Il ‘600 in Emilia-Romagna ha donato al mondo rari capolavori della storia dell’arte. A Bologna, presso gli spazi espositivi della rinascimentale Casa Saraceni, è possibile ammirare una rigorosa mostra che indaga nel particolare la vivace scena artistica felsinea del XVII secolo.

La mostra “Reni, Guercino, Cantarini, Pasinelli – Il Seicento bolognese”, visitabile gratuitamente fino a domenica 13 ottobre 2019, si compone di tutte quelle opere di proprietà della Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna che non sono in esposizione al pubblico perché o custodite nei caveau o in uffici della Fondazione stessa.

“Lucrezia si appresta al suicidio” di Guido Reni © Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna

Si tratta quindi di una preziosa occasione per il pubblico di conoscere e approfondire meglio questo ricco periodo artistico. L’esposizione si compone di un corpus di circa 30 opere selezionate dal curatore Carlo Mazza, che ci permettono di comprendere come la Scuola Bolognese del ‘600 abbia goduto di una fortunata fama internazionale. Infatti molti artisti che qui sono nati o si sono formati sono stati chiamati in giro per le altre corti italiane e europee; come Roma, Genova, Firenze, Madrid, Parigi e Vienna.

L’esposizione si apre con due grandi pittori: Guido Reni e Giovanni Francesco Barbieri, detto il Guercino. Del primo pittore possiamo ammirare la “Lucrezia che si appresta al suicidio”, si tratta di una figura mitica legata alla storia dell’antica Roma. Qui viene rappresentata in tutta la sua drammatica compostezza, colta negli istanti che precedono il suo sucidio, perpetrato perché non più in grado sopportare la vergogna della violenza carnale subita da Sesto Tarquinio. Questa iconografia trovava successo soprattutto tra le giovani coppie del tempo che si apprestavano alle nozze, venendo così ammirato come modello di castità ed integrità.

“San Pietro penitente” di Giovan Francesco Barbieri detto il Guercino © Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna

Del secondo pittore, invece, possiamo osservare il “San Pietro penitente”, un’opera evocatica in cui viene raffiguranto il Santo colto nell’atto del pianto e del pentimento dopo aver rinnegato per tre volte di essere uno dei discepoli di Gesù. Nella mano destra stringe un grande fazzoletto bianco e in quella sinistra un mazzo di chiavi, chiaro attributo petrino.

Il percorso espositivo prosegue con il “Doppio ritratto di uomo con cappello e donna con rosario”, severo capolavoro naturalista di Simone Cantarini, l’allievo ribelle del Reni. Passando per le opere di Francesco Gessi, Gian Giacomo Sementi e Giovanni Andrea Sirani. Fino a raggiungere la celebre pittrice Elisabetta Sirani con i suoi “Porzia che si ferisce alla gamba” e “Ritratto allegorico di Anna Maria Ranuzzi con i figli, nelle vesti della Carità”, opere emblematiche ed espressive del barocco bolognese.

“Porzia si ferisce alla coscia” di Elisabetta Sirani © Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna

La sezione successiva si concentra sulla sfera personale della fede religiosa. Quella fede ispirata dagli insegnamenti del cardinale Gabriele Paleotti. Colui che in seguito alla Controriforma enunciò, in un suo trattato del 1582, i nuovi principi a cui dovevano rifarsi gli artisti per abbracciare uno stile più consono alle rinnovate esigenze di culto. Qui possiamo trovare: Giovanni Battista Bertusio, Vincenzo Spisanelli, Girolamo Negri detto il Boccia e tre magnifiche opere di Lorenzo Pasinelli, su tutte spicca il luminoso dipinto “Angelica innamorata che incide sull’albero il nome di Medoro”.

La mostra chiude con una sezione dedicata alla ritrattistica e ai soggetti di vita quotidiana di tutti i giorni. Ad accompagnarci con le loro opere sono Bartolomeo Cesi, Giovanni Maria Tamburini e Giovan Gioseffo Santi.

 

Fonte immagini: le fotografie e le immagini sono state gentilmente fornite dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna. I crediti dell’immagine di copertina sono di Paolo Righi – Meridiana Immagini.

 

 

Dettagli evento

Luogo:
Casa Saraceni di Bologna
Date:
08/05/2019 - 13/10/2019
Orario:
Da martedì a venerdì: 15.00 - 18.00
Sabato, domenica e festivi: 10.00 - 18:00
Lunedì chiuso
Costo:
Ingresso libero
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