di Chiara Teodonno

Quando nel 1653 il mercante e collezionista di Anversa Jan Vandeneynden acquistò il palazzo di via Toledo approfittando delle difficili condizioni economiche dell’allora proprietario Francesco Zevallos, fu attirato da quella vivacità culturale ed economica che contraddistingueva Napoli nei primi anni del Seicento. Capitale del Viceregno, essa fu un importante crocevia di artisti, mercanti e finanzieri provenienti da ogni parte d’Italia e dall’estero. Fu qui che la famiglia fiamminga dei Vandeneynden, anch’essi sudditi del re di Spagna, iniziò una ragionata e curata ascesa sociale, partendo dall’acquisto della nobile dimora nel centro napoletano e del feudo di Castelnuovo con il titolo di marchese per il primogenito Ferdinand.

Mattia Preti – San Giovanni Battista predica davanti a Erode Foto di Chiara Teodonno

Jan curò l’immagine pubblica della propria famiglia anche con l’acquisto di opere d’arte dando così inizio a quella che sarebbe diventata una delle più importanti collezioni napoletane dell’epoca. Questa straordinaria attività fu possibile grazie anche agli stretti legami di parentela dei Vandeneynden con alcuni dei più importanti artisti fiamminghi contemporanei impegnati attivamente nel mercato dell’arte, tra cui i Brueghel e i de Wael. Magnifiche opere di celebri artisti furono custodite in una eccezionale raccolta nelle mura del Palazzo Zevallos scelte e acquistate da Jan Vandeneyden anche dietro consiglio del socio, il raffinato collezionista e mercante di opere d’arte Gaspar de Roomer, anch’egli originario di Anversa stabilitosi a Napoli per affari.

Luca Giordano – Nascita di Venere,dettaglio. Foto di Chiara Teodonno

Fu proprio de Roomer a donare alla moglie di Ferdinand il capolavoro di Aniello Falcone Riposo nella fuga in Egitto, la cui pittura luminosa e serena è influenzata dal maestro francese Poussin che con la sua preziosa Sacra Famiglia con Giovannino, oggi al Metropolitan Museum of Art di New York, ha contribuito ad aggiungere uno dei pezzi fondamentali della raccolta.

Tra i dipinti più celebri vi erano senz’altro il Banchetto di Erode di Rubens e Il sileno ebbro di Jusepe de’ Ribera, molti esemplari di Luca Giordano, Mattia Preti, Salvator Rosa, Guercino, Anthony van Dyck, Jan Brueghel e Jan Miel. Nel 1674 alla morte di Ferdinand Vandeneyden, che aveva sposato la nobile senese Olimpia Piccolomini, il suo prezioso patrimonio fu dapprima sotto la tutela della vedova e in seguito suddiviso alle figlie, per le quali il padre aveva combinato matrimoni con importanti esponenti della nobiltà locale.

Giovanna, la primogenita, che sposò nel 1688 Giuliano Colonna principe di Galatro, Sonnino e dal 1716 di Stigliano, è la sola della famiglia Vandeneyden di cui è pervenuto un ritratto in pendant con il marito. Fu lei ad ereditare il Palazzo di via Toledo e circa una settantina di opere che si aggiunsero alla collezione di Giuliano, rendendo quella del principe Colonna di Stigliano (a cui si riferisce il titolo della mostra) una delle raccolte più straordinarie sullo scenario napoletano ed internazionale.

Peter Paul Rubens – Banchetto di Erode foto di Chiara Teodonno

La mostra curata dal direttore Antonio Ernesto Denunzio e che vede la presenza come consultant curator di Gabriele Maria Finaldi, direttore della National Gallery di Londra, vanta la collaborazione di numerosi collezionisti privati e di musei statali, internazionali che hanno accettato di prestare alcuni dei capolavori appartenenti alle proprie collezioni permanenti, tra cui la Pinacoteca di Brera di Milano, i Musei Capitolini di Roma, le National Galleries of Scotland di Edimburgo, il Museo Nacional del Prado di Madrid, il Fitzwilliam Museum di Cambridge e il Museum of Fine Arts di Huston, .

Un importante lavoro di ricerca dunque quello che ha permesso di ricostruire dopo oltre tre secoli l’antica collezione prima che essa venisse frammentata in tutta Europa con l’intento di riportare nei luoghi dove a lungo furono custoditi molti dipinti che ad essi appartennero.

Come precisa Michele Coppola, Direttore Centrale Arte, Cultura e Beni Storici di Intesa Sanpaolo: “I capolavori in mostra celebrano il respiro europeo dell’arte e del collezionismo di fine Seicento a Napoli, confermando il forte legame della nostra banca con il territorio e il ruolo delle Gallerie d’Italia quale luogo di riferimento culturale, sempre più significativo, per la città”.

Dettagli evento

Luogo:
Gallerie d’Italia – Palazzo Zevallos Stigliano Via Toledo 185, Napoli
Date:
6/12/2018 - 7/4/2019
Orario:
Da martedì a venerdì dalle 10:00 alle 19:00 Sabato e domenica dalle 10:00 alle 20:00
Chiuso il lunedì
Costo:
intero: 5€ ridotto 3€