Le bellezze artistiche italiane sono continuamente sottoposte a furti, vandalismi e danneggiamenti dovuti a eventi naturali disastrosi ma anche alla mano dell’uomo. L’arte negata, mortificata e distrutta da guerre, furti e catastrofi come i terremoti, può, nonostante tutto, rinascere dalle macerie come la fenice, tornando al suo originario splendore grazie alla volontà, l’impegno e la capacità dell’uomo nel ricomporre e ricostruire la propria identità attraverso l’arte.

In occasione dell’anniversario della Festa della Repubblica (02/06/1946), i Musei Capitolini celebrano l’impegno da parte dello Stato rappresentato dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale per la costante attività di ricomposizione e ricostruzione del patrimonio culturale italiano.

La mostra La bellezza ritrovata. Arte negata e riconquistata in mostra ha l’intento d’evidenziare e attualizzare l’impegno delle istituzioni a favore dell’arte esponendo importanti testimonianze artistiche che, a causa di eventualità non sempre chiari, sono state, per un periodo molto lungo,  spesso dimenticate nei depositi o in altri contenitori non accessibili al pubblico e negate alla fruizione pubblica.

L’esposizione è costituita da tre sezioni distinte:
La prima sezione riguarda le opere recuperate a seguito di furti  e presenta alcuni dipinti di proprietà del Museo Nazionale San Matteo di Pisa.

La seconda sezione riguarda invece le opere salvate e provenienti dal territorio marchigiano colpito duramente dagli eventi devastatori dello scorso agosto. I manufatti provengono in parte dalla collezione dei Musei di Force e Comunanza, chiusi al pubblico per i danni ricevuti a causa del sisma e in corso di ristrutturazione.

Nicola da Monteforte 1311, Grifo, marmo, Benevento, Museo Diocesano

La terza sezione punta i riflettori su un tema purtroppo di grande attualità, ovvero, i danni provocati al patrimonio artistico dalla stessa mano dell’uomo, in particolare dai confitti tra il popolo e principalmente dalle guerre – per il territorio italiano, più precisamente, la Seconda Guerra Mondiale, partendo dall’esempio di quanto accaduto al patrimonio di Benevento. Come fatto esemplare, si ricorda il caso della Cattedrale della città, colpita dalle bombe degli alleati nel 1943 e resa quasi completamente irriconoscibile, di cui restarono in piedi soltando la facciata e il campanile.

Nicola da Monteforte 1311, Leone, marmo, Benevento, Museo Diocesano

L’evento vuole anche sottolineare il quotidiano impegno da parte del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale che opera con dedizione e capacità alla ricomposizione e ricostruzione del patrimonio culturale italiano. L’esposizione infine offre l’interessane opportunità per i Carabinieri di creare e sviluppare nel pubblico il sentimento del valore dei beni culturale, della loro importanza come valore fondante di un popolo, nonché del grave pericolo che il furto, gli scavi clandestini e le esportazione illecite rappresentano per il patrimonio culturale di una nazione.

 

©Photo credit: http://www.museicapitolini.org

Dove: Musei Capitolini, Sale Terrene di Palazzo dei Conservatori.

Quando: Dal 2 giugno al 26 novembre 2017.
© riproduzione riservata