempo. A tal proposito gli antichi Greci declinavano il concetto stesso di tempo in tre distinte varianti con ognuna un proprio significato. Aion era il tempo assoluto, dio e simbolo di eternità trascendente, spesso assimilato al Cosmo e ricordato come massima potenza celeste, immobile e immutabile, dallo stesso Aristotele. Kronos e Kairos, si contrapponevano nel mutevole mondo degli uomini e scandivano le loro azioni. Kronos è il tempo in movimento, la sequenza cronologica e logica, il susseguirsi dei minuti, delle ore, secondo una scansione prevedibile e puramente quantitativa. Kairos rappresenta invece la qualità del tempo, l’attimo propizio che emerge dal fluire indistinto delle cose, come un’occasione favorevole o il tempo dell’azione opportuna. L’arte diventa in questo senso uno strumento fondamentale, la chiave di volta nel passaggio dal tempo della quantità a quello della qualità e della scelta. Si tenta quindi di rimettere nelle mani dell’arte la salvezza di una bellezza ideale, dotando gli uomini di uno strumento per combattere l’abbraccio mortale di Kronos, visto in questo senso come il tempo dissipatore, rovina di tutte le cose, per restituirlo infine alle cure di Kairos, costituendo l’archetipo del momento perfetto, in cui l’atto creativo emerge dal fluire anonimo del tempo e si distilla in un soffio eterno.

L’esposizione “Kronos e Kairos”, curata da Lorenzo Benedetti, scaturisce da un importante accordo di collaborazione tra Parco archeologico del Colosseo e Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane. Ed è proprio questo dualismo a rendere peculiare un progetto nato dalla cooperazione tra due realtà, seppur differente è la categoria culturale, in cui condivisa risulta la strategia di valorizzazione e promozione del patrimonio italiano. In tal senso, la Direzione Generale è consapevole che l’arte contemporanea è spesso il risultato di una costante speculazione sulla Storia.
Non è la prima volta che ritroviamo opere di arte contemporanea inserite all’interno di questa fastosa cornice, ve ne abbiamo dato un assaggio qui, e l’intento proposto è stato di creare interventi che riuscissero a dialogare con un sito archeologico estremamente importante per la nostra coscienza storica, ricco di memoria e arte, un assoluto gioiello dell’umanità. Risulta quindi d’obbligo riflettere sulle opere presentate nell’esposizione, al loro legame con una tale cultura, alla loro forma, al messaggio che veicolano e a come questo viene condensato a vantaggio dei visitatori nei depliant e nei pannelli illustrativi. Un risultato che non ci lascia pienamente convinti.

La mostra è diventata anche l’occasione per l’ideazione di un progetto educativo di mediazione culturale didattica rivolto al pubblico. Dal 19 al 21 luglio e dal 1 settembre  al 3 novembre alcuni studenti provenienti dai corsi di studi in storia dell’arte dell’Università di Roma Sapienza, che hanno seguito un apposito percorso formativo centrato su tematiche museologiche, storico-artistiche e metodologiche sulla didattica dell’arte contemporanea, saranno presenti nell’area archeologica del Palatino per costruire un dialogo con i visitatori, rispondere alle loro domande e stimolare la fruizione attiva delle opere d’arte: un progetto innovativo che rimette al centro il ruolo sociale della cultura in grado di elaborare e costruire conoscenza in qualunque età.

 

 

Dettagli evento

Luogo:
Parco Archeologico del Colosse, Palatino
Date:
19/07/2019 - 03/11/2019
Orario:
19 luglio - 30 settembre dalle 10.00 alle 17.00 1 ottobre - 3 novembre dalle 9.00 alle 16.00
Costo:
Intero € 12.00 valido per Colosseo, Foro Romano e Palatino
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