Ci vuole una premessa per questo articolo…

Artwave è un portale di arte, aperto ad ogni sua forma ed ogni suo aspetto. Qui non si discrimina né si critica ciò che il mondo artistico ci propone, e il nostro compito è divulgarlo a tutti voi, in modo che voi possiate apprezzarlo. Tutto ciò per ribadirvi che non ci consideriamo dei “puristi” o dei tradizionalisti, anzi ben vengano le avanguardie, ma…Discutendo in redazione, qualcosa ci lascia ancora perplessi e non riusciamo a dare risposta a questa domanda: è possibile apprezzare, o anche disprezzare, un’opera d’arte senza averla veramente davanti a sè?

Fonte: Regione Piemonte

Come potete immaginare anche dal titolo, il riferimento va alle mostre multisensoriali che ultimamente stanno spopolando in Italia, dopo aver già attraversato mezzo mondo. Da Van Gogh a Leonardo da Vinci, viaggiando tra artisti di epoche diverse, questo genere di esposizioni racconta le opere d’arte senza però averle fisicamente davanti agli occhi. Ologrammi e megaschermi, melodie e profumi nell’aria, allestimenti di scenografie, che riprendono l’immagine dei quadri, sono gli strumenti solitamente utilizzati per ricreare le emozioni che l’osservatore prova di fronte ad un dipinto materiale.

Eventi di questo tipo, che danno la possibilità alle persone di essere attive nella fruizione dell’arte, richiamano l’attenzione  anche degli allergici al museo e soprattutto, accolgono le categorie di turisti anche più particolari, come i bambini o le persone affette da disabilità. In particolare ai non vedenti viene offerta l’occasione di poter vivere in modo inconsueto i grandi capolavori dell’arte, potendo toccare oggetti e materiali che furono necessari per la creazione dell’opere, condividendo lo stesso tipo di esperienza con gli altri visitatori.

Fonte: LifeGate

Eppure, il dettaglio a grandezza umana proiettato su uno schermo, come la coppa di vino nella mano del Bacco di Caravaggio, con le onde che si espandono verso le pareti di vetro, potrebbe mai eguagliare la meraviglia, la sete che sorge quando ci si sofferma davanti a quello originale degli Uffizi? Come si può comprendere la fisicità, la cruenza, la veridicità delle tele del Merisi se non le si ha davanti? A vedere però l’abbondante affluenza presso la Citroneria Juvarriana della Reggia di Venaria, a queste domande non ci pensa proprio nessuno! Dal 18 marzo la gente accorre nella splendente residenza Sabauda per sentirsi almeno un po’ protagonista dei quadri del Caravaggio, grazie alla Caravaggio experience”.

Le 57 opere riprodotte ricalcano tutta la carriera del maestro milanese, gli scenari della sua vita e le fasi più  significative del suo percorso come artista e uomo. Avrete la possibilità di immedesimarvi nella terrificante “Medusa” o di giocare a carte come i giovani truffatori de “I bari”. Annuserete il profumo della frutta fresca provenire dal “fanciullo con canestro” e navigherete le stesse acque che dovette affrontare lui. Come colpiti da un incantesimo, si viene rimpiccioliti e spediti in tante altre dimensioni, rivivendo le gesta di personaggi realmente esistiti o mitologici, avendo la sensazione per 50 minuti di essere personaggi di molti dei suoi quadri.

Emerge quindi il vero scopo dell’esperienza, ovvero imprimere nelle menti delle persone l’operato di un artista, senza però riempirle come vasi di nozioni, modellando  invece l’esperienza del genio italiano su quella personale di ognuna di esse. Un’idea effettivamente innovativa che potrebbe rivoluzionare in futuro il modo di vivere il museo ed in generale l’arte! Nonostante ciò dobbiamo però ricordare che se questi tesori hanno viaggiato per secoli fino a noi, dipende dal fatto che è stato riconosciuto loro un valore che va oltre ogni prezzo e ogni opinione. Questo valore risiede nelle tele impregnate di colore, nelle pennellate dell’artista, nelle sue mani, e tutto questo lo si può cogliere solamente osservando i quadri nella loro concreta fisicità.

Foto di Flàvia Cardoso

Ebbene per rispondere alla domanda posta all’inizio: no, è impossibile. Così come un libro di storia dell’arte, per quanto dettagliato nei commenti, non potrà mai davvero suscitare in voi una sincera reazione riguardo le opere trattate fino a che non le vedrete di persona, allo stesso modo un’esposizione, seppur scenica, non potrà mai farvi dire:”Ho visto davvero quel dipinto!”.

Ma questo è solo l’umile parere di una redazione appassionata di arte. Ci basta una sedia di fronte al quadro per essere felici. 

 

Per maggiori info su “Caravaggio Experience” visitate il sito: http://bit.ly/2jvsOhu