Pirelli HangarBicocca, si sa, è da sempre abituato a stupirci. Dalla sua apertura nel 2004 ci ha presentato esibizioni e mostre di arte contemporanea che ci hanno stupefatto e che ci siamo divertiti a condividere su tutti i social network. Come dimenticare la recente mostra di Cerith Wyn Evans. Ora, con la presentazione di the eye, the eye and the ear di Trisha Baga (in mostra fino al 19 luglio) promette di fare lo stesso.

Quella di Milano è infatti la prima esposizione in un’istituzione italiana dell’artista e l’allestimento, curato da Lucia Aspesi e Fiammetta Griccioli, ne ripercorre la produzione: dal suo primo lavoro There’s No “I” in Trisha (2005-2007) al più recente 1620 (2020) realizzato per l’occasione.

La mostra

La prima cosa che i visitatori vedranno entrando nello spazio espositivo è una scritta: si tratta di ORLANDO (2015-2020), un estratto dalla prefazione del libro Half Mile Down del 1934 del naturalista William Beebe e centra l’attenzione sui possibili difetti di stampa del volume. Baga ha però sostituito alla parola “book” (libro) il termine “man” (uomo), dando vita a uno scambio di identità tra essere umano e oggetto, mettendo in relazione il corpo umano con artefatti materiali. Come titoli di testa e di coda dell’esposizione, la scritta è riprodotta invertita anche all’uscita dello spazio.

Situato subito dopo l’ingresso, il corridoio geologico dell’evoluzione dei manufatti della civiltà, così viene definito da Trisha Baga, si presenta come una raccolta di oltre trenta ceramiche, realizzate dall’artista dal 2015 a oggi. Figure della cultura pop, come la drag queen e personaggio televisivo RuPaul, dispositivi elettronici, come proiettori di diapositive o microscopi, sono i soggetti di queste sculture, che appaiono quasi fossilizzati nella ceramica e posti su plinti: elementi della vita quotidiana dell’artista e tracce del presente e del passato diventano ironicamente reperti da esporre nei musei.

Trisha Baga
RuPaul: Calcified Encasing for Virtual Assistant, 2018 Ceramica smaltata; 42.5 x 52.1 x 41.9 cm
Courtesy dell’artista e Greene Naftali, New York

Sul lato opposto Baga colloca la nuova opera realizzata in occasione della mostra in Pirelli HangarBicocca, 1620 (2020). Questa video installazione si ispira alla leggendaria Plymouth Rock, che rappresenta simbolicamente lo sbarco dei Padri Pellegrini e l’origine degli Stati Uniti d’America. Come dichiara l’artista:

1620 è un racconto impressionistico di fantascienza, in cui Plymouth Rock viene reimmaginata come una fonte di “narrative stem cells” (cellule staminali narrative) nelle mani di genetisti, che studiano i difetti radicati nella storia dell’America. Baga impiega il mezzo cinematografico per ripercorrere le vicende immaginifiche della mitica roccia e delle sue ripetute frammentazioni nel corso dei secoli, tracciando allo stesso tempo un parallelo storico-culturale con quelle del suo paese.

Il centro dello spazio espositivo è dedicato a due installazioni che hanno definito il lavoro di Trisha Baga, There’s No “I” in Trisha (2005-2007/2020), il suo primo video, e Madonna y El Niño (2010). Nella prima opera un salotto, che imita il tipico set delle commedie americane, accoglie i visitatori, mentre su un monitor viene trasmessa una sitcom interpretata dall’artista. Il video riprende alcune delle caratteristiche di questo genere, risate registrate di sottofondo e personaggi stereotipati, per mettere in scena una riflessione sui ruoli di genere, sulla sessualità, sulle norme sociali che li regolano e sulla loro rappresentazione da parte dei media.

Il titolo della seconda installazione, dà origine a molteplici rimandi, da una parte l’iconografia cristiana della Madonna con il bambino, dall’altra la cantante Madonna e il fenomeno climatico El Niño. Il lavoro evidenzia l’interesse di Baga per la cultura pop e gli eventi atmosferici, creando un legame tra l’evoluzione linguistica e visiva della carriera di Madonna con il ciclo dell’acqua. Inoltre, di fronte allo schermo è posizionata una palla da discoteca, che frammenta e riflette i pixel del video per simulare gli effetti dei mutamenti climatici provocati da El Niño.

A concludere questo percorso nelle installazioni video dell’artista viene presentato uno dei lavori più recenti, Mollusca & The Pelvic Floor (2018). Vicina al linguaggio tipico dei film di fantascienza holliwoodiani, come Gravity e Contact, l’opera si presenta come un viaggio la cui trama è fitta di incursioni tra il reale e il virtuale. Mollusca è il nome omofono con cui l’artista chiama Alexa e la loro relazione è simbolo di metamorfosi e di contatto tra specie diverse.

L’artista

Trisha Baga (Venice, Florida, 1985, vive e lavora a New York), americana di origini filippine, è tra le artiste e video maker più innovative della sua generazione. Nelle sue opere, infatti, combina linguaggi e media differenti e attinge dall’immaginario televisivo, cinematografico e da filmati amatoriali per trattare temi come l’identità di genere e il rapporto tra mondo reale e digitale, facendo emergere una diversa prospettiva della contemporaneità.
La mostra è un percorso lungo i media che hanno scandito la pratica di Trisha Baga – passando dal VHS, al DVD per arrivare al 3D – e affonda le radici nella sua pratica performativa: gli stessi visitatori sono chiamati ad attraversarla indossando lenti stereoscopiche di occhiali 3D, in un ambiente immersivo che espande lo spazio fisico in numerosi livelli visivi e sonori.

Il display della mostra rimanda inoltre agli allestimenti caratteristici dei musei di storia naturale, non solo nella presentazione delle opere, ma anche per un approccio classificatorio inconsueto che mette in relazione l’idea di fossile a dispositivi tecnologici, come gli assistenti personali virtuali, creando dei corto-circuiti temporali. Attraverso il suo sguardo ironico e umoristico Trisha Baga riflette sull’eccessivo affidamento e sulle speranze che riponiamo nella tecnologia, rivelandone così gli aspetti più fragili e fallimentari.

Dettagli evento

Luogo:
Pirelli HangarBicocca, Via Chiese 2, milano
Date:
20/02/2020 - 19/07/2020
Orario:
lunedì-mercoledì: chiuso
giovedi-domenica: 10.30-20.30
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